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CONTROCORRENTE. Rosebud, Dublin (EIRE) – Year 8. Breaking News

4 marzo 2018, cambiamo l’Italia (6) – Quindicimila persone che volevano fare politica ma i posti erano sempre occupati… Riflessioni.

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

supreme-court-building-1209701_960_720Fossimo in un Paese dove gli scrittori fanno gli scrittori perché sono nati con quel dna e non perché fa cool, fossimo in un Paese dove i giornalisti si degnassero di fare il loro difficilissimo lavoro prendendosene la responsabilità sulle spalle, invece di passare il tempo a rispondere al telefonino contattando Tizio, Caio e Sempronio, il dato delle quindicimila persone che, a giudicare dai risultati delle Primarie M5S, volevano “fare politica” ma non hanno mai potuto farla perché gli scranni erano sempre occupati, verrebbe trattato diversamente. Sicuramente verrebbe analizzato in maniera più ponderata e in maniera più coscienziosa di quanto è stato fatto nel gruberiano “Otto e mezzo” (La7), laddove si è pensato di liquidare il fenomeno con il termine: “Cretinocrazia”. Chapeau!

Fortuna che in tanti salotti televisivi trendy piaceva molto citare la favoletta (fake news ante-litteram) della popolazione che si era disaffezionata alla politica! La verità sembrerebbe recitare invece che la gente si era disaffezionata a un certo tipo di politica e soprattutto non ne poteva più di vedere le stesse facce che hanno fatto il bello e il cattivo tempo per cinquanta anni ormai. In realtà fa quasi impressione il numero di partecipanti a questa consultazione e il dato diventa ancora più impressionante se si pensa che la maggior parte saranno sicuramente giovani. Tolto un terzo di partecipanti che secondo me hanno avanzato la loro candidatura per mero spirito goliardico o perché convinti che si trattasse di un altro programma stile Grande Fratello Viparolo, resterebbero comunque diecimila persone che, a giudicare dalla tipologia di utenti che frequentano il sito di Grillo, sono a mio avviso tra gli italiani più interessati all’argomento fare-politica che si possano trovare.

L’altra faccia della medaglia che bisogna considerare è questa: ma è stato sempre così? Ovvero, ci sono sempre state tutte queste persone che avevano un interesse a farsi conoscere in questo mondo e nessuno le ha mai degnate di attenzione? Temo proprio di sì, e che bello sarebbe (sempre se abitassimo una terra giornalistica valida e non la repubblica delle banane liberal andate a male), poter conoscere le storie dei tanti personaggi, specie se capaci, che nelle decadi passate si sono ritrovati la porta sbattuta in faccia solo perché non avevano santi politici in paradiso: altro che “candidatevi!”. Altro che “chiediamo ai cittadini di maggiore competenza ed esperienza di mandare i loro Curriculum per aiutare il Paese!”.

Peccato però che queste storie non s’abbiano a raccontare, non siano mai state raccontate e anche se si volesse farlo in futuro quei “trombati” dall’insolenza della casta sarebbero comunque già passati a miglior vita: quante generazioni di italiani avrà seppellito un Andreotti dal suo dorato scranno? E che dire di tutti gli altri pachidermi della democrazia cristiana e dell’ex-PCI? Del resto è facile campare meglio quando si campa a carico dello Stato, più difficile è farlo contando solo sulle proprie forze!

Ma loro la chiamano “cretinocrazia”, che a ben pensarci mi stanno pure convincendo alla bontà del Verbo. Non è vero infatti che solo un popolo di cretini avrebbe permesso tutto ciò che è successo nell’ultimo mezzo secolo in un bellissimo e ricco Paese come il nostro, a causa della sua casta politica e giornalistica? Eh, sì, deve essere proprio così, ma fortuna che non vi è notte troppo lunga da impedire al sole di risorgere e finalmente anche Gruber (La7) e Merlo (Repubblica) saranno contenti per questo insperato risveglio delle coscienze civili assopite! Sic!

Rina Brundu

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