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Rosebud, Dublin, Ireland – Year 7º. Breaking News

Sindrome del Berluscalfari in salsa rabelaisiana – Se adesso Fazio elemosina share da Berlusconi e Giletti presenta cariatidi politiche in forma di eroi applauditi dalla clac…

AFORISMI MEMORABILI – QUOTES TO REMEMBER


Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti.
(Jacques Séguéla)

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No, niente appello! Qui non si tratta di riformare una sentenza, ma un costume. (…) Accetto la condanna come accetterei un pugno in faccia: non mi interessa dimostrare che mi è stata data ingiustamente.

Giovannino Guareschi (lo disse dopo la sentenza di condanna ricevuta per l’accusa di diffamazione mossagli da Alcide De Gasperi)

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Diario dai giorni del golpe bianco (paperback) di Rina Brundu .

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PERLE DI ROSEBUD – LISTA AGGIORNATA DEI DERETANI INAMOVIBILI

Resistere, resistere, amico mio, con un popolo di pecore la vittoria del lupo non potrà che essere questione di tempo.

(Clicca qui per conoscere tutti i deretani di cui sopra)

PERLE POLITICHE – SENILITÀ, OKAY, MA SE DOVESSI DIVENTARE RENZISTA…

…portarmi dal veterinario e sopprimermi subito, please!

(Clicca qui per leggere tutto)

Rina Brundu

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Gargantua e Pantagruel disegnati da Gustave Dorè

Ah ah ah ah ahhhhhhhhhhsha ah ah ah ah ah ah ah ahhhhhhhhhhsha ah ah ah ah ah ah ah ahhhhhhhhhhsha ah ah ah ah ah ah ah ahhhhhhhhhhsha ah ah ah ah ah ah ah ahhhhhhhhhhsha ah ah ah ah ah… ma sì, lasciamoci andare al riso crasso, rabelaisiano, populista quando populismo vuol dire canottiere da operaio e rutto libero. Ecchessaramai… del resto mica siamo sul “nobile” thenewyorktimes(e) sul quale i giornalisti di regime denoartri spandono merda su una intera nazione che la pensa diversamente da loro, incensano la mala-amministrazione, il paradigma mafioso e tutto ciò che fa “Sistema” nell’Italia moderna infangata da un’emergenza democratica e informazionale epocale.

Cos’è che mi ha procurato tanto divertimento? Il fatto è che – determinata come sono a vedere fino a che punto sapranno scavare mentre portano il Paese verso luoghi infami dove nessun altro Paese è stato prima – ho deciso di vedere l’ospitata tv berlusconiana chez Che tempo che fa (Rai1) di Fabio Fazio, ovvero nel nuovo programma Rai a tutt’oggi guardato solo da qualche parente del conduttore (si mormora di una anziana zia dura d’orecchio) e da Mario Orfeo epico dirigente renzista in quota renzista presso il nostro servizio pubblico. Naturalmente, non essendo completamente sorda d’orecchio come la zia di Fazio, non volevo seguire tutta la trasmissione (dovendo scegliere avrei preferito qualcuna delle bibliche piaghe d’Egitto sulla pelle) e dunque mi sono detta “nell’attesa che il conduttore smerci il suo sermone come buono al telespettatore turlupinato e faccia le solite marchette ai supposti geni creativi amici e amici degli amici… io mi sintonizzo su La7… sul programma di Giletti…”.

Mai l’avessi fatto! Giuro che non sono passati trenta secondi dall’inizio della trasmissione che già il conduttore-piacione, armato di sorriso a 68 denti introduce il tema pensioni presentando come “eroe” di codesta battaglia campale il renzista Matteo Richetti in quota renzismo presso la televisione di Cairo e un’altra mummia… pardon… cariatide… pardon, politico italico di vecchio corso di cui non ricordo il nome, il quale non appena si è seduto sul suo scranno ha dato del buffone a Richetti.. Ora, non è che basta offendere un renzista per dirsi eroi della patria, così come non basta perorare la causa della “buona educazione” per ottenere scrosciante applauso… ma nel fantastico mondo delle clac gilettiane può accadere anche questo e il cambio di canale è pure assicurato.

Enfin… da Fazio arriva Berlusconi. L’impatto non è dei migliori e lì per lì, gli incauti delle plastiche facciali!, non sai se si tratti di Garguantua, di Pantagruel o di Rabelais in persona. Poi si capisce che si è sicuramente in presenza del signore di Arcore… anche dal modo in cui ti spiazza perché, con arte, colui si perde quasi subito a raccontare un felice ritratto della sua infanzia, ricorda il periodo in cui il padre fu costretto all’esilio in Svizzera dai tedeschi, i giorni in cui lui, Silvio, bambino, lavorava in una fattoria, la fame, l’atteso ritorno del padre accolto con baci e carezze lungo la via. Per un attimo, un momento sublime, abbiamo dimenticato tutto… abbiamo immaginato di vivere un Paese normale e di guardare un programma normale…

Si è trattato di un attimo soltanto però, mentre il ritorno alla realtà è stato altrettanto brusco. Subito abbiamo testimoniato il peggior Berlusconi degli ultimi tempi.  Al netto dei vari momenti dove, alla maniera del Berluscalfari, si è incartato di brutto, con gaffes mnemoniche anche clamorose, ciò che è rimasto è stato un signore ancora capace di offendere con una faccia tosta unica, con stilettate mirate, studiate (i cinque stelle, ovvero il 35% degli italiani, non hanno mai combinato nulla nella vita, Di Maio è una meteorina, etc), un signore che ha scodellato sul piatto i soliti argomenti, le lodi a Dell’Utri, che è stato ancora una volta in grado di rigirare la frittata per il proprio tornaconto (vedi la questione Ius Soli che ha trattato in maniera politica diligente proprio come raccomandato da Salvini), che non si fa problemi a rubare idee in casa di quell’avversario politico che demonizza (si pensi ai classici cavalli di battaglia dei Cinque Stelle sull’importanza di reclutare rappresentanti dalla società civile, nonché quella di presentare il governo prima delle elezioni, etc, etc).

Il colmo però lo si è raggiunto quando Berlusconi ha detto che i grillini “non decidono nulla” che Grillo non voglia: se lo dice lui dobbiamo crederci, del resto il berlusconismo è noto per avere creato leader e delfini a iosa. Anche il mantra del governo dei “capaci” e degli “esperti”… quegli stessi che in questo ultimo quarto di secolo hanno spolpato la nostra nazione è una perla da ricordare, seconda solo al momento in cui Berlusconi ha definito Scalfari persona “saggia” perché ha preferito lui a Di Maio.

Che a ben guardare però una cosa vera, per cui valeva la pena attendere l’intervista e sorbirsi il buon Fazio e l’anelante Richetti, Berlusconi l’ha detta: noi oggi come nazione non contiamo nulla! Proprio così: ma di chi sarà la colpa?

Poi ho spento, naturalmente, anche se quei mostri rabelaisiani infestano ancora la mia mente e adesso mi è passata pure la voglia di ridere: se questo è il mondo politico-mediatico fermatelo, io voglio scendere! Sic!

Rina Brundu

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