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Rosebud, Dublin (EIRE) – Year 8º. Breaking News

Giulio Balistreri – PERI PHYSEOS. Saggio di Filosofia della Natura

ROSEBUD TV – Angelo Branduardi – Alla Fiera dell’Est

AFORISMI MEMORABILI – QUOTES TO REMEMBER


Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti.
(Jacques Séguéla)

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No, niente appello! Qui non si tratta di riformare una sentenza, ma un costume. (…) Accetto la condanna come accetterei un pugno in faccia: non mi interessa dimostrare che mi è stata data ingiustamente.

Giovannino Guareschi (lo disse dopo la sentenza di condanna ricevuta per l’accusa di diffamazione mossagli da Alcide De Gasperi)

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Diario dai giorni del golpe bianco (paperback) di Rina Brundu .

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ATTENZIONE LA VERSIONE DEFINITIVA DI QUESTI TESTI USCIRÀ SOLO DOPO LE ELEZIONI POLITICHE

SCANDALI RENZISTI E ELEZIONI POLITICHE DEL 4 MARZO 2018

Dato che non ci occupiamo più delle avventure del Ducetto di Rignano, nel caso in cui qualcuno stesse pensando che meglio sarebbe reinverdire i fasti della scorsa legislatura… ecco un link ai tanti scandali renzisti registrati con il nostro tag. Enjoy (si fa per dire, naturalmente)!

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Esclusiva Rosebud – La lista segreta AGCOM che…

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  • 1. Noi uomini, esseri razionali o intelligenti, messi di fronte alla Natura, la costatiamo, cioè costatiamo che essa c’è, che essa esiste. E costatiamo pure che anche noi uomini facciamo parte della Natura.

Come succede per tutte le “costatazioni”, anche per queste due non si può muovere alcuna obiezione, secondo il principio filosofico dei Medioevali che recita: contra factum non valet argumentum «contro un fatto non vale alcuna argomentazione».

  • 2. La Natura può essere chiamata anche Madre Natura, Cosmo, Universo o Mondo infinito, Realtà infinita, Divinità, il Divino, Dea Ragione, Sapienza Divina, Essere Supremo. Io premetto che, in questo mio piccolo Saggio, preferisco chiamarla Madre Natura, ma quando c’è un particolare riferimento, esplicito od implicito, all’“uomo”, preferisco chiamarlo Essere Supremo.
  • 3. Ancora noi uomini costatiamo che la Natura è costituita di tre elementi fondamentali o fattori essenziali: I) la “materia” solida o consistente; II) lo “spazio” infinito o illimitato; III) il “tempo” illimitato od eterno. Non è concepibile o pensabile una Natura che sia priva di uno di questi suoi tre elementi essenziali.

La “materia” occupa porzioni dello “spazio” e si muove nel “tempo”, sottostando pertanto a movimenti e a mutamenti. Essa è sparsa nella immensità dello spazio, formando milioni di astri.

  • 4. È necessario distinguere bene lo “spazio fisico” della Natura, dallo “spazio geometrico” della matematica. Il primo è veramente reale, il secondo è solamente ideale.
  1. I) Lo “spazio fisico” è quello del Cosmo/Universo, dentro il quale si trovano, ad esempio, i continenti Asia, Africa, Australia, ecc., il nostro pianeta, la luna e il sole attorno al quale esso gira, e inoltre gli altri innumerevoli soli, satelliti ed astri. E da questi astri del Cosmo/Universo ci giungono, come altrettanti messaggi, numerosi fasci di luce, che possono avere avuto origine nel passato milioni di anni luce or sono.
  2. II) Invece lo “spazio ideale” della geometria o della matematica esiste in sé e per sé, anche se i continenti, i soli, i satelliti e gli astri non esistessero affatto.

L’esistenza a sé del “mondo ideale” degli enti matematici (numeri, punti, linee e loro rapporti) è tanto vera, che talvolta è accaduto che differenti matematici abbiano scoperto un certo teorema l’uno indipendentemente e ad insaputa dell’altro; di certo perché gli enti matematici li hanno “trovati” già esistenti in sé e per sé, non se li sono “inventati e costruiti” i matematici stessi.

  • 5. Dove sta il mondo ideale della matematica, costituito da punti, linee e da numeri e da loro rapporti? La risposta mi sembra facile ed ovvia: siccome a Madre Natura o Dea Ragione o Sapienza Divina non può sfuggire nulla, neppure il mondo ideale della matematica, questo sta appunto nella mente di Madre Natura o della Sapienza Divina ed appartiene ad essa.

Ed in virtù della sua Ragione o Sapienza, Madre Natura conosce tutto, ossia è pure “onnisciente”.

