Advertisements
Rosebud, Dublin, Ireland – Year 7º. Breaking News

Omnibus (La7) – L’orrore-politico piddino di mattina presto e la “politologa” (s)Ventura dei miei stivali. Riflessioni sull’infame attacco senza contraddittorio a Di Maio e al M5S dalla TV di Cairo.

AFORISMI MEMORABILI – QUOTES TO REMEMBER


Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti.
(Jacques Séguéla)

—————————-

No, niente appello! Qui non si tratta di riformare una sentenza, ma un costume. (…) Accetto la condanna come accetterei un pugno in faccia: non mi interessa dimostrare che mi è stata data ingiustamente.

Giovannino Guareschi (lo disse dopo la sentenza di condanna ricevuta per l’accusa di diffamazione mossagli da Alcide De Gasperi)

—————————-

Diario dai giorni del golpe bianco (paperback) di Rina Brundu .

Per l’E-Book clicca qui.

PERLE DI ROSEBUD – IL TEOREMA RENZI-TAVECCHIO-VENTURA

Resistere, resistere, amico mio, con un popolo di pecore la vittoria del lupo non potrà che essere questione di tempo.

(Clicca qui per leggere tutto l’articolo)

Rina Brundu

sventuraCon esclusione del DiMartedì (La7) di Giovanni Floris – un giornalista che ritengo molto bravo – non guardo più i programmi di approfondimento politico della televisione di Urbano Cairo. Il suo canale sembra essere cambiato sostanzialmente da quando l’editore ha acquisito il Corriere della Sera, laddove il Meli-pensiero, subito dopo il Referendum Costituzionale con cui il renzismo voleva stuprare l’Italia, ha cominciato a posarsi su tutto con la gagliardia del profumo che emana direttamente dalle fogne aperte.

È stato dunque un caso che stamattina mi ritrovassi sintonizzata su un programma, Omnibus, che non avevo mai visto prima e che, lo so con certezza, non vedrò mai più. Non so chi sia la conduttrice, ma posso dire quale fosse l’argomento: il PD, il renzismo, cazzo farà Matteo Renzi? (i.e Il dubbio “echissenefrega!” non li ha sfiorati mai!). Insomma, l’argomento era unidirezionale. Uno degli ospiti in studio era il direttore del nuovo quotidiano PD Democratica, un tal Mario La Via che mi era capitato di notare altre volte in qualche trasmissione e che non mi ha mai colpito troppo come un genio del giornalismo d’assalto.

Tuttavia, debbo dire che questa mattina, il “pasionario” La Via è stato quasi oscurato da un’altra “pasionaria” che non avevo mai visto prima. Si trattava di una signora seduta alla destra della conduttrice, una signora piccolina di nero vestita… Costei passava il tempo a prendere note quando non interrogata e a produrre un fiume logorroico senza senso quando chiamata a rispondere. Dei suoi interventi impressionava soprattutto l’epidermicità dei ragionamenti, scontati, unidirezionlmente puntati a leccare, per vie traverse, il deretano renzista (mitico il momento in cui ha definito il duce di Rignano “uno un po’ più preparato (nda. di Di Maio) e con qualche capacità in più, cioè Matteo Renzi”. Impressionava anche il linguaggio utilizzato, ovvero un linguaggio da scolaretta, abbastanza ordinario, run-of-the-mill, vittima di quella che sembrava una sorta di frustrazione da blogger alle prime armi…. Tuttavia, è stato sempre con questa scarsa proprietà di linguaggio che ha proceduto a sparare stilettate contro il giovane leader M5S Luigi Di Maio… arrivando poi a deporre la sua ciliegina sulla torta e a definirlo il “nulla”….

Non aggiungo altro perché ritengo sia inutile dare pubblicità a queste sceneggiate ridicole…. In realtà, se non fosse stato per un articolo de Il Fatto Quotidiano mai avrei saputo che questa signora dimessa sarebbe una cosiddetta politologa… tal Ventura, sebbene a mio avviso (S)ventura sia un nome più appropriato. Il problema però non ritengo sia costituito da lei, il problema è e resta editoriale e ci si domanda dunque: perché Cairo non interviene? Senza citare l’etica, la deontologia giornalistica che vorrebbe che almeno si desse voce a chi viene offeso in questa maniera così imbarazzante su televisione generalista, peraltro senza contraddittorio (e senza dimenticare che ad essere stato chiamato in causa in codesto modo vile non è un leaderetto da PDR al 12% come il duce di Rignano, ma il leader del primo partito italiano che alle ultime regionali si è portato a casa il consenso del 35% degli elettori), il vero dubbio è consequenziale: ma siamo proprio sicuri che Cairo e la sua tv possano permettersi di alienarsi completamente le simpatie dei simpatizzanti M5S allo scopo di dare visibilità a una “sventura” qualsiasi? Io al posto di questo editore ci penserei due volte, e tre volte se fossi uno dei suoi sponsor!

Rina Brundu

Advertisements

info@ipaziabooks.com

%d bloggers like this: