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Rosebud, Dublin, Ireland – Year 7º. Breaking News

Interno Travaglio: kafkiano e meraviglioso!

AFORISMI MEMORABILI – QUOTES TO REMEMBER


Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti.
(Jacques Séguéla)

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No, niente appello! Qui non si tratta di riformare una sentenza, ma un costume. (…) Accetto la condanna come accetterei un pugno in faccia: non mi interessa dimostrare che mi è stata data ingiustamente.

Giovannino Guareschi (lo disse dopo la sentenza di condanna ricevuta per l’accusa di diffamazione mossagli da Alcide De Gasperi)

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Diario dai giorni del golpe bianco (paperback) di Rina Brundu .

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PERLE DI ROSEBUD – IL TEOREMA RENZI-TAVECCHIO-VENTURA

Resistere, resistere, amico mio, con un popolo di pecore la vittoria del lupo non potrà che essere questione di tempo.

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Rina Brundu

travaglioPer una volta Marco Travaglio dovrebbe fare un monumento alle reti Mediaset! Faccio riferimento, naturalmente, allo scherzo ai suoi “danni” fattogli dal programma Le iene (Italia 1). Premesso che – per disposizione mentale – sono portata a ritenere che Travaglio fosse al corrente che di scherzo si trattava (so peraltro che il direttore è un ottimo attore), e che dubito finanche che lo stesso filmato sia stato girato nella vera casa di Travaglio… per amor di discussione farò finta di crederci.

Orbene, se quello “scherzo” fosse genuino, il ritratto “dell’interno Travaglio” che viene mostrato è kafkiano da un lato e meraviglioso dall’altro: chapeau! Ne deriva che lo spettatore può ammirare un Marco Travaglio giornalista e direttore de Il Fatto Quotidiano quasi epico nel suo rivelarsi uomo ordinario, run-of-the-mill, senza grilli per la testa.

Tuttavia gli aspetti mirabolanti sono altri. Per esempio dal contesto filmato si arguisce l’onestà di metodo e di vita dell’uomo Travaglio che, alla maniera “dell’elegantone” Trinità nei film della serie Lo chiamavano Trinità con il mitico Bud Spencer e il bellissimo Terence Hill, gira per la casa con semplice t-shirt bianca abbondante che fa pendant con i capelli cinerei. Colpisce quindi la tranquillità del contesto familiare ammobiliato di libri, di arredi kafkiani nello spaesamento che sempre comporta il disordine-ordinato, e di una abitudine alla discussione, anche con la prole (peraltro molto bella, quest’ultima), arricchita da una chiara disposizione a mostrare l’affetto, a non nasconderlo.

Insomma, c’è in questo “interno Travaglio” qualcosa di meravigliosamente valido sia da un punto di vista etico che estetico. E, se può consolare il direttore che ancora lamenta il mobbing berlusconico (parlo, con cognizione di causa), stia tranquillo che nessuno degli interni berlusconici arcoriani, o dentro qualsiasi altro palazzo sfarzosamente riempito da colui, ha mai mostrato una tale ricchezza. Dentro e fuori. Ripeto: chapeau!

Rina Brundu

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