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Rosebud, Dublin, Ireland – Year 7º. Breaking News

Media e regime (36) – Il caso Fabio Volo. Sullo “sconforto” del lettore “straniero” che approda nelle edicole italiane e sul De Benedetti contro il Berluscalfari.

AFORISMI MEMORABILI – QUOTES TO REMEMBER


Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti.
(Jacques Séguéla)

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No, niente appello! Qui non si tratta di riformare una sentenza, ma un costume. (…) Accetto la condanna come accetterei un pugno in faccia: non mi interessa dimostrare che mi è stata data ingiustamente.

Giovannino Guareschi (lo disse dopo la sentenza di condanna ricevuta per l’accusa di diffamazione mossagli da Alcide De Gasperi)

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Diario dai giorni del golpe bianco (paperback) di Rina Brundu .

Per l’E-Book clicca qui.

PERLE DI ROSEBUD – LISTA AGGIORNATA DEI DERETANI INAMOVIBILI

Resistere, resistere, amico mio, con un popolo di pecore la vittoria del lupo non potrà che essere questione di tempo.

(Clicca qui per conoscere tutti i deretani di cui sopra)

PERLE POLITICHE – SENILITÀ, OKAY, MA SE DOVESSI DIVENTARE RENZISTA…

…portarmi dal veterinario e sopprimermi subito, please!

(Clicca qui per leggere tutto)

Rina Brundu

book-2929646_960_720.jpgDel “caso Fabio Volo” ne ho appreso in viaggio, da qualche parte. Sembrerebbe infatti che questo scrittore abbia prima ripreso Berlusconi sulla spinosa questione dello “Ius soli” e poi abbia completato l’opera con il Renzi stracotto quando, invitati entrambi ad una qualche trasmissione radio-televisiva, non appena il duce di Rignano si sarebbe avvicinato al tavolo, lui, Volo, si sarebbe alzato e se ne sarebbe andato.

Non so se questa storia sia vera, ma la immagino probabile. Non so neppure se Fabio Volo che si occupa di scrittura per un pubblico di bocca larga e buona (per inciso, per quello stesso pubblico che i programmi Mediaset rincoglioniscono con le scempiaggini tipo grande-fratello-vipparolo), possa essere considerato un intellettuale degno di questo nome, ma vero è che tenuto conto del degrado morale e tecnico dell’intellettualità italica contemporanea non sfigurerebbe comunque. Resta il fatto che questa giusta presa di posizione dello scrittore-Volo contro il duce di Rignano arriva comunque troppo tardi, davvero troppo tardi. In verità è ancora ben presente nella mia mente la comparsata televisionara fatta da Volo nella puntata di Otto e mezzo (La7) del 9 maggio 2016 (di cui ad uso terzi ne riporto in calce il dettaglio tratto da Diario dai giorni del golpe bianco), laddove “l’impegno”, il “commitment”, “l’engagement” di questo signore in tempi pre Referendum costituzionale si è davvero rivelato per quello che era, che forse è sempre stato e forse sempre sarà: inesistente! Facile sparare sulla Croce Rossa Renzi adesso, facile farsi portavoce dei diritti dei tanti… facile quanto inutile ad ulteriore conferma che non è l’altezza della pila dei libri venduti a definire la qualità, anche etica, di uno spirito-che-scrive, men che meno le marchette pubblicitarie e senza vergogna di Fabio Fazio.

Ma forse la verità è che anche io sto sparando sulla Croce Rossa Volo… e quanti casi “Fabio Volo” ci sono in Italia attualmente? Credo che si possano contare a migliaia e riguardano tutti coloro che per tre anni hanno incensato le gesta amministrativamente e politicamente sconsiderate di un signorotto toscano arrivista e scaltro come nessuno mai prima nell’Italia moderna, e le hanno facilitate, le hanno celebrate… salvo poi voltargli le spalle di corsa e scendere dal Titanic-Leopolda come ratti inseguiti da infausto destino: vergognosi!

In realtà, tale è stato lo sconquasso procurato dal renzismo in Italia che lungi dal dover parlare d’intellettualità (quasi una parolaccia nella moderna lingua di Dante), causa l’epocale emergenza democratica e informazionale che questa nefasta pseudo-dottrina ha procurato… ormai siamo ridotti a parlare di mera emergenza economica… anche nelle edicole! Di che parlo? Semplice… quando si proviene dall’estero e si entra in una edicola italiana, siamo arrivati al punto che non si sa più dove guardare per procurarci un giornale affidabile dove informarci nell’infausto caso in cui non si abbia Internet sottomano. Ho scritto più volte su questo sito di come il renzismo abbia profondamente mutato le mie abitudini televisive. Da oltre tre anni infatti io non seguo i telegiornali della Rai peggiore di sempre né gli altri programmi del servizio pubblico. In realtà non vedo neppure i canali Mediatili diventati, col passare degli anni, inguardabili, quasi come se fossero caduti prigionieri di un qualche loop temporale di sapore anni ’80… D’altro canto non leggo neanche giornali come il Corsera o Repubblica che durante il regno del Duce si sono distinti per una capacità disinformativa straordinaria: cosa resta dunque al cittadino qualunque che per caso capita in una edicola italiana e si ritrova per qualche ora senza la Rete? Nulla, nada… il vuoto cosmico e assoluto che comunque è sempre meglio delle “fake news” rifilate da codesti informatori di regime.