  • 6. E si impone questo problema radicale: può Madre Natura o Dea Ragione mutare il campo della matematica, facendo che, ad esempio, 2 + 3 anziché fare 5, faccia 6 ? No, non può, per il motivo che, appartenendo anche il campo della matematica alla Dea Ragione, questa non può contraddirsi, cioè procedere in modo irrazionale o contrario alla Ragione stessa.
  • 7. Per l’essere razionale e intelligente che è l’uomo l’accostarsi razionalmente a Madre Natura consiste nel tentare di formulare spiegazioni e argomentazioni su di essa. E ciò egli fa incatenando e concatenando argomentazioni e spiegazioni. Ma, nella catena delle argomentazioni e spiegazioni cercate e raggiunte dall’uomo su Madre Natura, esiste un inizio in quelli che sono i suoi tre “fattori essenziali”, i quali pertanto si configurano anche come altrettanti “principî” della catena che sostengono il ragionare dell’uomo, principî però che non possono essere da lui argomentati e spiegati ulteriormente. Una catena di argomentazioni e di spiegazioni ha un principio o un inizio e questo spiega il “seguente”, ma non può spiegare il “precedente”. Ciò significa che dall’uomo la materia, lo spazio e il tempo non possono essere definiti o spiegati; l’uomo deve accettarli così come li constata e li pensa.

Nessun filosofo o scienziato infatti è mai riuscito a dare una definizione convincente dello spazio, del tempo e della materia. E preciso che in generale nelle “definizioni” da loro tentate essi inseriscono locuzioni locali (cerchio, centro, periferia, vicino, lontano, moto, movimento) oppure locuzioni temporali (adesso, prima, dopo, presente, passato, futuro, moto, movimento) commettendo il grave errore logico di pretendere di «definire il definendo ricorrendo al definendo stesso». In altre parole, essi hanno pronunziato altrettante “tautologie”, nelle quali il predicato dice esattamente quello che è già detto nel soggetto.

  • 8. Per la ragione e l’intelligenza dell’uomo è assai meglio concepibile o pensabile, cioè assai più razionale che la materia, lo spazio e il tempo siano ab aeterno, siano cioè esistiti da sempre, che non concepirli o pensarli venuti ad un certo momento (locuzione temporale!) dal nulla. Dal nulla non viene né può mai venire nulla.
  • 9. In Madre Natura che sia stata da sempre, cioè ab aeterno, è concepibile e pensabile che tutto si sia già svolto e ripetuto innumerevoli volte nel passato e si ripeterà innumerevoli volte nel futuro, tale e quale. In Madre Natura eterna è pertanto pensabile che ciascuno di noi sia vissuto nel passato e viva nel futuro innumerevoli altre volte, tutte esattamente uguali alle precedenti e nonostante che noi non si abbia alcun ricordo del nostro vivere passato.
  • 10. Madre Natura, nei suoi tre elementi essenziali di materia, spazio e tempo, dimostra di essere “razionale” e pure in quantità e in modalità somme, come constatano giorno per giorno gli scienziati che la affrontano per studiarla: matematici, filosofi, cosmologi, fisici, astronomi, geologi, biologi. E proprio per questo fatto io ho deciso di chiamarla anche Ragione o Natura Razionale.

La somma razionalità o somma intelligenza della Natura Razionale si manifesta sia nei fatti ed eventi del “microcosmo” sia in quelli del “macrocosmo”. Agli uomini di cultura normale la somma razionalità di Madre Natura appare evidente in maniera particolare nel mondo degli esseri viventi o della biologia: complicatissimi modi di esistere e di vivere delle piante e degli animali, l’uno legato, coordinato e dipendente dall’altro, per i quali opportunamente la moderna biologia ha creato la esatta denominazione di «sistemi ecologici» oppure «ecosistemi», da riconoscere e da rispettare.

Non si può negare che susciti grande meraviglia ed ammirazione il costatare che esistono piante che vivono e debbono vivere in simbiosi, cioè l’una dipendendo da un’altra; e che inoltre in Madre Natura viga la norma della “economicità”, ossia la norma di ottenere il massimo dei risultati col minimo degli sforzi (si pensi ai favi esagonali di un alveare, nei quali si ottiene il massimo degli spazi, col minimo dispendio di cera).

Ed è per effetto della razionalità somma di Madre Natura che noi uomini constatiamo che ogni scoperta effettuata su di essa apre la strada ad altri nuovi problemi da risolvere e ad altre nuove questioni da comprendere e da spiegare.

  • 11. Nel suo esistere e vivere Madre Natura sottostà a innumerevoli mutamenti, il più notevole dei quali e la “evoluzione degli esseri viventi”. Non penso che esistano più veri scienziati che neghino il grande evento della “evoluzione”; quelli che lo facevano sino a un cinquantennio or sono, lo facevano per richiami indebiti a motivazioni religiose.

E c’è da precisare che l’evoluzione non riguarda soltanto il passato, ma riguarda anche il presente ed il futuro. Pertanto il “vivere” di Madre Natura consiste in un “vivere evolvendosi di continuo per l’intera eternità”.

  • 12. Affermare che Madre Natura è “razionale” corrisponde all’affermare che essa è anche “ordinata”. È pertanto la medesima cosa parlare di “razionalità di Madre Natura” oppure di “ordine di Madre Natura”.

