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4 marzo 2018, cambiamo l’Italia (4) – Sull’apertura di Grasso ai pentastellati. Però c’è un… ma.

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

grassoOnestamente non ricordo più quanti sono i gruppi e i gruppuscoli in fuga dal PD che sarebbero confluiti nella formazione politica “Liberi e uguali” guidata dall’ex Presidente del Senato Grasso. Ho però sentito che pochi giorni fa il loro leader avrebbe fatto una intelligente, almeno a mio avviso, apertura ai pentastellati per il tempo successivo al 4 marzo. Trovo questa mossa del Presidente Grasso molto accorta, molto lodevole e forse, ripeto, una delle più intelligenti mosse politiche di cui abbia mai sentito da cinque anni a questa parte. Purtroppo è pure notizia di oggi la subitanea marcia indietro di alcuni membri di quel partito ad ennesima dimostrazione che la sinistra d’antan perde il pelo ma non il vizio.

Tuttavia la speranza è che il Presidente Grasso continui su questa strada e che, sull’altro fronte, Di Maio non commetta gli errori fatti dal MoVimento cinque anni fa perché ricordiamo bene tutti come è andata a finire. In realtà l’unico “ma”, ovvero l’unica obiezione che bisognerebbe fare alla prima dichiarazione di Piero Grasso è sul punto in cui colui avrebbe detto che il suo partito si sarebbe aperto ad alleanze sia con il M5S che con il PD a guida non-renzista. Di fatto, sentendo una simile dichiarazione, lo stop alle trattative lo dovrebbe dare direttamente il MoVimento e non i membri di LEU.

La domanda che occorrerebbe farsi è infatti una sola: come si fa a pensare anche per un solo momento che i pentastellati possano fare governo con il PD guidato o non guidato da Renzi? Se dovessi descrivere a un non-praticante la religione politica l’idea di un abominio politico, l’accoppiata M5S-PD al governo sarebbe proprio l’immagine che sceglierei. Mai e poi mai Grillo, Di Maio e compagnia dovrebbero accettare un simile “matrimonio” perché ne andrebbe della loro credibilità politica e della dignità di quel 40% di italiani che probabilmente andrà a votarli.

Forse vivo completamente in una dimensione ideale, ma è indubbio che questa dimensione ideale abbia “memoria”, mentre la memoria che conserviamo della scorsa legislatura non è delle più mirabili. Dato che le legislature di per sé non hanno gambe e braccia, qualcuno, qualcun altro che non fosse solo Matteo Renzi deve averle fatte vivere e prosperare, e non sarebbe opportuno dimenticarlo. Vero è pero che la “memoria” sembra fare difetto anche a molti italiani, e in realtà è proprio quando si incontrano signori Rossi qualunque che inneggiano al ritorno di una casta politica che ha affamato il Paese, che quando ha potuto non ha mosso un dito per cambiarne il destino, che la “politica” ti fa più ribrezzo del solito e di tanto in tanto ti assale lo sconforto che in Italia le cose non potranno cambiare, MAI!

Rina Brundu

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