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CONTROCORRENTE. Rosebud, Dublin (EIRE) – Year 8º. Breaking News

Che tormento: dirglielo o non dirglielo?

ROSEBUD TV – Rino Gaetano – Ma il cielo è sempre più blu

AFORISMI MEMORABILI E ZIBALDONE


Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti.
(Jacques Séguéla)

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No, niente appello! Qui non si tratta di riformare una sentenza, ma un costume. (…) Accetto la condanna come accetterei un pugno in faccia: non mi interessa dimostrare che mi è stata data ingiustamente.

Giovannino Guareschi (lo disse dopo la sentenza di condanna ricevuta per l’accusa di diffamazione mossagli da Alcide De Gasperi)

Diario dai giorni del golpe bianco (paperback) di Rina Brundu .

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Attenzione la versione definitiva di questi testi uscirà solo dopo le elezioni politiche


Il caso diffamatorio su Wikipedia 

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Gli stornelli del 4 marzo e dieci validi motivi per cui Luigi Di Maio sarà Premier!

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Dieci validi motivi per cui Luigi Di Maio sarà Premier!

Stornelli politici per il 4 marzo 2018

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Rina Brundu

nude-1419218_960_720È tutto il giorno che non trovo pace: dirglielo o non dirglielo? Che poi potrebbe pure essere che non passi di qui… del resto, si evince, la serata è molto intensa. All’ora di pranzo sono pure uscita per fare una passeggiata. L’aria frescolina di questa Dublino autunnale, lo speravo, avrebbe calmato i miei bollenti spiriti. Mi avrebbe portato a considerare che la vita è anche altro. La vita sono questi cieli uggiosi solcati da uccelli strani che gridano, fischiano, cantano canzoni imparate a memoria milioni di anni fa. La vita è questa pioggerellina sottile che ti batte sul viso con commovente tenerezza, che ti sveglia ad una estetica divina, che ti consola il cuore raccontandoti favole che nel tempo, nella fretta, nelle incomprensioni quotidiane, nei momenti esagerati, avevi completamente dimenticato. Ma la vita è anche la fine umile di queste foglie morte, a loro modo grandiose mentre ti vengono incontro, sospinte dal vento, salutandoti un’ultima volta, prima di perdersi in atomi riorganizzati. D’accordo, sì, la vita è tutto questo e molto altro ancora, ma la vita è indubbiamente anche questo mio tormento dentro che mi assilla negandomi ogni felicità: dirglielo o non dirglielo? Non dirglielo mi condannerebbe a giorni futuri riempiti di melanconia per ciò che avrebbe potuto essere, riempiti di rimpianto per il non-detto, soffocati dalla colpa, dal rimorso. Dirglielo, d’altrocanto… Già, dirglielo… Ma poi, come? Quando? Con quali parole? Sono anni che ho perso quel mio tocco diverso, quell’istinto speciale, finanche quel feeling interno con il mio io più profondo che in qualche momento procurava illuminazioni feconde, frasi sensate senza essere tronfie, periodi dolci senza scadere nell’affettazione… Con quali parole? Con quali parole? La domanda è diventata, con il morire del giorno, improvvisamente pregnante, quasi mi soffoca dentro, mi opprime e smanaccia per farsi ascoltare. Dirglielo o non dirglielo non è più un’opzione, una possibilità come un’altra, una scelta concessa a chi ha il privilegio di riuscire a guardare senza soffrire, di riuscire a non piangere lacrime cocenti che in fondo sono parte di me. Basta! Ho deciso… prima che cada la notte, prima che nuovo giorno sia fatto, prima che il gufo inizi il suo canto, prima che cominci “Otto e mezzo” su La7 dove potrebbe pure essere invitato glielo dico: “Cazzo sta facendo Travaglio? Un editoriale, oltre mille commenti, una home cartacea ed una online per dare inaudita visibilità al Fazio intento a baciare il culo del Berluscalfari, e/o per sottindere che colui sia un’inutilità giornalistica strapagata? Ma dove vive, Travaglio? Sulla luna? Non lo conosceva già lo status-quo? Di che si meraviglia? E bastaaaa!”.

Rina Brundu

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