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Diario dai giorni del golpe bianco – Quando Matteo Renzi diceva dei giudici… mi interroghino

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

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Uscirà presto prestissimo nella vera e definitiva versione

4 Aprile 2016

“L’emendamento lo rivendico. Indagati sapevano? Io no, c’é separazione dei poteri….. mi interroghino” così parlò Matteo Renzi dopo lo Scandalo Guidi e l’emendamento in questione è quello “a fidanzatum” che ha portato alle dimissioni del ministro interessato. Il nostro Premier non sapeva perché c’é la separazione dei poteri… un poco come quando Maria Elena Boschi non sapeva delle decisioni prese su Banca Etruria & Co perché usciva dalla stanza.

Che tempra di uomini e di donne questi renzisti e che senso della discrezione! Ma non è tutto: la mania di grandezza sembrerebbe cresciuta così a dismisura che ormai Matteo Renzi sfida apertamente la magistratura: “Mi interroghino” ribadisce. Chissà, magari lo faranno… il tempo lo dirà. Nel frattempo che comincino dal ministro Boschi… ed è già tanto se il magistrato competente non sia stato a sua volta incriminato per lesa madonnità: sembrerebbe che questo Esecutivo possa fare a meno di tutti, tranne che della Boschi. Parafrasando Brecht “Felice il paese che non ha bisogno di politici intoccabili”.

Per il TG2 lo scandalo Guidi è quasi sparito come per miracolo dalla scaletta, come se qualcuno dalle alte sfere avesse dato l’input: tempo di muovere oltre! Sicuro: tempo di arrivare fino al prossimo affare poco chiaro che, statistiche alla mano, dovrebbe perfezionarsi tra meno di due settimane e chissà quale sarà stavolta l’oggetto del contendere… la trattativa politica da rivendicare con orgoglio e che, alla maniera delle altre riforme renziste, era stata pensata per beneficare il paese, ma ha poi finito per beneficare i soliti noti, gli amici degli amici: quando si dice la sfiga!

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