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Apologia di un Vito Mancuso teologo “politico”. Straccia Sgarbi e supera agilmente anche Travaglio…

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

vito m.pngAh, poterlo portare definitivamente sulla via del metodo scientifico e del cogitare saggio! Ah, riuscire infine a fargli smettere per sempre i medievaleggianti panni del teologo per indossare quelli del pensatore e del filosofo tout-court: finalmente il nostro Paese ne avrebbe uno! Non sarebbe Nietzsche, certamente, ma bisogna sapersi accontentare… i tempi sono quelli che sono.

Sto parlando naturalmente di Vito Mancuso che, come ho scritto diverse volte, nell’Italia della sostanza d’intelletto nazionalpopolare si distingue dal volgo in molti modi. A dire la verità, dopo la strigliata al Berluscalfari, in questo ristrettissimo club di teste pensanti vorrei metterci anche Paolo Flores D’Arcais, ma facciamo più avanti…

Back to square one… ritrovare Vito Mancuso stasera nel salotto della Gruber è stato un poco come avventurarsi in una bettola e scoprirla un luogo di ritrovo preferito dalla regina Elisabetta. Gli altri ospiti in esterna erano Vittorio Sgarbi che ha continuato ad inveire per tutto il tempo alla sua maniera, proponendo la solita melassa pseudo-cogitativa nazionalpopolare e provinciale e che, specialmente in questa occasione, ha mostrato limiti sostanziali soprattutto quando il suo idioletto si è dovuto gioco forza confrontare con la flemma-che-è sostanza dell’ospite in studio. A dire il vero quando Vito Mancuso ha affermato che il Dell’Utri malato non dovrebbe lasciare il carcere se la stessa prassi non viene applicata a tutti i detenuti, anche a quelli meno noti di lui, ha superato alla grande anche il Travaglio zuccheroso che si è raccontato forte con i forti e debole con i deboli: ma che discorso è, Marco? Sicuramente non è un discorso degno di lei, che sempre ammiriamo!

Ciò che mi ha colpito però è stato soprattutto questo Mancuso calmo, mite, riflessivo, knowledgeable, ripeto, e di sostanza finanche politica quando ha declamato senza esitazione alcuna i limiti etici dell’implicita equazione Forza Italia = Dell’Utri in carcere = odore di mafia … Insomma, ha colpito questa figura dimessa di un “qualcuno” che è un “qualcosa” di veramente diverso e nuovo nel panorama intellettuale asfittico italico, come a dire che il renzismo e il berlusconismo non hanno completamente annacquato la nostro capacità di intelligere… qualcosa ci è rimasto ed è bello poter rendersi conto che così è.

Lasci stare la teologia Mancuso e si dedichi completamente alla filosofia, alla scienza, a studiare le implicazioni cogitative che porta seco la fisica quantistica, ma non solo, and so and so forth… Ma soprattutto lasci stare il salotto della Gruber e i salotti televisionari in genere, le garantiamo che non ne ha bisogno per esistere, per meglio cogitare, o per sentire il bisogno di pensare: per la verità sono due necessità antitetiche!

Rina Brundu

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