Advertisements
CONTROCORRENTE. Rosebud, Dublin (EIRE) – Year 8. Breaking News

4 marzo 2018, cambiamo l’Italia (1) – Dissento da Marco Travaglio: che i parlamentari eletti nel M5S siano obbligati a votare la fiducia a un Premier M5S è un’OTTIMA IDEA.

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

color-2457621_960_720Nell’articolo firmato dall’ottimo Marco Travaglio e titolato “I nuovi 5Stelle: cosa va e cosa non va” si legge, tra gli altri passi: “I parlamentari eletti nel M5S saranno obbligati a “votare la fiducia… ai governi presieduti da un presidente del Consiglio espressione del M5S”, pena l’espulsione. È una pessima idea, non degna di chi un anno fa contribuì a salvare la Costituzione…. (…)… rispettando lo spirito della Costituzione, si può tentare la strada suggerita proprio in un’intervista al Fatto dal presidente emerito Gustavo Zagrebelsky: “Il parlamentare è libero di cambiare partito e anche di votare in dissenso dal suo gruppo. Ma, se lascia la maggioranza con cui è stato eletto per passare all’opposizione, o viceversa (caso molto più frequente), subito dopo deve decadere da parlamentare: perché ha tradito i propri elettori e ha stravolto il senso politico della sua elezione”.

Mi duole dirlo ma questa volta sono in netto dissenso con il direttore de Il Fatto Quotidiano. Se è vero infatti che da un punto di vista “legislativo” i 5 stelle non possono azionare un vincolo di mandato non previsto dall’articolo 67 della Carta, è anche vero che, ad oggi, non è possibile far decadere i parlamentari come disiava il pur bravo Zagrebelsky, e in questo senso la scorsa legislatura, che è stata una sorta di monumento al voltagabbanesimo, ci racconta più di quanto potranno mai raccontare mille articoli giornalistici. Ne deriva che i cinque stelle dovranno per forza redigere dei contratti privati che impongano ai futuri eletti una data linea deontologica (se non politica).

Con tutto il rispetto per Travaglio, Machiavelli è nato prima di lui e non ha mai parlato a vanvera. Peraltro anche Giulio Andreotti è anch’egli nato prima di lui, e sebbene da pulpito meno nobile, soleva proclamare: “A pensar male si fa peccato ma la s’indovina”. Parole sante… forse le uniche mai dette da Belzebub in persona!

PS Concordo invece che, a dispetto di ciò che tenta di farci credere la stampa di regime, i giochi non siano già fatti, ma che la partita sia tutta da giocare… il 40% è assolutamente alla portata dei pentastellati, ora più che mai, mentre il caso Sicilia non fa testo.

Rina Brundu

 

Advertisements
L’ultimo articolo pubblicato…

Ergo

È stato un periodo intensissimo che non è finito mai da gennaio a oggi, e la stanchezza, soprattutto mentale, si fa sentire, anche se nel mio caso comincio a pensare che [...]