Advertisements
Rosebud, Dublin, Ireland – Year 7º. Breaking News

La metafora

AFORISMI MEMORABILI – QUOTES TO REMEMBER


Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti.
(Jacques Séguéla)

—————————-

No, niente appello! Qui non si tratta di riformare una sentenza, ma un costume. (…) Accetto la condanna come accetterei un pugno in faccia: non mi interessa dimostrare che mi è stata data ingiustamente.

Giovannino Guareschi (lo disse dopo la sentenza di condanna ricevuta per l’accusa di diffamazione mossagli da Alcide De Gasperi)

—————————-

Diario dai giorni del golpe bianco (paperback) di Rina Brundu .

Per l’E-Book clicca qui.

PERLE DI ROSEBUD – LISTA AGGIORNATA DEI DERETANI INAMOVIBILI

Resistere, resistere, amico mio, con un popolo di pecore la vittoria del lupo non potrà che essere questione di tempo.

(Clicca qui per conoscere tutti i deretani di cui sopra)

PERLE POLITICHE – SENILITÀ, OKAY, MA SE DOVESSI DIVENTARE RENZISTA…

…portarmi dal veterinario e sopprimermi subito, please!

(Clicca qui per leggere tutto)

Nico Grilloni

ball-2215958_960_720Allora…, allora la Svezia ci ha tolto il gravoso problema di mettere a punto una nazionale di calcio degna di un torneo mondiale. Ma pare che questa nostra assenza configuri una catastrofe per l’italico mondo sportivo e non solo per questo. Diciamocelo francamente: ciascuno di noi lo scorso lunedì confidava in una miracolistica vittoria: ci dicevamo, sì la nostra è una squadretta guidata da un modesto allenatore, ma in passato anche una compagine non eccelsa è stata capace di sovvertire qualche pronostico. Dove altrimenti risiederebbe l’inventiva e la fantasia delle italiche genti?
Poi la sconfitta, cocente come forse mai nessun’altra, è arrivata. Ma – diciamocelo altrettanto francamente – sapevamo un po’ tutti che, senza un miracolo, l’incontro di ritorno con la Svezia non avrebbe sortito esito differente.
Quindi, un po’ delusi per il mancato miracolo ci siamo pure detti che non era il caso di meravigliarsi del risultato che ci cacciava dal torneo mondiale. Quest’anno si sono svolti i campionati europei di basket. Ebbene anche in questi abbiamo fatto cilecca: non siamo andati aldilà dei quarti di finale. Quest’anno si sono svolti anche i mondiali di atletica leggera: abbiamo guadagnato il più povero medagliere di sempre. La nostra rappresentanza era povera qualitativamente e quantitativamente. Idem agli europei di pallavolo tanto maschili quanto femminili.
Un tanto per dire che in quest’anno di grazia 2017 abbiamo inanellato un vergognoso numero di figuracce e senza che dai Palazzi – sì, con la lettera maiuscola perché, perbacco, sono i palazzi del Potere – senza che da quei Palazzi fosse pervenuta una dichiarazione, anche una sola, di ravvedimento, di scuse, e di programmazione futura per risollevare le sorti del nostro sport. Ma anche della buona educazione: perché i fischi sull’inno svedese che provenivano dagli spalti sono stati ignominiosi.
Vero è che sulla faccia di certi personaggi della politica ci puoi fare di tutto senza che i diretti tenutari minimamente se ne accorgano, ma sono mancate anche le consuete espressioni di rammarico che servono solo a romperci i coglioni perché ben sappiamo che sono di circostanza. Nulla: solo il boato di un grande silenzio. Tutto, su quelle facce, passa come acqua di fonte. Eppure non acqua di fonte è precipitata, ma, in tal caso, ben altra materia organica che nulla ha di limpido e tutto di maleodorante.
Ecco, il Potere è in buona parte nelle mani appartenenti ai corpi che hanno quelle facce.
