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Libri diseducativi e omertosi da non leggere manco sotto tortura (1): Contro gli immediati di Francesco Rutelli

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Il giornalista è stimolato dalla scadenza. Scrive peggio se ha tempo. (Karl Kraus)

41gI8cNTlFL._SX331_BO1,204,203,200_.jpgChi sono gli immediati? Gli effimeri vincitori di oggi, coloro che rifuggono la mediazione, vogliono demolire ciò che è intermedio, agiscono all’istante, senza meditazione né condivisione. I nostri guru preferiti sono assertivi, semplificatori, compulsivi. Ciascuno di noi può diventare un immediato: attraverso giudizi superficiali e slogan espressi e rilanciati sulla rete, l’adozione dei nuovi alfabeti comunicativi dominati dalle emozioni. Politici e governanti immediati sono facilmente identificabili, ma sono soltanto una parte del problema, poiché gli immediati crescono e si affermano nei campi più diversi: le tecnologie, la finanza, le ignoranti strumentalizzazioni della Storia. Gli immediati portano pericoli profondi; possono toglierci la voglia di riflettere, la capacità di attendere, il coraggio di dialogare, la forza di sognare. Dobbiamo metterli all’angolo, per tornare a scommettere sul tempo medio, il domani, nella vita politica e in quella quotidiana, nelle istituzioni e nelle azioni personali. E abbiamo bisogno di insegnanti, di valenti formatori; di chi costruisca nuove possibilità per il lavoro, nell’età dell’intelligenza artificiale e dell’automazione; di chi restituisca partecipazione, efficacia e onore alla politica.

Preciso che naturalmente quella che segue è solo la mia opinione, ma dato che questo è il mio blog la dico chiaramente. A mio avviso questo testo di Rutelli è, soprattutto, e al netto della retorica metanarrativa per menti giovani de noiartri, delle iperbole e della demagogia pseudo-costruttiva ed educational, un chiaro attacco contro Renzi senza nominarlo. Ora, da persona, che contro il renzismo ha già detto tutto ciò che c’era da dire senza nascondersi mai, io invito chiunque a boicottare questa tipologia di testi perché a mio avviso è diseducativa e omertosa come nient’altro, e oltre ad essere espressione di una classe politica fallimentare, nonché di un  modo parassitario di intendere il bene ultimo comune, è alla base di tutto ciò che poi ha partorito il peggio politico e amministrativo che abbiamo testimoniato in questi anni. Per inciso, ne è espressione plastica con il suo solo esistere.

Rina Brundu

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