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Rosebud, Dublin (EIRE) – Year 8º. Breaking News

4 marzo 2018, cambiamo l’Italia (3) – Bene il successo delle Primarie online M5S, ma non si tratta di un talent alla “Amici”! E sul supposto “paradosso” nel programma governativo “Garanzia Giovani”: seguire il dinero, please!

ROSEBUD TV – Angelo Branduardi – Alla Fiera dell’Est

AFORISMI MEMORABILI – QUOTES TO REMEMBER


Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti.
(Jacques Séguéla)

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No, niente appello! Qui non si tratta di riformare una sentenza, ma un costume. (…) Accetto la condanna come accetterei un pugno in faccia: non mi interessa dimostrare che mi è stata data ingiustamente.

Giovannino Guareschi (lo disse dopo la sentenza di condanna ricevuta per l’accusa di diffamazione mossagli da Alcide De Gasperi)

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Diario dai giorni del golpe bianco (paperback) di Rina Brundu .

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ATTENZIONE LA VERSIONE DEFINITIVA DI QUESTI TESTI USCIRÀ SOLO DOPO LE ELEZIONI POLITICHE

SCANDALI RENZISTI E ELEZIONI POLITICHE DEL 4 MARZO 2018

Dato che non ci occupiamo più delle avventure del Ducetto di Rignano, nel caso in cui qualcuno stesse pensando che meglio sarebbe reinverdire i fasti della scorsa legislatura… ecco un link ai tanti scandali renzisti registrati con il nostro tag. Enjoy (si fa per dire, naturalmente)!

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Esclusiva Rosebud – La lista segreta AGCOM che…

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Rina Brundu

garanzia giovaniFa piacere sentire che le Primarie online M5S siano state un successo! Fa piacere soprattutto se coloro che hanno proposto la loro candidatura per le Parlamentarie di metà gennaio fossero davvero membri di quella comunità italica di “grande competenza ed esperienza” che ricercava Di Maio. Francamente però ho i miei dubbi e quando leggo che si sono fatti avanti anche molti “giornalisti e attrici” io purtroppo non riesco a provare la stessa “gioia” che sembrerebbero provare i redattori de Il Fatto Quotidiano pro amici-miei, mentre l’idea che molti dei partecipanti abbiano scambiato questo appuntamento politico con il talent “Amici” di Maria De Filippi non mi abbandona.

In realtà se dovessi citare due attrici che meriterebbero di continuare la loro “mission” politica tra i pentastellati (nel caso improbabile che abbiano deciso di migrare dalle fila della rinata sinistra di Grasso e di darsi seriamente alla politica), le uniche due che mi vengono in mente sono Sabrina Ferilli e Alba Parietti. E se le cito non è perché sia infatuata con le loro capacità artistiche che immagino non mancheranno ma che io non conosco, quanto perché prima dell’infausto referendum costituzionale promosso dal Duce di Rignano furono tra le poche persone conosciute ai tanti che si schierarono apertamente a difesa della nostra Carta, si schierarono apertamente (soprattutto la Ferilli) contro il duce e non credo che da quelle esternazioni abbiano avuto molto da guadagnare. Tra i giornalisti si vocifera invece della candidatura di Paragone. Paragone è un buon giornalista, ma siamo davvero sicuri che sarà anche un buon politico?

Io resto dunque dell’opinione che non basta “simpatizzare” per il movimento per farvi politica, mentre i criteri di selezione dovrebbero mirare soprattutto ad una attenta analisi del curriculum, quello lavorativo e quello… mediatico, chiamiamolo così. È già, perché per evitare “brutte sorprese” dopo, meglio sarebbe verificare anche le imprese mediatiche di tutti questi signori almeno nei 24 mesi precedenti la candidatura: non vorrei che, faccio per dire, Grillo e Di Maio ne ricevessero una anche da parte di Maria Etruria Boschi e colleghi. Di sicuro il compito del Garante  e del capo politico del M5S non è di quelli da invidiare: come pararsi il culo contro le velleità di tutte le “sicure” future stelle della politica italiana che una volta trombate minacceranno denunce, querele et compagnia? Non è impresa facile, appunto. Ma al posto dei due signori in questione io non esiterei a cannare subito i “troppo anelanti”: coloro che seguono la politica per davvero, e hanno studiato qualche scritto di coloro che di politica si sono interessati al meglio, conoscono bene l’onere e l’onere che sono, o dovrebbero essere quelle poltrone, e difficilmente correrebbero a piazzare la loro candidabilità. È in fondo una sorta di gioco del serpente che si morde la coda ma resta sempre una grande verità.

Nell’attesa di vedere quali epocali strateghi partorirà il grande evento (paradossale: l’unico luogo in cui si sta facendo sicura futura politica nel Bel Paese in questo momento non è né il Parlamento italiano né il salotto di Vespa ma il blog di Grillo, come cambiano i tempi!), mi ha colpito un articolo pubblicato due giorni fa da Il Fatto Quotidiano e titolato:“Garanzia giovani, il paradosso (nda: semprea  proposito di paradossi) del piano per l’inserimento lavorativo: i Neet(1) sono 2,3 milioni. Più di quando è partito”, laddove si legge anche “Quasi 150mila giovani inattivi in più nonostante gli 1,5 miliardi di fondi messi a disposizione dall’Unione europea negli ultimi quattro anni per finanziare Garanzia giovani, il piano che avrebbe dovuto favorirne l’ingresso nel mercato del lavoro”.

Quando leggo simili oscenità confesso che vorrei che il 4 marzo fosse oggi, sebbene mi colga anche la preoccupazione che tanti di coloro in corsa per le poltrone discusse nell’incipit stiano pensando che quello sia pure il vero programma Garanzia Giovani del governo! Ad un tempo la domanda che farei ai redattori del giornale sarebbe pure consequenziale: perché non seguite il dinero anziché riportare simili “futilità”? Perché lo dico? Perché se fossi la giornalista che ha firmato il pezzo mi farei domande completamente diverse da quelle a cui sembrerebbe avere risposto lei, soprattutto dato che si sa bene ciò che sempre accade in Italia quando ci sono fondi pubblici o europei di mezzo. Per esempio mi domanderei: Come mai quei tanti NEET che avrebbero potuto richiedere quei fondi non lo hanno fatto? Come mai non sono stati aiutati a farlo data la loro condizione che di per sé implica un aiuto governativo nella loro “ricerca”? Perché quei fondi sono rimasti lì? Sono rimasti lì? Chi ha interesse a guadagnare interessi esosi su quei fondi? Chi li guadagna quegli interessi esosi? Ci sono middle-men che, come accade per esempio nel caso dei mutui finanziati da enti pubblici, ci guadagnano quando quei fondi vengono elargiti?

Ah, un giornalismo e una politica che invocassero meno i paradossi e si attenessero all’etica deontologica e pubblica!

Rina Brundu

(1)    Dato che la pur brava autrice, Chiara Brusini, era troppo impegnata per spiegarlo, i NEET (acronimo inglese di not (engaged) in education, employment or training) sono le persone non impegnate nello studio, né nel lavoro né nella formazione.

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