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Rosebud, Dublin, Ireland – Year 7º. Breaking News

Quelli che il congiuntivo di Di Maio… (1) Enigmi della Sfinge, Black Friday e strafalcioni giornalistici – Grandi premi a chi interpreta correttamente e spiega un passaggio di Marcenaro per il Foglio…

AFORISMI MEMORABILI – QUOTES TO REMEMBER


Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti.
(Jacques Séguéla)

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No, niente appello! Qui non si tratta di riformare una sentenza, ma un costume. (…) Accetto la condanna come accetterei un pugno in faccia: non mi interessa dimostrare che mi è stata data ingiustamente.

Giovannino Guareschi (lo disse dopo la sentenza di condanna ricevuta per l’accusa di diffamazione mossagli da Alcide De Gasperi)

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Diario dai giorni del golpe bianco (paperback) di Rina Brundu .

Per l’E-Book clicca qui.

PERLE DI ROSEBUD – LISTA AGGIORNATA DEI DERETANI INAMOVIBILI

Resistere, resistere, amico mio, con un popolo di pecore la vittoria del lupo non potrà che essere questione di tempo.

(Clicca qui per conoscere tutti i deretani di cui sopra)

PERLE POLITICHE – SENILITÀ, OKAY, MA SE DOVESSI DIVENTARE RENZISTA…

…portarmi dal veterinario e sopprimermi subito, please!

(Clicca qui per leggere tutto)

mercenaro

Il riddle originale tratto da “Dagospia”

Ho scritto spesso che ho molto interessi, dalla fisica quantistica al gotico sublime, dalla filologia indo-europea (vado proprio a monte), alle castronerie degli ancient alien theorists… e me la cavo con diverse lingue… tuttavia confesso che oggi, sfogliando Dagospia, mi sono imbattuta in un riddle scritturale che mi impensierisce: non riesco a decriptarlo. Orbene, sarà senz’altro perché l’italiano non è più la mia prima lingua da molto tempo, eppurtuttavia… il dubbio mi vince.

Ecco dunque il passaggio incriminato:

1.ANDREA’S VERSION

Andrea Marcenaro per ‘Il Foglio’

Il nostro lettore (fossimo certissimi che sono due diremmo senz’altro i nostri) ha diritto a una spiegazione. La riforma grafica col carattere “Giuliano” è venuta meno per colpa, poi se vogliamo diciamo scelta, del direttore Cerasa. A riforma del Foglio squadernata, egli ha capito che col nuovo carattere, elegantissimo, però più largo, avrebbe impiegato 24 milioni di edizioni per scrivere quello che scrive abitualmente in una, poi volendo aggiungiamo senza sosta e che la verga infatti tutti i giorni mandati in terra da Nostro Signore, senza saltarne uno che sia uno. Capite da soli il costo della carta. Pazienza, ormai è andata. Un fatto resta: la figura di merda.

Ora, a parte gli strafalcioni linguistici sottolineati: che cazzo vuol dire la parte che ho marcato in blu? Chiunque si senta “daring”, coraggioso, abbastanza, o creda di avere capito la profonda significazione intrinseca del passaggio, mi illumini, la mia riconoscenza sarà imperitura…

E.. udite, udite, al vincitore un ambito premio: copia firmata della mia autobiografia in carattere “Rina”, edita in tante copie quanti sono i lettori de “Il Foglio” per goliardica ammissione dello stesso Marcenaro (peraltro l’unico punto del suo discorso dotato di una qualche validità informativa ed estetica).

PS No, la parte che recita “Un fatto resta: la figura di merda” non fa parte del “riddle”… quella si capisce!

PS2 Mi scuso naturalmente con Marcenaro magari lui non se l’è mai presa col congiuntivo degli altri… ma non mancheranno altre puntate di questa rubrica goliardica per dare spazio a tutti… rimarcare i miei strafalcioni invece non serve sono ovunque sul sito!

Serie “Quelli che il congiuntivo di Di Maio…” Sic!

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