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Media e regime (35) – Il Caso D’Urso. 2017 Annus Horribilis. Dopo i Carabinieri ci siamo fottuti l’onore della Polizia…

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

media e regime (2).jpgSi legge oggi sulla prima pagina de Il Fatto Quotidiano – fresco di celebrazione, seppure solo nella sua versione online, delle gesta epiche del pluripregiudicato Riina – che la Polizia si sia prodotta in questi giorni in una performance orrenda: il picchetto d’onore ad un altro dei vipettini televisivi, nello specifico la signora D’Urso che credo si occupi di un programma gossiparo sulle reti Mediaset.

Sarà vero? Stavolta scelgo di non crederci, e la recente epica narrazione della mafia da parte de “Il Fatto”, mi dà in certo modo un alibi. Scelgo di non crederci perché ho troppo rispetto per le forze dell’ordine, per i suoi tanti eroi (quelli davvero tali, non come l’eroe di cui all’incipit) dimenticati, e non posso pensare, neppure per un secondo, che alcun rappresentante di questo corpo dello Stato possa avere prostituito l’onore dei tanti e si sia abbassato a tanto.

Coscientemente scelgo di non crederci, preferisco pensare che la pur valida redazione del giornale di Travaglio non sappia più a cosa appigliarsi per vendere qualche copia e quindi si sia inventata questa notizia. Scelgo di non crederci perché non ho mai digerito il fango gettato sulla Benemerita dal renzismo, nella sua versione Caso Consip, e non lo digerirò mai. Scelgo di non crederci perché questi carabinieri, questi poliziotti che ogni giorno sacrificano la loro vita per noi sulla strada, erano a loro modo i miei ultimi eroi.

Dopo infatti c’è il nulla. La merda totale che ci avvolge e il suo profumo rancido che ci non ci abbandonerà mai più.

Rina Brundu

sabato-18-novembre-2017

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