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2017 – Ritratto di fine anno in chiusura di una legislatura politicamente criminale (in regalo i numeri per la tombolata!)

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Il giornalista è stimolato dalla scadenza. Scrive peggio se ha tempo. (Karl Kraus)

lottery-146318_960_720.pngTra due giorni il Presidente Mattarella scioglierà le camere e porrà fine alla XVII Legislatura della Repubblica Italiana. Sarà insomma la fine di un incubo politico iniziato il 15 marzo 2013, che ha visto nei 1024 giorni di governo di Matteo Renzi il periodo politico più triste della storia dell’Italia contemporanea. In realtà quando si guarda a questi anni appena trascorsi, più che il passato viene in mente il futuro, mentre la domanda è consequenziale: cosa penseranno di noi i posteri? Come ci etichetteranno? Come ci giudicheranno? Male, naturalmente, sempre che non siano questi tempi disgraziatissimi, con la nazione tutta gravata da un debito pubblico quasi senza rivali, ad essere ricordati come i tempi in cui il sassolino diventò la valanga che ci seppellì.

Ciò che meraviglia davvero però è il fatto che dopo due anni e mezzo di un Esecutivo fondamentalmente golpista, dopo un periodo politicamente illegittimo che il 4 dicembre 2016 si è chiuso con un rigetto tonante da parte della nazione delle politiche e delle perniciose trame imposte per diktat  dal ducetto di Rignano, quello stesso popolo abbia dovuto ancora subire, per oltre 365 giorni, una simile amministrazione costellata di scandali, come se il suo parere, la sua opinione contasse meno di zero. L’emergenza democratica vissuta in questi anni é seconda solamente alla straordinaria emergenza informazionale che ha caratterizzato questa legislatura. Con esclusione di due o tre quotidiani che hanno fatto punto di mantenere la loro indipendenza, di seguire una minima linea deontologica, con l’esclusione di alcuni coraggiosi giornalisti che sono apparsi determinati a non soccombere completamente davanti agli ordini del “Rambo” di Palazzo Chigi, il panorama mediatico italiano è apparso, a momenti, come una grande prateria desertica qua e là riempita dalla presenza di alcuni possenti bestioni impegnati in un combattimento di corna all’ultimo sangue. Poi c’era il silenzio che quando si fa così tonante non può non sapere di omertà mafiosa, di connivenza, finanche di paura.

Senza dilungarci troppo nei tanti infiniti scandali che hanno visto protagonista la corte renzista in ciascun anno del suo deleterio regno, a ben guardare ciò che sorprende di più della politica made in Italy 2017 è l’apparente forte lealtà mostrata dalla maggioranza del Partito Democratico a quel Segretario che li sta portando tutti quanti a sbattere contro il muro senza alcuna possibilità di ritorno. In realtà la domanda perché l’hanno fatto?, è la vera questione politica a cui rispondere quando si vuole tentare di abbozzare un ritratto credibile dell’Italia a cavallo tra il 2017 e il 2018. E si tratterebbe di una domanda ben più importante di quella che si sono poste a più riprese, nelle scorse settimane, diverse testate giornalistiche: perché Renzi non molla la Maria Etruria Boschi che con la sua sola presenza nel partito è garanzia di fallimento amministrativo e politico? Si ingannerebbe, tuttavia, chi vedesse in questa “forte lealtà” che sembrerebbe mostrare il PD verso il suo Segretario un vero sintomo di fedeltà al capo. La verità naturalmente è un’altra e recita più o meno così: l’hanno fatto perché con i peccati-politici-capitali che si sono caricati sul groppone in quei 1024 giorni di funesto governo non saprebbero comunque dove andare. A dirla tutta Matteo Renzi resta l’unica loro possibilità di esistere ancora politicamente perché ormai esistono alla stregua di ectoplasmi che non hanno più una ragione valida per essere tra noi, per abitare con i vivi, men che meno hanno più una scusa ideale (fanculo Gramsci, fanculo il Che e tutti  gli sporchi comunisti!). Detto brutalmente, quale altro Partito si accollerebbe un Fiano? Una Serracchiani? Un Orfini? Nell’ultimo caso ne servirebbe almeno uno di movimento politico che abbia nella sua sede una play-station, ma comunque dubito che dall’estrema destra all’estrema sinistra si troveranno queste anime pie ansiose di soffrire con loro e per loro…

Ad attento guardare però, il motivo, il vero motivo per cui i posteri già menzionati ci guarderanno davvero male non è tutto questo can-can pseudo mediatico, pseudo politico, pseudo giudiziario che da che Italia è Italia caratterizza la nostra vita pubblica, quando il fatto che mercé un tale nefasto status-quo il Paese è stato abbandonato completamente al suo destino. È di oggi la notizia della cassa integrazione (“se va bene” scrive il giornale di Gomez e Travaglio), che potrebbe riguardare gli operai della Fiat, dell’Alfa, dell’Alitalia (sì, proprio quella che il cazzaro di Rignano voleva maritare con gli arabi allo scopo di creare una “compagnia di bandiera sexy”), della Natuzzi, ed è sempre di oggi la notizia dei 160 tavoli di crisi aperti che sono in dato modo la vera eredità che questa legislatura criminale e da dimenticare lascerà in dono a quella che verrà…

Centosessanta ho scritto? Uhm… ricapitolando 160 tavoli di crisi, 1024 giorni di governo di Leopoldo, 15 data di inizio di quell’Esecutivo, 3 mese di inizio, 5 anni di legislatura di cacca, 2017 anno di merda (volendo, scegliere anche tra 2013, 2014, 2015, 2016)…. I numeri ci sono tutti: bisogna giocarli alla lotteria Italia e sperare nella vittoria**, del resto si può avere fiducia, quella manifestazione è patrocinata dalla RAI, un’altra azienda nostrana garanzia di qualità e imparzialità…

Rina Brundu

** Naturalmente qualora i numeri risultassero vincenti pretendo la divisione della vincita. Due terzi mi spettano di diritto, del resto non ho seguito il renzismo minuto per minuto senza imparare nulla…

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