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Rosebud, Dublin, Ireland – Year 7º. Breaking News

Animaletti, un uomo, e i miei pensieri…

AFORISMI MEMORABILI – QUOTES TO REMEMBER


Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti.
(Jacques Séguéla)

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No, niente appello! Qui non si tratta di riformare una sentenza, ma un costume. (…) Accetto la condanna come accetterei un pugno in faccia: non mi interessa dimostrare che mi è stata data ingiustamente.

Giovannino Guareschi (lo disse dopo la sentenza di condanna ricevuta per l’accusa di diffamazione mossagli da Alcide De Gasperi)

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Diario dai giorni del golpe bianco (paperback) di Rina Brundu .

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PERLE DI ROSEBUD – LISTA AGGIORNATA DEI DERETANI INAMOVIBILI

Resistere, resistere, amico mio, con un popolo di pecore la vittoria del lupo non potrà che essere questione di tempo.

(Clicca qui per conoscere tutti i deretani di cui sopra)

PERLE POLITICHE – SENILITÀ, OKAY, MA SE DOVESSI DIVENTARE RENZISTA…

…portarmi dal veterinario e sopprimermi subito, please!

(Clicca qui per leggere tutto)

animal-21962_960_720Conoscete il Lepisma saccharina Linnaeus? Ma sì che lo conoscete, è il pesciolino d’argento, quell’insettino lucifugo, argenteo, oblungo, piccolo, che si trova nelle abitazioni. Ce n’era uno l’altra mattina sul muro bianco della cucina. Ero scuro, non aveva le squame d’argento, non era il periodo delle squame d’argento. Dà fastidio alle mie figlie se lo vedono, e così ho preso la spugnetta umida dal lavandino e gliel’ho premuta sopra, lievemente per non sporcare il muro. E’ caduto, non è rimasto attaccato alla spugnetta. Dopo un po’ mi è venuto il pensiero che potesse non essere morto, che potesse essere rimasto lì a soffrire. Ma soffre un insettino così piccolo? Non lo so. Tuttavia sono andato a cercarlo sotto il tavolo e l’ho schiacciato.

C’è un racconto dello scrittore Dino Buzzati che narra della zampina di uno scarafaggio calpestato nel corridoio di una casa, che continuava a muoversi e per questo nessuno riposava quella notte: la moglie dell’uomo che lo aveva pestato si svegliava di soprassalto, un cane ululava, una vicina urlava cercando il figlio, il canarino si agitava nella gabbia. Alla fine l’uomo tornò nel corridoio, vide la zampina che si muoveva e schiacciò definitivamente l’insetto riportando la pace nella casa.

Venticinque anni fa o più. Una strada senza negozi, dove passavano pochissime macchine e pochissime persone, a Carrara. Il Renato di oggi non è il Renato di venticinque anni fa. Oggi sono un’altra persona. Quasi un’altra persona.  Non so se oggi avrei fatto la stessa cosa. Un gattino, piccolo, un cucciolo di gatto dimenava la testina di qua e di là, convulsamente. Senza sosta. Scendo dalla macchina, mi avvicino:  il corpo schiacciato, le budella di fuori, e la testina che continua a sbattere di qua e di là, di qua e di là,  non so che fare, rientro in macchina, mi allontano, torno indietro, gli passo sopra con le ruote. Non so neppure se finì di agitarsi quella testina, se avesse smesso di soffrire la bestiola. Credo che mi allontanai perché non me la sentivo di ripetere l’operazione. Non rammento bene. Forse in parte ho rimosso il ricordo.

Oggi, leggo in un romanzo:

“L’altro giorno ho visto uno scoiattolo che era stato appena investito da una macchina; non era morto, era steso lì e scalciava come un pazzo.”

“L’hai messo sotto?”

“In che senso?”

“Gli sei passato sopra con la macchina per porre fine alle sue sofferenze?”

“No, perché?”

“Be’, tu non vorresti che qualcuno lo facesse per te se fossi sul bordo della strada moribondo? Che ponesse fine alle tue sofferenze?”

“No”, dice lui inorridito, non gli sarebbe mai venuto in mente. “No”, ripete, chiarendo bene il concetto. “Parlami, tienimi per mano, ma non mettermi sotto.”

Solo questo, poi il libro parla d’altro. Ma io ho smesso di leggere. Ho cominciato a riflettere con po’ di tristezza. Il marito racconta alla moglie dello scoiattolo e lei gli fa quel discorso, che mi sembra abbia un senso fino a che parla dello scoiattolo. Mi sembra insensato, folle, quando parla di un uomo, del marito. Accelerare la morte di una persona che si è certi non ha speranza di sopravvivere e che invoca disperatamente la morte, ha un senso. Ma sarebbe assurdo, da pazzi, da ottusi, investirlo con una macchina. E il mezzo violento che non può essere approvato. Forse un colpo di pistola come si vede in certi film già sarebbe diverso. Forse. Ma neppure. No. Situazioni diverse, del resto.  E il gattino? Per lui era giusto ricorrere al mezzo violento? Rifarei oggi ciò che feci allora? Credo di no. Forse avrei dovuto chiamare qualcuno da una cabina telefonica.

L’altro giorno ho premuto la spugnetta sul pesciolino d’argento che non era moribondo. Magari tra qualche anno, se sarò vivo, ché gli anni che ho sono tanti, sarò ancora diverso, sarò ancora un’altra persona, quasi un’altra persona, e non toglierò la vita ad un Lepisma saccharina Linnaeus, che se ne sta tranquillo per i fatti suoi sul muro bianco della mia cucina.

Renato Pierri

Nota: Il  romanzo è “Questo libro ti salverà la vita”, della scrittrice statunitense A.M. Homes, Feltrinelli, pag. 294

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