La conoscenza che l’uomo si fa di Madre Natura in effetti consiste nella conoscenza che egli raggiunge della “razionalità” o dell’“ordine” di Madre Natura stessa.

  • 13. La “razionalità” o “intelligenza” che è propria di Madre Natura, oltre che la conoscenza di tutte le cose e di tutti i fatti ed eventi, presenti e futuri, implica che essa abbia anche la conoscenza di se stessa, implica cioè che essa possegga pure la “autocoscienza”.
  • 14. La razionalità e l’autocoscienza di Madre Natura implica di necessità anche la “volontà di Madre Natura”, la sua volontà di esistere, di continuare ad esistere. E la volontà di Madre Natura di esistere, di continuare ad esistere corrisponde ad affermare che essa vuole “vivere”, continuare a vivere. Insomma Madre Natura vuole la “vita” come norma generale dell’esistere di se stessa e pure dell’esistere degli innumerevoli esseri, in particolare di quelli viventi.
  • 15. Madre Natura razionale, ordinata, volente e vivente non dipende da altro, non dipende da alcun altro essere esistente, ma dipende solamente da se stessa, è pertanto “autosufficiente”.

Inoltre Madre Natura è “autonoma”, cioè detta a se stessa le norme del suo essere, del suo esistere e del suo operare.

  • 16. Madre Natura razionale, ordinata, onnisciente, volente, vivente, autosufficiente, autonoma non trova nulla contro di sé; è pertanto “onnipotente”. Un qualcosa che si opponga a Madre Natura non esiste affatto.

Ma Madre Natura razionale, ordinata, onnisciente, volente, vivente, autosufficiente, autonoma e onnipotente si identifica con quello che gli uomini hanno sempre chiamato “Dio”.

Ed infatti è avvenuto che non pochi filosofi abbiano identificato Madre Natura con Dio stesso, secondo quella concezione espressa con la frase latina Deus sive Natura. La quale è una concezione che in tutti i tempi ha giocato un ruolo importante nella filosofia occidentale, è il cosiddetto “panteismo”, quello che intende e sostiene che “il tutto si identifica con Dio” (dal greco pan «tutto» + theós «dio»).

  • 17. Però è molto meglio parlare di Essere Supremo anziché di “Dio”, in primo luogo perché l’Essere Supremo non implica affatto il concetto di “persona”, in secondo luogo perché “Dio” è un vocabolo maschile, il quale richiama il corrispondente femminile “dea”. Ma l’Essere Supremo non è sessuato, cioè non implica affatto la distinzione fra il maschio e la femmina, che invece è tipica di molti esseri viventi. Invece nel pantheon greco-latino e pure in quello dei popoli primitivi tutti gli dèi erano “persone”, maschi o femmine.

Per questo stesso motivo non si può affatto affermare che “Dio è Padre”, perché anche la paternità implica un preciso riferimento alla sessualità, che invece nell’Essere Supremo non esiste affatto. Questo pertanto non è “paterno” e gli uomini non sono affatto i suoi figli; e l’Essere Supremo non è padre di Gesù di Nazaret e questo non è figlio di quello.

  • 18. L’Essere Supremo è del tutto indifferente rispetto al destino degli uomini, alle loro vicende e alla loro sorte, per il motivo che pure queste sono sue vicende, dell’Essere Supremo. Pertanto questo non è affatto buono, amorevole, caritatevole, misericordioso, compassionevole nei confronti degli uomini; lo dimostra il fatto che l’Essere Supremo non è mai intervenuto a far cessare le carneficine delle innumerevoli guerre degli uomini od a attenuare i disastri geologici e sismici delle terre che questi abitano. L’Essere Supremo mostra la medesima indifferenza di fronte ad un maremoto che sconvolge gli atolli disabitati di un oceano e di fronte a un terremoto che distrugge intere città assieme con i loro abitanti.

Che l’Essere Supremo sia del tutto indifferente alla vita e alla sorte degli uomini è dimostrato, in maniera manifesta e pure enorme, dalla circostanza che esso non è intervenuto per nulla neppure per attenuare la tragedia dell’olocausto di 6 milioni di Ebrei, cioè la strage di un popolo che pure aveva sempre proclamato ed osservato fedeltà al suo unico Dio, quello di Abramo. L’Essere Supremo non si è mosso né commosso alla vista di migliaia di Ebrei chiusi e pigiati nei carri bestiame dei treni per numerose giornate, al caldo e al freddo, alla sete e alla fame. E non si è mosso né commosso neppure alla vista dei bambini ebrei strappati alle madri e avviati alle camere della morte coi più grandicelli che tenevano per mano quelli più piccoli; e neppure quando, essendo esaurito il gas, erano stati gettati entro i forni crematori ancora vivi ….

