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Giornalismo italiano – “La verità” di Maurizio Belpietro: il nuovo Corsera dei tempi digitali?

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

getThumb.jpgDi Maurizio Belpietro ne ho già scritto tempo fa in questo post titolato “Il Caso Belpietro” e ne scrissi perché al tempo del peggior renzismo, Belpietro è stato uno dei pochi giornalisti italiani capaci di mettersi contro il duce quando era all’apice del suo potere, di osteggiarlo pubblicamente e, come sempre avviene in queste circostanze, quella sua “opposizione” la pagò direttamente sulla pelle.

In genere non sposo molte delle campagne “civili” di Belpietro, e certamente non sposo le sue prese di posizione sul bio-testamento (vedi featured image di questo post), ma personalmente mi è simpatico e professionalmente il suo piccolo giornale La verità sta facendo davvero un encomiabile giornalismo investigativo di destra, che peraltro sta portando alla luce tutte le magagne renziste come mai è stato fatto prima. Sembrerebbe insomma che i tempi digitali abbiano trovato ne La verità di Belpietro (a destra) e ne Il Fatto Quotidiano di Travaglio (a sinistra) i nuovi Corsera e Repubblica che come sappiamo sono periti sotto renzismo nel non-esercizio delle loro funzioni deontologiche.

Chapeau quindi a Belpietro… che non è stato mai raccomandato nelle alte sfere del radical-chichismo italico ma che…. come si evince… riesce comunque a fare il suo lavoro e a farlo molto bene. Bravissimo!

Rina Brundu

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