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Il marcio del renzismo (2) – Dal cavallo di Caligola al senatore Matteo Renzi. E sul caso Cristoforetti.

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

"Whatever happened to collective responsibility?"

Cartoon source: cartoonstock.com

La notizia è di quelle da prendere con le molle, di quelle che si spera siano davvero le frottole mediatiche che, un giorno sì e un giorno no, denuncia il ducetto di Rignano: a leggere alcuni giornali, peraltro sempre piuttosto informati e seri nella linea deontologica, Matteo Renzi starebbe per candidarsi al Senato della Repubblica. Sì, stiamo parlando proprio di quello stesso Senato che colui intendeva abolire poco più di un anno fa, e il cui relativo Referendum gli ha fatto rimediare una delle più grandi figuracce politiche della storia italiana moderna.

Capito?! Se questa notizia non fosse una boutade, equivarrebbe a dire che tutti coloro che hanno votato NO al Referendum del 4 dicembre 2016, ovvero il 60% degli italiani scesi in massa a ribadire la loro opinione su una questione così pregnante per la nostra vita democratica, avrebbero di fatto votato per eleggere “il Bomba” al rango di possibile Senatore della Repubblica italiana! Equivarrebbe a dire che anche io ho tecnicamente votato per la sua elezione a senatore, che ho insomma commesso un peccato politico e civile che – con tutti i peccati che avrei potuto commettere, su cui sarebbe valso la pena concentrarmi per ottenere il miglior risultato – non mi era mai neppure passato per la mente!

Come commentare quindi al meglio i novelli tempi caligoliani portati seco dal renzismo strafatto? Il silenzio sarebbe forse il metodo più appropriato se non fosse che si tratta proprio dell’arma “segreta” che la casta usa vuoi per riportare i re fascisti in Patria senza informare la popolazione, vuoi per perpetrare le sue trame pseudo-politiche più insultanti per i sudditi. Di buono c’è che i seggi “PD blindati” sarebbero ormai pochissimi. Scrive Il Fatto Quotidiano online di oggi: “Secondo Ixè i collegi davvero sicuri sono solo 6: Firenze NordScandicciEmpoliSesto FiorentinoModenaCasalecchio di Reno”.

La domanda è: perché? Perché dovrebbero essere sicuri? Che in queste zone sia stata abolita per decreto l’etica politica? La coscienza politica? Che siano, queste zone, figlie di una specie di Dio-amministrativo minore? Di una sorta di terzo mondo politico ideale dove non arrivano le nuove dal mondo libero e liberato e impera solo la voce del padrone? A mio avviso è davvero troppo presto per dire che questi siano collegi “davvero sicuri” per il PD, dato che di sicuro nella vita c’è solo la morte e anche quella sarebbe stata vinta da un antirenzista per partito preso, in soli tre giorni, circa duemila anni fa (fermo restando che sempre secondo me si tratta sicuramente di fake-news ante-litteram proprio come quella del senatore Renzi in tempi digitali).

In ultimo, sempre nello stesso articolo, Il Fatto Quotidiano riporta la notizia di una possibile candidatura, tra le file del PD renzista (o meglio di un non-ben-verificato desiderio del capo di candidarla), dell’astronauta Samantha Cristoforetti. Se questa nostra concittadina decidesse davvero di fare una scelta in questo senso non si potrebbe che rispettarla quella decisione. La nostra speranza è però che la signora Cristoforetti rifletta sulla significazione di un simile passo e sulla responsabilità etica e deontologica che ricade sulle sue spalle dato che, mi risulta, i suoi viaggi nell’outer space non li ha finanziati Matteo Renzi, ma l’intero popolo italiano.

Rina Brundu

Sotto “Il senatore Peppone” che però a differenza dei senatori renzisti non stava facendo una passeggiata, lui un seguito l’aveva davvero….

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