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Rai. Il disastro nel disastro (31) – Il caso Botteri contro Trump. Quando Crozza sale in cattedra: ma perché i suoi video sul duo Mannoioni-Botteri sono scomparsi da Youtube?

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Il giornalista è stimolato dalla scadenza. Scrive peggio se ha tempo. (Karl Kraus)

bott“Mi consenta, si consulti con uno psicologo. Lei è ossessionata da Donald Trump – scrive Paolo – E se piove è colpa di Trump, se non piove è colpa di Trump, se fa caldo è colpa di Trump, se fa freddo è colpa di Trump. Lei non sta bene, sul serio”. Sarebbe questo uno dei tanti tweet di protesta che avrebbe ricevuto la giornalista Giovanna Botteri con il suo ultimo reportage dagli Stati Uniti per il programma “Linea Notte” (Rai 3) condotto da Maurizio Mannoni, almeno a leggere l’articolo, ripreso da Dagospia, che Margherita Conte (Il Giornale) ha dedicato al “caso”.

Cosa aggiungere di più alle sante parole del twittatore Paolo e dei suoi amici? Nulla, davvero, anche perché sulle goliardiche imprese giornalistiche del duo Botteri – Mannoioni ha già detto tutto il grandioso Maurizio Crozza nel programma Fratelli di Crozza (Canale Nove). A questo proposito io avrei solo un dubbio in realtà. Dato che Crozza non è uno sciocco e i suoi video li lascia su YouTube (mica come fa la Rai più ridicola di sempre!), come mai riusciamo a trovare diversi suoi “momenti” tratti da quel programma ma nessuno con le mitiche scene relative proprio ai mirabolanti scambi Mannoioni-Botteri-Crozza in quel di Linea notte-chi se ne fotte? Che sia un caso di censura? Di autocensura? Speriamo davvero di no perché un tale status quo non sarebbe degno di Maurizio Crozza!

In realtà la domanda “perentoria” che avrebbe posto un altro twittatore, Andrea, citato nell’articolo di cui sopra, ovvero: “Ma una raccolta di firme per buttare fuori la Botteri dalla Rai è possibile?” è la vera domanda da porsi in queste situazioni, e non dovrebbe riguardare solo la Botteri ma soprattutto e prima di tutto i suoi dirigenti e coloro che hanno autorizzato quelle corrispondenze.

Il ritardo che abbiamo noi italiani in termini di adeguata comunicazione, di comunicazione, anche giornalistica, adeguata ai tempi, è ormai abissale. Siamo al punto che la responsabilità ricade direttamente sui telespettatori. Detto altrimenti se i twittatori Andrea e Paolo continuano a guardare questi programmetti d’antan che ragione hanno di lamentarsi? Per cambiare, per cambiare la Rai per davvero bisogna purtroppo agire altrimenti. Il prossimo 4 marzo 2018 è in realtà una di quelle rare occasioni in cui ciascuno di noi potrà contribuire in maniera sostanziale a dare una mano, ad azionare quel cambiamento: perché non profittarne?

Rina Brundu

Di seguito un video tratto da Youtube sulle Fake News della Botteri. Naturalmente sono opinioni da prendere con le pinze e francamente non condivido il linguaggio adottato dai commentatori, che è troppo sopra le righe anche per questi tempi digitali, ma vero è che ognuno si difende come può. Peraltro quei programmi vanno in onda su televisione pubblica… quindi è molto, davvero molto difficile prendersela troppo con questi internauti che non hanno altri luoghi dove esprimere la loro giusta ira nei confronti di questa tipologia di servizio ricevuto, laddove si ritrovano finanche ad essere i recalcitranti sovvenzionatori delle fantastiche avventure oltreoceano di questa dipendente Rai.

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