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CONTROCORRENTE. Rosebud, Dublin (EIRE) – Year 8. Breaking News

4 marzo 2018, cambiamo l’Italia (15) – Su “Repubblica” come “La torre di guardia”, la crisi e i riflessi sul Gruppo De Benedetti quotato in Borsa.

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

repubblicaDa un lato Il Fatto Quotidiano ci informa che la Stampa di regime ha deciso di sbattersene dello scandalo insider-trading e sta puntando tutte le mitragliatrici contro Raggi, dall’altro La verità di Belpietro scrive che la crisi del giornale Repubblica starebbe avendo i suoi riflessi sul gruppo debenedettiano che vacilla in Borsa.

Turandomi il naso, sono andata a vedere prima sul sito del Corsera e poi proprio sul sito di Repubblica, e come volevasi dimostrare Travaglio e Gomez hanno sempre ragione: uno degli scandali più gravi della storia repubblicana è stato depennato dai giornali con una strafottenza che rasenta l’illegalità, l’immoralità invece la tocca tutta (in calce pubblico i pdf di quelle due prime pagine a futura memoria).

Dal Corsera sono fuggita subito, non riesco a starci, è più forte di me. Di norma fuggo pure da Repubblica, ma oggi ho voluto fermarmi a studiare meglio questo “giornale” pensato a bella posta per fare politica, per determinare il destino di un Paese (con le buone o con le cattive, come si è visto negli ultimi 4 anni). Ho dunque cliccato su un articolo di politica e ne ho letto i commenti. Ho subito provato un brivido lungo la schiena e d’incanto mi è tornato in mente un volantino pubblicitario, una sorta di libercolo in verità, che pubblicavano i Testimoni di Geova quando ero bambina e che si chiamava La Torre di Guardia. Credo sia stata una delle poche scritture che, benché te la portassero alla porta con una puntualità ammirevole e con una cortesia d’altri tempi, io non sia mai riuscita a leggere. Pensare che divoravo tutto, ma quella rivista non sono mai riuscita a leggerla!

Non so perché accadesse, forse perché fin da allora rifiutavo gli indottrinamenti, e che quelli provenissero dalla chiesa cattolica o da altre comunità simili non faceva differenza. Certo è che ho provato la stessa strana sensazione questa mattina. I commenti su Repubblica sono molto diversi da quelli de Il Fatto Quotidiano. Nel secondo giornale sono vivi, divertenti, informati ma rilassati, sono pro o contro M5S o pro o contro PD, ma tutti si scannano con notevole libertà. Sul giornale di De Benedetti il commento appare moderato selvaggiamente, ma più che moderato sembrerebbe indirizzato, mentre la linea è incensante verso il PD, il leader, la linea politica, non ci sono critiche vere, sostanziali, di pancia, neppure a pagarle.

Purtroppo però la patinatura, l’omologazione non fanno verità, fermo restando che si spera davvero che tutti quei commenti ammaestrati siano frutto di un’azione editoriale nel background perché se dovessero essere il parto di lettori veri ci si domanderebbe chi scrive quelle robe. Naturalmente non possono essere persone con una formazione adeguata, o comunque abituata ad informarsi da fonti molteplici, capaci di formarsi una propria opinione, quindi immagino siano il parto di  una sorta di clac editoriale, del resto in passato abbiamo sentito spesso di questa tipologia di avventure digitali del renzismo che cercava di imitare il grillismo senza riuscirci.

Di sicuro non fa per me e dunque non faccio neppure fatica a credere alla su menzionata crisi di Repubblica che si starebbe riflettendo sul Gruppo debenedettico quotato in Borsa. Si tratta insomma di media datati, di modi di fare “politica” che chiamare poco etici è usare un eufemismo, nonché di un mondo che, agli italiani piacendo, dal prossimo 4 marzo potrebbe non esistere più: lo speriamo tutti quanti vivamente per il nostro bene e per il maggior bene dell’Italia che non è mai stata una succursale svizzera e non dovrebbe diventarlo mai!

Rina Brundu

Corriere della Sera 13 gennaio 2018 La censura dello scandalo governativo insider trading

La Repubblica 13 gennaio 2018 la censura del caso insider trading

sabato-13-gennaio-2018

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