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Sartre e l’idea di libertà

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Ivana Vaccaroni

ballerina-3055155_960_720“Io sono la mia libertà : niente di più,  niente di meno.

Questa definizione, o meglio, questa idea lo rese famoso e corteggiato come una celebrità  da più  parti e con richieste che esulavano spesso dalle sue competenze.

Durante una conferenza, a Parigi, alla quale assistette un numero spropositato di persone, data la fama da lui raggiunta, egli raccontò  un aneddoto che riguardava, appunto, la libertà. Si trattava di una scelta che un giovane avrebbe dovuto operare tra la liberazione del proprio paese, cosa che avrebbe comportato la salvezza di molte vite umane e il pericolo in cui sarebbe incorsa la madre, probabile oggetto di rappresaglie da parte dei tedeschi. Quale dunque la scelta più  opportuna?

Questi sono dilemmi etici irrisolvibili. Sarte durante la conferenza provò  a coinvolgere gli astanti cercando semplicemente di chiedere loro chi e come avrebbe potuto aiutare quel giovane, ma soprattutto chi non poteva aiutarlo.

Il ragazzo si era rivolto alle autorità ufficiali, poi a un prete, infine ai filosofi. Nessuno si mostrò  all’altezza della situazione: ogni consiglio era carente per svariati, ineccepibili motivi.

L’ultimo cui il giovane fece riferimento fu il suo ex insegnante, Sartre appunto. Il quale gli rispose così:” Tu sei libero, cioè inventa.

Dopo aver preso in considerazione tutte le ipotesi devi prendere una decisione che sia tua e solo tua, che dipenda soltanto da te”.

Questi furono i suoi consigli. Nulla  sappiamo riguardo la decisione del giovane, né addirittura se egli visse realmente o meno; quello che è  importante è  ciò  che il filosofo voleva far comprendere al suo uditorio. Il fatto cioè che ognuno di noi è  libero come lo era quello studente, indipendentemente  da questioni morali, psicologiche o ideologiche.

Tutti questi fattori inquadrano la situazione ma non impongono nessuna decisione. Qualunque sia la contingenza, c’è sempre e comunque la possibilità  di  scegliere. E quella spetta a noi.

Certo ciò  risulta inquietante, ci conduce a uno stato di ansia notevole, soprattutto se dovessimo renderci  conto che dalla nostra presa di posizione potrebbero derivare le sorti di più  persone o, addirittura dell’umanità. Questo deve farci riflettere e ricordarci che la responsabilità è  nostra, non possiamo demandarla ad altri.

L’esistenzialismo di Sartre porta però  una grande speranza: quella di essere liberi finché  saremo autentici. Poco tempo dopo la conferenza egli infatti sostenne che “ Non c’è  un cammino tracciato per condurre l’uomo alla sua salvezza; egli deve costantemente inventare questo suo cammino. Tuttavia, nell’inventarlo,  egli è  libero, responsabile, senza alibi, e ogni speranza di esserlo risiede in lui”.

Ivana Vaccaroni

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