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Rosebud, Dublin (EIRE) – Year 8º. Breaking News

Riflessioni sul Quarto Potere (5) – Dell’anarchia intellettuale e della notizia circolare: dal caso Michael Wolff (Fire and Fury) al caso insider-renzism in Italia

ROSEBUD TV – Angelo Branduardi – Alla Fiera dell’Est

AFORISMI MEMORABILI E ZIBALDONE


Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti.
(Jacques Séguéla)

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No, niente appello! Qui non si tratta di riformare una sentenza, ma un costume. (…) Accetto la condanna come accetterei un pugno in faccia: non mi interessa dimostrare che mi è stata data ingiustamente.

Giovannino Guareschi (lo disse dopo la sentenza di condanna ricevuta per l’accusa di diffamazione mossagli da Alcide De Gasperi)

Diario dai giorni del golpe bianco (paperback) di Rina Brundu .

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Attenzione la versione definitiva di questi testi uscirà solo dopo le elezioni politiche


Il caso diffamatorio su Wikipedia 

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  • Un popolo che elegge corrotti, impostori, ladri, traditori, non è vittima, è complice (George Orwell). Clicca qui per leggere tutto
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Rina Brundu

fire-and-fury-michael-wolff-972091_tnPensa tu? In oltre un quarto di secolo che mi interesso di giornalismo su diversi piani, non mi ero mai accorta di una ovvietà, ovvero che la notizia nel 99% dei casi, specie quando si tratta di notizia politica e non di cronaca, è sempre circolare!

Che significa? Significa che le notizie vere e proprie sono sempre poche, le altre sono in realtà parti più o meno interessati della peggiore casta giornalistica che le produce anche quando non ci sono. Il caso Spelacchio a Roma è un esempio di notizia circolare: un aneddoto trasformato in “caso” per motivi di aggressione politica finanche da giornali che avrebbero altra tipologia di doveri professionali e deontologici. Ne deriva inoltre che se la notizia può essere “circolare” può anche non-essere tale, ovvero può essere suo malgrado relegata al ruolo di non-notizia. Questa è la situazione che si presenta quando si hanno casi come quello italiano di ieri, laddove la “notiziona” di un possibile inciucio stile insider-trading tra un Premier in carica (peraltro golpista) e un grosso editore nazionale già coinvolto in altri scandali, viene platealmente ignorata da tutta la stampa che direttamente o indirettamente fa riferimento a quello stesso potente editore.

Senza discutere delle implicazioni politiche e giudiziarie che tali deleterie situazioni dovrebbero portare seco in un Paese sano, specie nel caso dell’ultimo esempio citato, le conseguenze di un simile status-quo sono anche altre, nello specifico portano ad una sorta di anarchia intellettuale come mai era stata sperimentata prima. Con questo intendo dire che al tempo del giornalismo analogico, esistevano degli assiomi che nessuno osava mettere in discussione. Se a un giornalista o a uno scrittore veniva assegnato un Premio Pulitzer o un qualsiasi altro riconoscimento valido noi non avevamo ragioni per dubitare che quello fosse meritato. Se un giornalista scriveva un libro “impegnato” su Tizio o Caio noi non mettevamo in dubbio l’etica nella sua ricerca. Se un canale televisivo importante come la CNN o un giornale prestigioso come il The New York Times ci informava su un qualche argomento, noi non dubitavamo che quella comunicazione fosse oro colato. Si può dire che sia così ancora oggi? Per nulla, oggi siamo completamente orfani, senza saggi maestri a cui guardare. Alla stregua del renzismo in Italia con il nostro mestierismo da bottega di periferia, l’era Trump negli Stati Uniti ha dato una spallata formidabile al mito del giornalismo epico americano. Detto altrimenti erano tutte cazzate politicamente interessate, o quasi, di qua e di là dell’Atlantico, ma per capirlo veramente abbiamo dovuto attendere la rivoluzione digitale.

Talmente scassato è il “sistema” che ormai si comincia a dubitare persino della sanità mentale di codesti signori. Questo è senz’altro il caso del furbissimo Michael Wolff autore del libro Fire and Fury che sta facendo furore tra i giornalisti liberal americani, ma che si risolve in un’accozzaglia di strafalcioni, di fesserie, di falsità sul Presidente in carica che offendono un qualsiasi neurone dotato di minimale intelligenza. Che questo agisca come deterrente nell’usarlo contro Trump? Figuriamoci, codesti professionisti corrono ad arraffare tutto l’arraffabile e a puntarlo come mitragliatrice contro colui. Si è arrivati fino al punto che lo stesso Wolff ha candidamente dichiarato in televisione (vedi sotto il videolink all’intervista CNBC) che tutto può essere verità e potrebbe pure non esserlo, ognuno dovrebbe decidere di suo!

Ah, sì? E io dovrei comprare il tuo libercolo solo perché stampato da editore trendy? Ma vai a fare in culo!

Rina Brundu

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