E non si è mosso né commosso l’Essere Supremo neppure quando ha visto i bambini ebrei usati come cavie per esperimenti di medicina. Io ricordo con immenso dolore il filmato di un medico nazista che, afferrata una ragazzina nuda di 7/8 anni per le caviglie, la sbatteva ripetutamente per aria avvolgendola su se stessa, in avanti e in dietro, come se fosse un tappeto; e la poverina urlava per il dolore, ma del tutto invano. È questo l’episodio più crudele che io abbia mai visto nella mia vita; invece l’Essere Supremo faceva finta di non vedere …. (d’altronde anche il suo rappresentante in terra papa Pio XII Pacelli ha fatto finta di non vedere l’olocausto degli Ebrei!).

E l’Essere Supremo non si è mosso né commosso neppure quando ha visto l’Inquisizione cattolica inventare ed usare una serie di atroci torture sui cosiddetti “eretici”. Né si è mosso né commosso in occasione della grande strage dei musulmani effettuata per odio religioso da cristiani nella recente guerra della Jugoslavia.

  • 19. L’Essere Supremo gode della «imperturbabilità» (atarassìa), della «mancanza di sofferenze» (apatìa), non conosce la “simpatia” (greco sympátheia «compartecipazione affettiva, compassione»), cioè non soffre con chi soffre.

E se tutto questo è vero, come si può accettare che gli officianti di tutte le religioni, preti rabbini iman sciamani ecc., definiscano e propagandino il loro rispettivo Dio come “buono”, come il Bene assoluto, come la Bontà per eccellenza?

  • 20. Alla totale indifferenza che l’Essere Supremo ha sempre dimostrato rispetto agli innumerevoli malanni che affliggono gli uomini, come hanno corrisposto questi? Hanno corrisposto in maniera del tutto contraria, cioè promovendo dappertutto e in tutti i tempi innumerevoli “guerre di religione”, le quali hanno fatto scorrere fiumane di sangue umano col proclama «Dio lo vuole!». Hanno corrisposto uccidendo per sacrificio altri uomini e perfino i propri figli ….
  • 21. Madre Natura mostra di perseguire una “finalità” e questa è la finalità del continuare ad esistere, del continuare a vivere, la finalità della “vita” dunque. Questa è dunque la finalità fondamentale di Madre Natura, la sua norma essenziale mostra di essere la “vita”.

E la vita come norma essenziale di Madre Natura va e deve andare avanti ad ogni costo, anche al costo paradossale che la vita di un essere vivente vada avanti a scapito della vita di altri esseri viventi. Di certo non si può muovere alcun rimprovero al leone che uccide e divora una iena, la quale d’altronde in precedenza aveva ucciso e divorato una lepre. Nessun rammarico sensato si può provare per la norma, pur’essa paradossale, che vediamo vigere nel mondo degli esseri viventi del “pesce grande che si mangia il pesce piccolo”.

La norma del bene e del male pertanto non regna affatto nel quadro generale di Madre Natura; la norma del bene e del male è soltanto una soluzione di compromesso che gli uomini, nell’esigenza del loro vivere assieme, si sono creati ed imposti per convenzione, per convenzione anche inconsapevole. Gli uomini hanno convenuto che un uomo che in maniera volontaria interrompa la vita di un altro uomo commette un male, un grande male da punire. (Ciononostante, episodi di cannibalismo sono avvenuti in tutti i tempi sia per fame grande e prolungata sia per feroci pratiche religiose).

Diversamente non è un male per gli uomini interrompere la vita di un altro essere vivente, pianta o animale, al fine di cibarsene.

  • 22. L’affermare che la norma essenziale di Madre Natura è quella del continuare ad esistere o a vivere, implica di necessità che in Madre Natura tutto sia finalizzato, tutto sia preordinato o predeterminato, tutto avvenga in maniera necessaria.

Pertanto Madre Natura sottostà alla norma essenziale del “finalismo”, nel cui ambito non c’è alcun posto per il “caso”, ma tutto è necessitato, tutto è predeterminato. È esatto e congruente il giudizio di condanna che Dante Alighieri ha pronunziato sul filosofo greco Epicuro per il motivo di ritenere che “il mondo sia posto a caso”. Tutto al contrario una libertà di azione degli esseri viventi e delle cose è soltanto apparente, mentre non è per nulla reale. In una tempesta di vento che nel deserto muove miliardi di granelli di sabbia soltanto nell’apparenza questi si muovono “a caso”; in realtà tutti sono mossi da rigorosi impulsi meccanici sia delle folate di vento, sia delle spinte degli uni sugli altri.

  • 23. L’uomo è razionale, ma la sua razionalità è successiva e conseguente alla razionalità di Madre Natura. Prima pertanto c’era la razionalità di Madre Natura e dopo ne è conseguita la razionalità dell’uomo.

In effetti la razionalità dell’uomo non è altro che un “adattamento” che egli si è fatto alla razionalità di Madre Natura. Questa pertanto è “razionale”, è “ordinata” e l’approccio intellettuale che l’uomo fa a Madre Natura consiste nel tentare di cogliere la razionalità e l’ordine che regnano nella stessa.

