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CONTROCORRENTE. Rosebud, Dublin (EIRE) – Year 8. Breaking News

Con quell’IQ il Premio Nobel lo vinco anche io (2) – “Il Foglio” e l’uomo dell’anno Gentiloni: la motivazione. E sulla speculazione sul femminismo a “Otto e mezzo” (La7) per difendere Boschi e il ducetto: ma come si fa?

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

padoanNon so che ruolo abbia un giovanotto di nome Cerasa nel giornale Il Foglio di Ferrara, trattasi infatti di pubblicazione che non leggo da anni, e non ho intenzione né di googlare né di avventurarmi sul loro sito per scoprirlo, ma so per certo che ogni qualvolta Gruber invita costui nel suo programma serale qualche migliaio di voti passano speditamente nel cestone dei pentastellati. Io, per esempio, dopo avere visto la puntata di oggi sto ancora a chiedermi se esista un ideale borsino dove poter acquistare qualche altro voto da poter mettere nella cesta di cui sopra.

“Il sistema bancario italiano non è più un problema per l’Europa” ha esclamato questo ragazzo nel corso della trasmissione con la sicuramera del manager finanziario navigato che ha lavorato in uncountable companies… La “balla spaziale” era così sostanziale che neppure gli altri ospiti in studio se la sono bevuta, hanno finanche rifiutato di far finta di crederci e mi azzardo a scrivere che anche la Gruber, una-tantum, l’ha guardato perplessa. Ma chi pensava che le esternazioni naif dell’entusiasta renzista Cerasa fossero la “ciliegina” sulla torta della puntata si è dovuto ricredere presto perché, subito dopo un dibattito a metà strada tra il serio e il faceto-rincoglionito, ecco la notizia più juicy, più succosa, sparata urbi et orbi: Il Foglio di Giuliano Ferrara avrebbe eletto il nostro Premier avatar renzista Paolo Gentiloni quale uomo dell’anno con, più o meno, la seguente motivazione: perché dopo la tragedia del voto NO al Referendum, il renzismo è riuscito a mettere a palazzo Chigi una figura gentile, rassicurante.

Non ho parole per esprimere… il mio disgusto mediatico? Il mio senso di impotenza civile? Il mio dolore? Sì, tra queste opzioni scelgo il mio “dolore” perché davanti a tutto questo alla fine della storia io provo solo dolore. Per la precisione un dolore acuto, sentito sulla pelle, un dolore che è mio personale in quanto cittadina italiana, ma che è anche il dolore che provo nell’osservare il degrado culturale e intellettuale di questa nostra nazione: ma quand’è che dai Machiavelli, dai Guicciardini, dai Galileo, dai Giordano Bruno, dagli eroi risorgimentali siamo passati ai renzisti, ai Ferrara, ai Cerasa, ai Gentiloni in grado di diventare “uomo dell’anno” in virtù della loro capacità di elevare la furbizia diplomatica e politico-mediatica ad arte mentre il Paese nuota nella merda?

Se questi sono i nostri uomini dell’anno si potrebbe forse commentare… e si potrebbe scrivere molto altro ancora, ma a cosa servirebbe? A cosa servirebbe? Che poi con chi dovrei prendermela? Con la Gruber che continua a fare il giornalismo che sa fare e io mi ostino a guardare nonostante sappia bene ciò che mi passerà la mensa? La colpa è mia naturalmente e si è concretizzata nel momento stesso in cui ho acceso quel dannato televisore… Se non lo avessi fatto mai avrei saputo delle goliardiche nomination a “man of the year” azionate da Ferrara, mai avrei appreso le discutibili nozioni di Economia for dummies di Cerasa e mai avrei assistito a un dibattito dove si è finanche arrivati a speculare sul femminismo per dar manforte al duo Boschi-duce di Rignano e dove una vignetta da catechismo d’antan di Natangelo, titolata “il cosciometro” è stata descritta come “scandalosa”.

Again, ma come si fa? Non lo so. Di certo stasera il mea culpa lo recito io: a letto senza cena! Sic!

Rina Brundu

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