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Il cammino dei perplessi (12) – Sui sacerdoti mediatici che predicano al vento nell’Italia del tracollo epocale. Ancora sull’emergenza informazionale dalla Rai a Mediaset a Omnibus (La7)

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

press-2642506_960_720Resto convinta che se non fosse stato per l’encomiabile lavoro svolto dai “professionisti” del servizio televisivo, ieri i pentastellati non sarebbero riusciti a portare il risultato a casa in quel di Ostia: grazie! Naturalmente dell’indefesso predicare del renzismo in Rai ne scrivo solo per sentito dire perché sono ormai anni che non seguo quei telegiornali e continuerò a farlo fino a che il servizio pubblico non sarà stato depurato da tutte le sue scorie… renzistico-radioattive. Non seguo neppure Mediaset ma su quei canali… tutte le volte che mi è capitato di atterrarci durante i vari telegiornali, per lo più per sbaglio o mentre faccio zapping, l’immagine inquadrata ripetutamente del ducetto impegnato in ciò che sa fare meglio… guardare direttamente verso la telecamera, agiva da propulsore: ogni volta che compariva il suo faccione rubicondo e satollo l’istinto di battere il mio stesso record di cambio canale era invincibile.

Invece al caso Omnibus (La7) mi ci sono appassionata dal giorno in cui la politologa (s)Ventura, presente in quegli studi, definì Luigi Di Maio il “nulla” senza che nessuno, men che meno la conduttrice, levasse la voce a difendere le ragioni di chi era completamente assente dal dibattito… Da quel giorno ho quindi seguito qualche puntata del programma… prima di cancellarlo completamente dal mio personae palinsesto… almeno per capirne… la natura. È stato infatti in questo modo che ho scoperto come l’episodio con la (s)Ventura sia stato tutt’altro che un “caso” in quella trasmissione mattutina, la quale si presenta invece come una sorta di voce del padrone PD in casa Cairo… Detto altrimenti non si preoccupano neppure di chiamare ospiti che la pensino diversamente, amano molto sentire solo la loro voce… senza contradditorio.

Ciò che però mi ha colpito in maniera importante la scorsa settimana era l’aria fritta in salsa piddina di cui discutevano a Omnibus codesti sacerdoti mediatici; tutto questo mentre il Paese vive una crisi sociopolitica epocale e la piovra mafiosa allunga i tentacoli da par suo. Domanda: ma Cairo li guarda i programmi che produce? Di sicuro, per i cittadini che hanno a cuore il bene ultimo del loro Paese, anche quello politico, meglio sarebbe che continuasse a non-guardarli… perché è sicuramente grazie all’esistenza di questa tipologia di pagliacciate televisive che l’italiano medio può accorgersi in che mani è stata messa un’intera nazione in questi anni, dunque agire di conseguenza. Non ho dubbi infatti che sia da addebitarsi a un tale “risveglio” delle coscienze assopite anche ciò che è successo ieri a Ostia, mentre sono in fondo questi episodi, seppure minimi, che ci danno ancora speranza e ci spingono a continuare ad immaginare la luce… alla fine del tunnel.

Rina Brundu

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