Appare inoltre evidente che la razionalità dell’uomo diventa anche razionalità di se stessa, diventa cioè “autocoscienza” posseduta dall’uomo.

  • 24. L’uomo essere razionale e intelligente si costituisce e si ritiene “persona”, che consiste nella sua certezza di essere differente da tutti gli altri uomini, dagli altri esseri viventi, dalle cose. Io Giulio sono “persona” perché so di essere differente da Edoardo, Marco, Massimo, ecc., e pure distinto e differente dagli altri esseri viventi e soprattutto dalle cose.

L’uomo si ritiene “persona” perché si accorge di non appartenere a nessun altro, di essere “padrone di se stesso”, di “appartenersi”.

Invece l’Essere Supremo non è “persona” perché non ha mai avuto la necessità di distinguersi da altre divinità e di mettersi in rapporto con altri esseri differenti da se stesso. L’Essere Supremo non ha alcuna divinità davanti e contro di sé. Pertanto una divinità del male non esiste, Satana non esiste, non è per nulla motivata la credenza in un “dualismo cosmico” tra il dio del bene e il dio del male.

Non esiste un “dio tutto male”, perché già il suo esistere sarebbe un bene, che gli impedirebbe di essere del tutto il “male” (sant’Agostino).

  • 25. È un fatto facilmente constatabile che la razionalità degli uomini implica numerosi gradi di valenza, secondo che essi si adattino, più o meno, alla razionalità di Madre Natura. In genere l’uomo normale, di una civiltà anche molto avanzata, ha una razionalità poco ampia e approfondita di Madre Natura, al contrario la razionalità di cui si dimostrano forniti i più geniali degli scienziati si differenzia parecchio dalla razionalità dell’uomo comune.

Il grado di adattamento degli uomini alla razionalità di Madre Natura è dimostrato anche dalla ricchezza più o meno ampia del loro “linguaggio”, cioè dalla quantità e dalla qualità dei vocaboli che essi comprendono e adoperano, dato che in tutte le lingue ad ogni “parola” in genere corrisponde una “idea”. E più sono le parole che un uomo pronunzia quando parla in maniera appropriata di Madre Natura, più sono le idee che egli dimostra di possedere su di essa.

Negli uomini primitivi e in quelli delle odierne tribù selvagge, l’adattamento alla razionalità di Madre Natura risulta estremamente ridotto, come dimostra sia il fatto che il loro linguaggio è costituito da un numero assai ridotto di vocaboli (alcune centinaia appena), sia il fatto che dietro molti fenomeni che a loro risultano inspiegabili essi mettono una divinità, maschile o femminile.

  • 26. Un discorso a parte sembra che si possa e si debba fare per quell’essere vivente che è l’uomo. Abbiamo già visto che l’uomo è razionale, intelligente e pure autocosciente. Ebbene, in virtù di queste sue doti sembra che si possa affermare con tranquillità che egli è fornito pure di una “libertà” sostanziale, la quale però si caratterizza in gradi assai differenti a seconda di ciascuno degli uomini.

Per motivi di maggiore evidenza, facciamo riferimento all’uomo che sia nei più alti gradi del suo sviluppo culturale: è un fatto indubitabile che egli sente di essere mosso e spinto da una serie di impulsi istintivi: il possesso della donna, la disponibilità degli animali selvatici per cacciarli e mangiarli, il possesso degli animali domestici per sfruttarli, il possesso dei terreni di caccia e di coltivazione, il possesso delle sorgenti d’acqua, ecc., ecc.

Però è un fatto altrettanto indubitabile perché costatabile, che egli sente di essere capace di frenare e di bloccare quei suoi impulsi istintivi e addirittura di riuscire a contrastarli. In virtù della sua “autocoscienza” l’uomo si accorge di poter assecondare oppure di poter contrastare gli impulsi istintivi. E insomma si accorge di essere in sufficiente misura “libero”. La libertà – l’abbiamo già visto – non sembra che appartenga agli altri esseri viventi e tanto meno alle cose, mentre appartiene in misura sufficiente all’uomo.

