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Rosebud, Dublin, Ireland – Year 7º. Breaking News

4 dicembre 2017 – Ad un anno dalla Caporetto renzista, considerazioni e riflessioni su una emergenza democratica ed informazionale nazionale epocale.

AFORISMI MEMORABILI – QUOTES TO REMEMBER


Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti.
(Jacques Séguéla)

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No, niente appello! Qui non si tratta di riformare una sentenza, ma un costume. (…) Accetto la condanna come accetterei un pugno in faccia: non mi interessa dimostrare che mi è stata data ingiustamente.

Giovannino Guareschi (lo disse dopo la sentenza di condanna ricevuta per l’accusa di diffamazione mossagli da Alcide De Gasperi)

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Diario dai giorni del golpe bianco (paperback) di Rina Brundu .

Per l’E-Book clicca qui.

PERLE DI ROSEBUD – LISTA AGGIORNATA DEI DERETANI INAMOVIBILI

Resistere, resistere, amico mio, con un popolo di pecore la vittoria del lupo non potrà che essere questione di tempo.

(Clicca qui per conoscere tutti i deretani di cui sopra)

PERLE POLITICHE – SENILITÀ, OKAY, MA SE DOVESSI DIVENTARE RENZISTA…

…portarmi dal veterinario e sopprimermi subito, please!

(Clicca qui per leggere tutto)

Rina Brundu

downloadUn anno fa è accaduto qualcosa di straordinario in Italia: per la prima volta dai moti risorgimentali, e in una rara, rarissima occasione in cui il popolo italiano ha saputo prendere tra le mani il suo destino, quello stesso popolo è sceso idealmente in piazza per urlare il suo “No” e sbarrare la strada all’avventuriero, al ras di turno determinato a tutto pur di riuscire nell’agognato intento di dominare una intera nazione con il suo pugno duro e “interessato”.

In realtà, il NO tonante detto al Referendum renzista pensato per stuprare la nostra Costituzione e assicurare il potere nelle mani di pochi vassalli golpisti, ha un valore molto più importante di tutte le precedenti “rivoluzioni” di simile natura, perché mai come in quella situazione un intero popolo si è ritrovato da solo combattere le sue battaglie di civiltà. Di fatto quel giorno l’Italia e gli italiani non si sono schierati solamente contro Matteo Renzi e i suoi boiardi a vario titolo, ma si sono schierati contro un intero Sistema nelle sue mille sfaccettature: contro una casta amministrativa obsoleta ma determinatissima a non andare “gently into the night”, contro una casta editoriale altrettanto decisa a difendere i suoi interessi di sempre, contro una casta mediatica per l’occasione riunita sotto testata unificata et dulcis in fundo contro una parte importante di un regime politico essenzialmente corrotto che da cinquanta anni dirimeva ancora in maniera attiva sul destino del nostro Paese.

La vittoria del NO al Referendum del 4 dicembre 2016, oltre ad essere di per sé una sorta di miracolo è stata quindi, prima di tutto, una vittoria della gente, una vittoria delle giovani generazioni, una vittoria di una ristretta classe intellettualmente più accorta e kantiana nella sua essenza, una vittoria di alcuni valorosi costituzionalisti, una vittoria di pochi, pochissimi spiriti più elevati, ma anche una vittoria che è soprattutto una occasione storica di riscatto per tutti noi, specialmente per gli italiani che verranno e troveranno in quella “rivolta” di un intero popolo un esempio moderno, etico e civile da seguire.

Che la nostra nazione sia ancora ben lontana dall’avere ritrovato un suo stato da orgogliosa democrazia del “primo mondo” lo dimostra anche la congiura del silenzio con cui è stato “celebrato” oggi, da quegli stessi organi di regime, il primo anniversario di questa sorta di nuova festa dell’indipendenza nazionale; inoltre, se la storia passata è un metro valido per immaginare il futuro, non è azzardato dire che prima che questa giornata fatidica venga ricordata come sarebbe necessario ricordarla, dovrà passare ancora molto tempo. Ma così come un anno fa abbiamo sofferto tutti quanti insieme quelle giornate terribili per la nostra democrazia, oggi possiamo comunque gioire di quel risultato nella certezza che ciò che verrà non potrà mai essere peggiore di ciò che è stato, del pericolo scampato e nella coscienza viva di avere fatto, tutti quanti noi, il nostro dovere di uomini, di donne, di cittadini ancora capaci di mettere il bene comune davanti al proprio tornaconto particolare, nonostante tutto e nonostante gli esempi scarsamente etici con cui nostro malgrado siamo purtroppo costretti a confrontarci. Viva l’Italia…. e renzismo mai più!

Rina Brundu

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