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Rosebud, Dublin (EIRE) – Year 8º. Breaking News

Riflessioni sul Quarto Potere (2) – Della Gruber “viziosa” novella Turing? Cronaca di una puntata di “Otto e mezzo” apologia di una igno*anza di tipo analogico che fa paura! Si è salvato solo D’Agostino!*

Ah, Flaiano, mio amato Flaiano perché sei morto?!

ROSEBUD TV – Angelo Branduardi – Alla Fiera dell’Est

AFORISMI MEMORABILI – QUOTES TO REMEMBER


Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti.
(Jacques Séguéla)

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No, niente appello! Qui non si tratta di riformare una sentenza, ma un costume. (…) Accetto la condanna come accetterei un pugno in faccia: non mi interessa dimostrare che mi è stata data ingiustamente.

Giovannino Guareschi (lo disse dopo la sentenza di condanna ricevuta per l’accusa di diffamazione mossagli da Alcide De Gasperi)

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Diario dai giorni del golpe bianco (paperback) di Rina Brundu .

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ATTENZIONE LA VERSIONE DEFINITIVA DI QUESTI TESTI USCIRÀ SOLO DOPO LE ELEZIONI POLITICHE

SCANDALI RENZISTI E ELEZIONI POLITICHE DEL 4 MARZO 2018

Dato che non ci occupiamo più delle avventure del Ducetto di Rignano, nel caso in cui qualcuno stesse pensando che meglio sarebbe reinverdire i fasti della scorsa legislatura… ecco un link ai tanti scandali renzisti registrati con il nostro tag. Enjoy (si fa per dire, naturalmente)!

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Esclusiva Rosebud – La lista segreta AGCOM che…

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Rina Brundu

gruberNon so se il tema che andrò a trattare sia davvero pertinente a questa rubrica, ma va bene così. Di sicuro quando mi imbatto in puntate di “Otto e mezzo” (La7) come quella di ieri sera a me tornano sempre in mente le parole del critico Aldo Grasso a proposito della conduttrice Lilli Gruber, e più delle sue parole i mille significati reconditi a cui quelle parole rimandavano, peraltro tutti giustificati: chapeau al professore, ancora una volta!

In verità non so come descrivere i primi venti minuti della puntata in questione (dopo ho abbandonato di corsa), una puntata titolata “L’anno dei viziosi”. E chi saranno i viziosi? Ah, odio gli indovinelli impossibili televisionari italiani, al confronto il progetto “Enigma” di Turing era un’avventura per neuroni rincoglioniti! Sta di fatto che nel dubbio la conduttrice ha preferito cominciare a parlare di grillini interrogando la colà presente chioma-folta Barbara Alberti.

La quale signora (di cui a questo punto della fiera desidero solo la chiamo folta a quell’età e mi domando invece come io abbia potuto giudicarla in passato personaggio meritevole di essere ascoltato) ha subito imbastito un discorso senza capo ne coda che nella sua imperizia semantica e significazionale si fa ricordare. La Alberti ha insomma cominciato mettendo Renzi, Berlusconi e Di Maio sullo stesso piano. A quel punto, non contenta, ha pensato di dare “sostanza” al suo discorso, parlando di “idee” e di “ideali” e suggellando l’esternazione con una chicca: “Si occupano (i.e. i tre appena citati) di giochini di potere mentre uno potrebbe fare una vita ideale…”. Proprio così… questo ha sentenziato la signora scuotendo la cerulea chioma di qua e di là al punto che qualche ventata della perturbazione prodotta è arrivata fino qui a Dublino.

E porca l’oca manco un giornalista in studio per fare le domande che sarebbe stato necessario fare, ovvero domande tipo: “Che vuole dire, signora? Sta dicendo che la “politica” di un Paese sia un giochino? Sta dicendo che meglio sarebbe se l’intera nazione si dedicasse all’otium letterario? Che cazzo vuole dire? E perché Renzi, Di Maio, Berlusconi sarebbero simili?”. Il colmo però lo si è avuto quando la stessa opinionista in quella sua stessa frase condita di luoghi comuni a go-go (la mancanza competenza! Ah, la competenza degli ottuagenari  come l’Alberti nell’età del digitale, impagabile!) si è pure contraddetta e ha accusato codesti “politici” di non avere ambizione. Come? L’idea di voler guidare un Paese non è ambiziosa? Non sarà un ideale di tipo filosofico, certamente, ma mi pare sia difficile negare che non sia un ideale ambizioso.

Seduto nel suo angolo in attesa di essere “istigato” a rispondere, il dipendente (in senso lato) del berluscalfariano “Repubblica” tal Francesco Merlo non l’ha contraddetta mai e ha continuato a fare scena muta annuendo di tanto in tanto davanti a tanto oro colato et saggio. Quando infine è arrivato il suo turno per essere interrogato non ha potuto fare altro che annuire davanti all’ispirata imbeccata della padrona di casa: “Sì, certo, è il tempo della cretinocrazia. La cretinocrazia va a braccetto con l’ignoranza (Merlo si stava forse riferendo agli ultimi Esecutivi “più migliori”, per usare l’espressione del ministro Fedeli, fatti vivere da personaggi dotati tutti di laurea ad Harvard, ma per correttezza bisogna specificare che non lo ha chiarito). Il cretino funziona quando è intelligente. L’arma micidiale del cretino è l’intelligenza!”.

Ah, Flaiano, mio amato Flaiano perché sei morto?! O sei morto perché sapevi che un giorno sarebbe andata in onda questa puntata di “Otto e mezzo” (La7) apologia di un’ignoranza di tipo analogico che fa paura?

Naturalmente, stavo lì lì per morire anche io, ma fortunatamente la parola è passata a Roberto D’Agostino che risollevando un po’ il discorso ha cominciato a parlare di senso dello Stato, di mancanza di senso dello Stato in Italia…

Concordo con D’Agostino, se poi si recuperasse anche il senso della vergogna in tv non sarebbe male. Che robe! L’ho detto io che l’argomento non era attinente a questa rubrica, ma tant’é… Sic!

Rina Brundu

*Vero, si è salvato solo D’Agostino, ma è pure vero che Dagospia non si salva da qualche “boutades” farlocca… E dato che quest’anno abbiamo indicato il suo sito come il miglior giornale italico, da oggi inaugureremo anche la rubrica “Le boutades di Dagospia”, è il minimo da farsi!

PS Per chi pensasse che io abbia bevuto rimando alla puntata in questione su questa pagina http://www.la7.it/otto-e-mezzo/rivedila7/lanno-dei-viziosi-03-01-2018-230701, ma tenete lontani i bambini, non mi assumo nessuna responsabilità!

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