La libertà dell’uomo è effetto della sua “volontà”, che significa della sua decisione di essere e di comportarsi. Si pensi ai sacrifici enormi a cui si sottopongono in molte le religioni individui, uomini e donne, che decidono e riescono a rinunziare all’istinto prepotente della sessualità; si pensi agli sforzi enormi che gli uomini fanno nelle guerre per non scappare e per salvarsi ed invece stanno fermi di fronte a tutti i pericoli di morte; si pensi al grandissimo impegno che in tutti i paesi civili milioni di ragazzi e di adolescenti, quasi ogni giorno per numerosi anni, sostengono per andare a frequentare le scuole e riescono a rinunziare al fortissimo impulso della inerzia o della inattività. Tutte le fatiche stancano, eppure i ragazzi e gli adolescenti affrontano e sostengono quelle della scuola e dello studio. Qualche tempo fa una televisione ha trasmesso un documentario commovente: nel Tibet ragazzini di piccoli villaggi per andare a scuola al mattino si mettono in cammino in una forte e lunga discesa per raggiungere un ponte sospeso di corde, che supera un profondo vallone. Arrivati, si accovacciano dentro una piccola cabina attaccata a una carrucola, che corre su una lunga corda sospesa sul ponte ed è guidata da un loro compagno più grande di età, frenata nella parte iniziale della corda in discesa e spinta nella parte finale in salita. All’altra sponda del vallone c’è un villaggio più grosso che ha la grande fortuna della scuola. I piccoli alunni hanno con sé i loro quaderni e inoltre la piccola merenda nella loro borsa, che nella classe aprono nei momenti previsti. Finita la giornata di scuola i ragazzini si rimettono in viaggio sul ponte sospeso e poi riprendono a percorrere la lunga e forte salita che li riporta ai loro villaggio. Questi ragazzini tibetani, al fine di imparare a leggere e a scrivere, sostengono quasi ogni giorno una grande fatica e, peggio, rischiano di perdere la vita cadendo nel profondo vallone.

  • 27. L’uomo teme il dolore o la sofferenza fisica, eppure in tutti i tempi migliaia di uomini si sono lasciati morire sotto le torture per non svelare i nomi dei loro compagni; l’uomo soffre grandemente per la sete o per la fame o per il freddo, eppure molti si lasciano morire di sete o fame o freddo per loro personali motivazioni; l’uomo teme le bruciature, eppure numerosi uomini hanno accettato di morire nel rogo pur di non rinunziare alle loro convinzioni.

Questa volontà di resistere degli uomini, di opporsi, di dire no, questa consapevolezza e volontà di essere liberi si presenta come un “dato di fatto” assolutamente certo: ma anche a questo proposito vale il principio filosofico che recita: contra factum non valet argumentum «contro un fatto non vale alcuna argomentazione».

Dunque è evidente e certo che noi uomini siamo nella sostanza liberi e responsabili delle nostre azioni. È tanto vero che l’uomo si sente veramente libero, che non esita a commettere un grave sacrilegio, quello di bestemmiare contro l’Essere Supremo, cioè quello di sputargli in faccia …!

  • 28. È di certo assai utile e pure doveroso che nell’ambito della vita degli uomini si continui a ritenere che l’uomo è libero e responsabile delle sue azioni, pur dando per scontato che in esatti termini scientifici la suddetta libertà è spesso più o meno limitata da numerosi impulsi fisici e sociali e soprattutto da quelli psichici. In termini esatti di sociologia è senz’altro utile e doveroso che un killer seriale, che ha commesso numerose uccisioni di suoi simili, sia condannato in misura adeguata, anche se in termini strettamente scientifici, si deve almeno supporre che quel killer non aveva forse una piena responsabilità dei suoi atti, dato che questi erano anche più o meno compromessi da particolari situazioni ambientali, sociali e soprattutto psichiche. E questa prospettiva scientifica è ormai pacificamente entrata nella prassi dei tribunali dei paesi civili, dove i giudici si chiedono sempre se esistano oppure no a favore di un imputato le “attenuanti”, generiche e specifiche, dei suoi atti ed a trarne la necessità delle ovvie riduzioni della pena da infliggergli.

  • 29. È norma assoluta di Madre Natura quella del continuare ad esistere o a “vivere”, la quale si esplica in modalità molto differenti fra i vari esseri viventi. E la vita di un essere vivente può essere la conseguenza dell’incontro casuale di semi, dell’incontro di semi effettuato dal vento nelle piante anemofile, del soccorso di un altro essere vivente, ad esempio di un insetto impollinatore e negli esseri viventi di struttura molto sviluppata, come sono gli animali, come conseguenza dell’incontro dei due sessi.

Nella vita degli uomini la differenza dei due sessi e il loro rapporto gioca un ruolo enorme, per il motivo che esso è il fattore che manda avanti la vita, sia quella della specie umana, sia quella di Madre Natura in generale. E nonostante che il rapporto dei due sessi sia mosso dalla rispettiva fortissima attrattiva dell’uomo e della donna, esso è sempre dialettico e spesso molto movimentato e perfino contrastante, finendo l’“incontro” col diventare uno “scontro” fra i due partner.

Il fatto sessuale gioca un ruolo enorme nella vita dell’uomo singolo ma anche di popoli interi. Non è affatto detto che la storia della guerra di Troia, scoppiata fra due popoli per il rapimento attuato da un principe troiano di una bella donna già sposata ad un monarca greco, sia tutta una leggenda poetica; invece non è impossibile che essa sia veramente accaduta. Anche in altre numerose circostanze storiche infatti la questione di regnanti innamorati di belle donne ha determinato scontri fra i popoli ed ascese e cadute di grandi dinastie regali.