Pensate a Renzi e alla sua consueta espressione che i romani d’oggi definirebbero da impunito. Si dà alle gite in treno per il bel paese ricevendo qua e là, stazione per stazione, fischi e pernacchi e, bisogna riconoscerlo, anche qualche applauso (Ahi serva Italia, di dolore ostello, nave senza nocchiere, ecc. ecc.), e poi si presenta dinanzi alle telecamere con la consueta espressione dell’incolpevole, dell’innocente totale, illustrando, per l’ennesima volta, le meraviglie dei governi di centrosinistra fra i quali, ovviamente, svetta il SUO governo.
E così proseguendo sta facendo di tutto per consegnare il paese alla destra (alle destre) e sembra quasi che questo futuro lo diverta, lo entusiasmi. E, a mio avviso, lo entusiasma davvero. Anche perché lui, in fondo, di sinistra non è mai stato e non potrà mai esserlo: gli sono carenti cultura, sensibilità, modestia e afflato umano.
Ha rottamato la sinistra riuscendo in un’impresa che aveva visto fallire sia lo sprovveduto Occhetto che il maldestro Bertinotti; si è ricordato di attaccare Banca d’Italia e Consob solo adesso, in campagna elettorale, mentre al tempo dello scandalo di Banca Etruria aveva mantenuto un imbarazzante silenzio (imbarazzante per noi, non certo per lui); è quindi volato all’estero alla vigilia di importanti consultazioni per evitare l’identificazione fra se medesimo e le sconfitte; ha evitato con ottusa caparbietà qualunque dialogo con gli uomini più rappresentativi del suo stesso partito costringendoli alla diaspora. E ora… Ora cerca il ricompattamento utilizzando come ambasciatore per una pace magari temporanea (elettoralistica) il buon Fassino, personaggio del thriller A volte tornano, o dell’horror The living dead.
Ma il ricompattamento è adesso impossibile perché nel frattempo è andato via via allargandosi il baratro fra le sue posizioni e quelle dei suoi antagonisti. E lui, il Renzi, lo sa. E allora la ricerca di una riunificazione è chiaramente solo strategica al fine di giungere a due obbiettivi dopo la certa sconfitta alle prossime consultazioni politiche: da un lato addebiterà ai transfughi la responsabilità del fallimento del PD e d’altra parte, come in fondo è nei suoi desideri, otterrà il via libera per un nuovo Nazareno, ossia per una rinnovata alleanza con Berlusconi. Alleanza che configura quel patto disonesto con quale si porranno fuorigioco, per l’ennesima volta, i 5 stelle. Come se per questo fine non fosse già sufficiente l’indecente legge elettorale recentemente varata.
Con Berlusconi. Capite bene? Cioè col vecchio cavaliere senza cavallo e senza Cav., con un condannato a quattro anni in via definitiva per frode fiscale, con l’ex cavaliere che ha un “prestigioso” rimorchio in Denis Verdini. Altro bel campione quest’ultimo, che nel marzo di quest’anno, dopo non so quanti processi e rinvii a giudizio, è stato condannato in primo grado a nove anni di reclusione e all’Interdizione perpetua dai pubblici uffici per il fallimento del Credito Cooperativo Fiorentino.
E allora mettiamo insieme al quadro politico la rappresentazione reale, non demagogica, della “buona scuola”, la disoccupazione che ristagna, il Pil che ci pone all’ultimo posto nella Comunità europea, la recente sconfitta della nostra nazionale di calcio e anche i fischi all’inno nazionale di una squadra ospite. Di Pietro direbbe “che ci azzecca?” Ma ci azzecca e come. Tutto, rappresentando un mosaico esemplare, quanto mai espressivo dell’Italia Oggi è infatti aderente alla realtà del bel paese. Di un paese dal profilo deturpato nel quale la sconfitta con la Svezia non è che l’ultima tessera. Che con le altre tessere realizza un quadro che è la metafora perfetta, completa.

Nico Grilloni

Advertisements

info@ipaziabooks.com

%d bloggers like this: