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PAIN IS TEMPORARY PRIDE IS FOREVER. Rosebud, Dublin (EIRE) – Year 8. Breaking News

Media e regime (39) – Il caso Travaglio. Che ha torto. La legislatura non andava sciolta “nell’acido” perché così si rischia che le sue particole subatomiche impazzite ritornino a chiedere il vitalizio.

E un dubbio giornalistico ar-cano.

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

travaglioQuesta volta dissento fermamente da Marco Travaglio che, “giustamente”, sarebbe stato anche cazziato da dati professionisti di regim… pardon, da dati colleghi per l’infelice incipit di un suo recente articolo “La legislatura che sta per essere sciolta (si spera nell’acido) è stata una delle peggiori”.

Dissento, caro Travaglio, se lei scioglie una legislatura come quella che gli italiani hanno dovuto subire per cinque lunghi anni, nell’acido, non si potrà avere mai alcuna sicurezza che sia completamente andata. Au contraire, non è da escludere che ciascuna particola subatomica che la componeva ritorni, si ricompatti per reclamare, anche qui “giustamente”, il suo vitalizio a carico dello Stato, oppure ritorni a verificare la possibilità di un inciucio in vista dei prossimo quinquennio, e soprattutto a chiedere qui e là se qualche istituto compiacente sia disposto ad accollarsi i debiti di Banca Etruria prima dell’imprescindibile crac.

Non si scherza con questi argomenti, caro direttore. A mio avviso sarebbe stato più opportuno prenderla codesta legislatura, magari insieme a coloro che l’hanno fatta vivere, che non disdegnano neppure di speculare politicamente sui diritti delle donne, e disperderla nello spazio siderale… Spedirla in qualche universo lontano migliaia di anni luce onde assicurarci davvero un non-ritorno almeno durante la nostra esistenza in questa valle di lacrime.

Mi conforta comunque leggere su Il Fatto Quotidiano che i signori Laura Cesaretti, Marco Esposito, Christian Rocca, Stefano Menichini, etc, etc, la pensino come me, ma ho un dubbio ar-cano: chi cazzo sono?? E perché il giornale non fa i nomi e i cognomi dei giornalisti che attaccano il direttore? Ah, saperlo!

Rina Brundu

PS Su piano più serio e meno ridanciano, tutta la solidarietà a Marco Travaglio, l’unico nostro giornalista di cui andiamo davvero fieri, oltre le grette trame del polically-correct strumentalizzante, perché se non ci fosse più lui sarebbe l’abisso (peraltro già rappresentato ottimamente dai servi della gleba che lo attaccano, che inoltre hanno dimenticato solo ieri di stracciarsi le vesti in piazza per le imprese di questo loro favorito, qua sotto…). Sic!

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Chiudiamo Wikipedia. Non si lucra scaltramente sull’impegno di intelletto!