  • 30. Nell’incontro dell’uomo e della donna, soprattutto quando risulti riuscito bene, i due partner sono sempre del tutto persuasi di esserne i padroni assoluti, di essere i veri ed unici protagonisti dell’incontro stesso. Ma la realtà dei fatti è ben diversa: non è affatto vero che nell’incontro dei due sessi gli unici e veri protagonisti siano l’uomo e la donna, invece è del tutto certo che la vera protagonista di quell’incontro è Madre Natura, la quale impone la sua volontà di vivere non solamente nei semplici animali, ma pure in quell’essere razionale e libero che è l’uomo. Questo è pienamente convinto di essere del tutto libero e responsabile del suo agire anche sessuale. Invece la realtà è che è sempre Madre Natura a muovere tutti i fili degli esseri viventi, l’uomo compreso, tutti volti alla perpetuazione della specie umana, alla perpetuazione della vita in Madre Natura stessa.
  • 31. Nell’attrattiva sessuale degli uomini il maschio è mosso da quella che gli appare come la Bellezza per eccellenza, la Bellezza in persona, la donna (e viceversa); ed invece è sempre Madre Natura che domina il rapporto sessuale presentando la donna come bella e attraente affinché l’uomo la desideri, la possegga e la fecondi. In maniera analoga i bambini e i ragazzi sono da Madre Natura presentati agli adulti come belli e attraenti, con lo scopo primario di farli apparire come bisognosi di protezione e di aiuto da parte degli adulti stessi.

Ancora Madre Natura fa apparire bella la corona delle penne del pavone al fine di attirare la femmina; fa apparire bello il fiore di una pianta al fine di attirare l’insetto impollinatore. I colori e i piumaggi di quasi tutti gli uccelli e anche le loro danze di corteggiamento sono tutti mezzi promossi da Madre Natura per spingerli ad accoppiarsi e a mandare avanti la rispettiva specie.

Insomma: ci si deve convincere che la ragione prima e principale della Bellezza consiste nella sua finalità di attrattiva sessuale: la ragione prima, la sostanza di fondo della Bellezza è pertanto di natura biologica. Non esiste una Bellezza che se ne stia da sé in maniera indipendente rispetto all’uomo.

D’altra parte è pure un fatto che esiste anche una Bellezza non dipendente dalla sessualità degli animali, ed è la Bellezza di un’aurora, di un tramonto, delle nuvole del cielo illuminate dal sole, del mare calmo oppure mosso, di una cascata d’acqua, di un paesaggio, di una foresta, dei fiori e degli uccelli in generale. C’è da ritenere che questa Bellezza, che è staccata dalla biologia, dipenda dal piacere, dalla soddisfazione che prova l’uomo di vivere in quell’ambiente.

  • 32. L’uomo come essere razionale ed autocosciente si è creato un piccolo cosmo, un “microcosmo” appunto, dentro il quale egli ha stabilito norme di comportamento, quella principale e fondamentale del “bene” e del “male”. Ed ha deciso di considerare che “bene” è ciò che contribuisce al suo vivere e al suo benessere, “male” è ciò che invece vi si oppone.

Ed ha pure deliberato di considerare come suo “male” assoluto la negazione del vivere, ossia la “morte”.

In realtà la morte dell’uomo ha tutti gli stessi significati ed effetti della morte degli altri esseri viventi: la loro fine totale. Dopo la morte sia dell’uomo sia degli esseri viventi non c’è più la vita. E la speranza di una vita futura dopo la morte, comunissima fra gli uomini, ha di certo una sua ragionevole spiegazione, ma è del tutto infondata.

Dopo la morte di tutti i viventi esistono soltanto altre forme di vita, quelle dei viventi che nascono con la decomposizione dei cadaveri di quelli morti; e dopo di questi, ancora altri innumerevoli viventi. Mors tua vita mea «dalla tua morte nasce la mia vita». Affinché la vita dell’intera Madre Natura continui a vivere ancora.

  • 33. Il Cosmo di Madre Natura è assai differente dal “microcosmo” che si è creato l’uomo. Innanzi tutto il “microcosmo” dell’uomo è irreale, fittizio, convenzionale, inesistente nella realtà, invece il Cosmo di Madre Natura è l’unico veramente reale ed esistente. Il Cosmo di Madre Natura non ha avuto alcuna necessità o bisogno di crearsi norme di comportamento, basate sulla distinzione fra il bene e il male. Per Madre Natura non esiste né il bene né il male.

Madre Natura non ha bisogno di nulla, è del tutto autosufficiente; non deve combattere contro la morte, dato che è la “Vita” per eccellenza.

  • 34. Concezione pessimistica della realtà e della vita, questa? Certamente, in larga misura.