Questo per dire che fa bene, benissimo, Carlo De Benedetti a prendersela con le malsane uscite del Berluscalfari a maggior danno del quotidiano Repubblica (da questo punto di vista ci si chiede solo come il CDA del Corsera riesca ancora a tenere l’attuale redazione giornalistica: ma è possibile che nessuno mai sia chiamato a rendere conto delle perdite economiche nel nostro Paese?); tuttavia, se anziché limitarsi a strigliare il nonagenario pro renzismo stracotto, il patron prendesse anche dei seri provvedimenti per riportare il suo giornale su linee accettabili di giornalismo moderno forse i lettori italiani (almeno quelli non completamente rincoglioniti), non fuggirebbero in massa come stanno facendo attualmente. E forse noi lettori “stranieri” che nelle edicole italiane fortunatamente ci passiamo solo di tanto in tanto… non ci scopriremo così perduti e sconvolti davanti all’immorale e disinformativa rassegna stampa che quelle presentano, apparentemente senza vergogna alcuna, proprio come accade con le marchette di Fazio. Sic!

Rina Brundu

 

9 Maggio 2016

Un’altra puntata da ricordare (che non è detto sia necessariamente un tratto in positivo) per la Lilli Gruber di Otto e mezzo. Ospiti in studio lo scrittore-osservatore Fabio Volo e il piddino Matteo Richetti, in esterna un sempre più imbronciato Massimo Cacciari, prono al risolino faticosamente trattenuto solo davanti alle sconcertanti risposte di un Fabio Volo che per una volta ha superato persino i bravi renzisti nello sgomento procurato in chi guarda.

Gruber: “Renzi si gioca tutto in 5 mesi con il Referendum sulla riforma costituzionale di ottobre e la Boschi ha detto che chi vota NO al Referendum sta con Casa Pound, cosa ne pensa lei, Cacciari?”.

“Penso che questo non sia il modo di condurre una polemica politica… un partito sano discernerebbe tra le diverse posizioni; condotta in questi termini la discussione è solo l’ennesima dimostrazione della disgregazione interna di quel partito… quindi lasciamo perdere” risponde colui scrollando le spalle. “Richetti se vuole le do io cento punti deboli di questa Riforma” aggiunge poi, rispondendo all’opposizione dell’ospite in studio. “La riforma è ben lontana dall’essere quel superamento del bicameralismo per cui ci siamo battuti per trent’anni prima che la Boschi nascesse… Questa è una puttanata di riforma!”.

Chiamato in causa l’osservatore Volo osserva che lui studierà la cosa all’ultimo momento… altrimenti perderebbe la concentrazione sui problemi del reale… preferisce insomma non esporsi: “C’é tempo” conclude. Anche le sue preferenze alle amministrative resteranno un mistero impenetrabile per tutta la trasmissione, anni di accompagnamento con lo stile faziano hanno lasciato il segno,  e si vede.

Altri sorrisetti sconcertati e di sufficienza, sebbene appena accennati, affiorano sulle labbra della conduttrice e degli altri ospiti (fa strano vedere Cacciari sorridere), ma poi la Gruber muove oltre e interroga il filosofo sul rapporto PD-Renzi da qui al Referendum.

“Il Premier si è reso conto che la sua linea d’azione era controproducente…. fino alle amministrative è evidente che convenga a tutti sospendere la guerriglia interna…. Al Referendum però non vedo come tale tregua possa durare: è dunque logico che Renzi pensi già di dover convocare il Congresso subito dopo”.

Incredibilmente la freccia avvelenata la scaglia Richetti: “Il Jobs Act non lo ha scritto il PD, la Riforma costituzionale l’hanno scritta a Palazzo Chigi…”.

“In ogni caso la partita si gioca a Milano” continua Cacciari. “A Roma giocano tutti a perdere perché nessuno vuole prendersi la briga di governare l’ingovernabile… la partita vera si gioca a Milano” ripete. “Se il PD dovesse perdere a Milano sarà tutta una deriva fino al Referendum…”.

Sulla questione morale Cacciari si incazza quasi: “Macché questione morale! I ladri sono dovunque… Qui la questione è una mera questione amministrativa, istituzionale, tecnica, funzionale… Qui c’é uno Stato che funziona male, il nostro!”.

Ecco però che quando ormai dato per perso Fabio Volo si salva in corner: “Secondo me Renzi paga il fatto che non è più una novità e se quando sei all’opposizione fare il bullo può fare simpatia, il bullismo al potere fa arroganza, e ti porta persino a doverti difendere dal fuoco amico”. Ma la vera lezione di signorilità, lo scrittore Volo la dà quando chiede alla Gruber di non nominare il suo libro, cioè di non fare la solita marchetta!

Certo, poi la Gruber la marchetta editoriale la farà, ma la debole presa di posizione di Volo non è proprio nulla nell’Italia del giornalismo piegato (basti pensare al TG1 targato PD di oggi, con tanto di logo in fronte), e dell’intellettualismo che “chiagne e fotte”: chapeau!

Tratto da “Diario dai giorni del golpe bianco” – La nuova edizione nei prossimi mesi, Ipazia Books, 2018­.

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