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4 marzo 2018, cambiamo l’Italia (13) – La piovra 2. Del renzismo di potere, del disonore e del fango sulle nostre istituzioni. E sul nostro dovere civile alle prossime elezioni.

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

silhouette-971335_960_720L’Italia politica vista dall’estero fa impressione. C’è qualcosa di profondamente sbagliato, qualcosa di profondamente… “corrotto” nella nostra nazione e ti offende dentro. La domanda: ma la legge è davvero uguale per tutti in Italia?, è come se avesse trovato una improvvisa e definitiva risposta. No, la legge in Italia non è uguale per tutti. Per farla diventare meno uguale bisogna essere Premier o ex-Premier golpisti e faccendieri più o meno intrallazzati con quello.

Ma per una domanda che si chiude, molte altre, datate in verità, se ne aprono: 1) Cosa sta succedendo nella procura di Roma? Come mai si ha l’impressione che tutto ciò che arriva lì, se ha a che fare con l’ex Premier viene archiviato? Perché chi di dovere non indaga? Che ne è stato del Caso Consip? Che ne è stato degli altri innumerevoli scandali renzisti? Che il most-wanted della capitale italiana sia davvero l’albero di Natale Spelacchio?

Avevamo sempre saputo di non abitare un Paese eticamente splendido, ce ne eravamo fatti anche una ragione: nessuno è perfetto. Tuttavia, che io ricordi c’erano dei paletti. C’erano dei paletti che venivano immediatamente alzati quando veniva tirato in ballo l’onore delle nostre istituzioni, del governo, della Beneremita, della Repubblica. Dopo l’avvento del renzismo più scaltro l’impressione è che non ci sia rimasto nulla, e se il 4 dicembre 2016 pensavamo che il popolo italiano avesse ottenuto la sua giusta rivincita, oggi si scopre che da quel momento in poi codesta becera dottrina si è finanche peggiorata e lungi dal voler andare “gently into the night” sta combattendo una battaglia epocale per sopravvivere, proprio come è tipico di tutti i veri mostri. Il renzismo come una sorta di nuova piovra dei tempi sembrerebbe avere infiltrato tutti e tutto: lo Stato sì, ma anche la magistratura, la casta mediatica, date nicchie popolari che alla sua ombra vivono e prosperano.

Di fatto ad ogni italiano onesto e che ha a cuore il suo Paese ora è rimasta solo un’arma potentissima: il suo dovere civile. Il 4 marzo 2018 gli italiani non vanno a votare, vanno a salvare l’onore dell’Italia e delle sue istituzioni. Sarebbe quindi dovere di chiunque ragazzo, adulto, anziano, uomo e donna, povero o ricco, felice o infelice di fare un passo avanti e sollevare di sua propria iniziativa quel paletto che in questi tempi drammatici, fatti vivere da una emergenza informazionale e democratica epocale, resterebbe altrimenti buttato a terra, coperto di fango.

Ogni cittadino capace, volenteroso, che si considera qualcosa di più di un suddito, che pensa che la nostra Storia e le storie delle mille vite esemplari che l’hanno fatta vivere in maniera così mirabile, vada difesa, è chiamato a fare il suo dovere. È chiamato a difendere l’onore della nostra patria, perché se la piovra 2 ritorna sarà l’abisso!

Rina Brundu

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