Consideriamo il quadro generale della nostra odierna vita di uomini: il prepotente la vince quasi sempre col debole, il furbo con l’ingenuo; il ricco diventa sempre più ricco, il povero diventa sempre più povero; i popoli del benessere disperdono enormi quantità di cibo, mentre un grande numero i uomini giorno per giorno muore di fame; pochissimi uomini nel mondo posseggono ricchezze superiori a quelle di interi popoli e stati; i popoli del benessere stanno distruggendo le possibilità di vita del nostro pianeta; i militari e gli scienziati hanno creato le armi atomiche capaci di distruggere la vita degli uomini e dei viventi nel nostro pianeta; il più banale dei guasti può far saltare una centrale nucleare e mettere in gravissima crisi interi stati e popoli; qualche dittatore pazzo gioca con la bomba atomica come se fosse una biglia del bigliardino; con l’uso delle armi i militari impongono a numerosi popoli altrettante feroci dittature, spesso in lotta fra loro; i militari dei paesi civili sono sempre pronti a fare nuove guerre per la speranza di altre medaglie al valore da pavoneggiare con le loro divise; una fanatica ideologia religiosa spinge i suoi proseliti, con la falsa promessa di orge celesti, a farsi saltare in aria assieme con decine di uomini del tutto innocenti; bambini privati di loro organi per alimentare il commercio clandestino degli stessi in vista di un loro trapianto; bambini e ragazzi adoperati per il sollazzo degli schifosi pedofili, parenti stretti, educatori, preti e cardinali; bambine sottoposte al barbaro rito della mutilazione dell’organo sessuale e fatte sposare all’età di dodici anni ….

Ed è tanto reale e vera questa visione pessimistica della vita degli uomini, che essi hanno imparato molto per tempo a tentare di dimenticarla ubriacandosi con gli alcolici e stordendosi con le droghe; quasi ogni giorno trionfa il feminicidio a danno delle donne uccise dai loro compagni ….

Non lo si può negare: il “microcosmo” fittizio che l’uomo si è creato si configura come il “regno della ingiustizia” e questa è la prima e la più forte ragione per la quale l’uomo preferisce optare per la speranza che esista realmente, dopo la morte, l’opposto “Regno della Giustizia”, nel quale i giusti saranno premiati, gli ingiusti saranno puniti.

  • 35. Però per fortuna esiste anche il rovescio della medaglia: nel nostro pianeta è pure arrivato il “progresso”, in maniera enorme e mai prima neppure immaginato e sperato: la medicina ha fatto passi enormi rispetto al passato, tanto che la durata media della vita umana si è in questi ultimi decenni raddoppiata, passando dalla media dei 40 anni al doppio. Le vaccinazioni hanno fatto scomparire un gran numero di malattie e di occasioni di morte. Nella chirurgia i medici fanno interventi anche difficili giorno per giorno, alcuni anche clamorosi come il trapianto degli organi.

Nei paesi civili non si mandano più al rogo gli eretici e le streghe, inoltre, almeno nella amministrazione della giustizia, è scomparsa la “tortura” e anche la “pena di morte”. La istruzione è un diritto e quasi una prassi quotidiana è la frequenza delle scuole; ormai quasi tutti i giovani sanno leggere e scrivere.

Nei paesi civili e democratici tutti i cittadini sono uguali di fronte alla legge. Anche per merito del ritrovato della pillola anticoncezionale, che ha chiuso il destino di essere quasi solamente delegata a procreare figli, la donna in molti paesi civili ha quasi raggiunto la parità con l’uomo, raggiungendo anche i più alti gradi delle professioni e delle cariche, quelle di insegnanti anche d’Università, di avvocate, magistrate, militari, dottoresse in medicina, parlamentari, ministre e pure capi di stato.

In quasi tutti gli stati civili e democratici i lavoratori hanno ottenuto numerosi diritti di lavoro, di paghe e di pensioni, e pure il diritto di fare lo sciopero. Tutti i cittadini hanno il diritto di essere curati gratuitamente dallo stato. Hanno inoltre le ferie pagate e moltissimi riescono ad andare in villeggiatura nei monti o nel mare o nei viaggi. Anche con spese modeste riescono ad andare con gli aerei, per lavoro o per diporto, in località lontane per le quali prima impiegavano parecchi giorni con le navi e coi treni. Tutti gli uomini, in tutti i paesi, anche in quelli poco progrediti, hanno ormai la possibilità di essere informati, giorno per giorno, dalla radio e dalla televisione sui principali avvenimenti del loro paese e del mondo intero.

Per chiudere, nel microcosmo in cui viviamo noi uomini abbiamo interesse di adattarci e di accontentarci. E soprattutto abbiamo interesse e anche il dovere di farla finita col farci male a vicenda, odiandoci e danneggiandoci l’uno con l’altro. Ciò che spingeva il sommo Dante Alighieri a definire il nostro piccolissimo mondo come «L’aiuola che ci fa tanto feroci» (Paradiso XXII, 151).

Giulio Balistreri

16 ottobre-05 gennaio 2018.

Ricordo a tutti questa antologia, che si annuncia molto piena e valida, e le regole per partecipare (cliccare sulla coperta). Grazie.

 

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