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Rosebud, Dublin, Ireland – Year 7º. Breaking News

Di una nuova alba

AFORISMI MEMORABILI – QUOTES TO REMEMBER


Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti.
(Jacques Séguéla)

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No, niente appello! Qui non si tratta di riformare una sentenza, ma un costume. (…) Accetto la condanna come accetterei un pugno in faccia: non mi interessa dimostrare che mi è stata data ingiustamente.

Giovannino Guareschi (lo disse dopo la sentenza di condanna ricevuta per l’accusa di diffamazione mossagli da Alcide De Gasperi)

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Diario dai giorni del golpe bianco (paperback) di Rina Brundu .

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PERLE DI ROSEBUD – LISTA AGGIORNATA DEI DERETANI INAMOVIBILI

Resistere, resistere, amico mio, con un popolo di pecore la vittoria del lupo non potrà che essere questione di tempo.

(Clicca qui per conoscere tutti i deretani di cui sopra)

PERLE POLITICHE – SENILITÀ, OKAY, MA SE DOVESSI DIVENTARE RENZISTA…

…portarmi dal veterinario e sopprimermi subito, please!

(Clicca qui per leggere tutto)

Elena Ludovisi

sunrise-2898017_960_720“It’s a new dawn
It’s a new day
It’s a new life for me
And I’m feeling good”

 

Oggi è un giorno nuovo e non è diverso da tutti gli altri se non per il fatto che è il giorno del riscatto. Questo pezzo è dedicato ai sopravvissuti, a coloro che hanno sfiorato la rovina innumerevoli volte  a causa di errori di cui, in quel momento, non erano consapevoli. Perché la vera colpa non è commettere errori, la vera colpa è scegliere l’ignoranza all’investigazione; è sentire un nodo che stringe all’altezza dello stomaco e decidere di conviverci per tutta la vita; è impigrirsi sul  tempo che scorre (l’unica cosa reale che abbiamo) dando per scontato che non esiste un senso a tutto quello in cui siamo immersi; la colpa è non avere fede e smettere di credere che esiste un qualunque motivo che ci ha condotto fino a questo punto.
Come direbbe un mio amico: “Se solo sapessimo quanto l’Universo ha lavorato per farci arrivare qui…” – “forse saremmo un po’ più grati del nostro sguardo su questa porzione di realtà che ci hanno affibbiato” aggiungo io.
Quindi, se sei uno di quelli che ancora non è arrivato a cercare delle risposte concrete che provengono dalle viscere più ingarbugliate della sua anima mi dispiace: Questo non è per te. Ma potrebbe diventarlo nel momento in cui ti fermi, ti asciughi gli occhi, li apri e decidi di guardarti indietro e scoprire cosa c’è che non va.
Ti auguro buona fortuna, e tanto coraggio.

I sopravvissuti: la categoria umana più forte e resiliente in cui ci si può imbattere. Non lo so se si può scegliere di imparare a sopravvivere o se c’è qualcosa all’interno di noi che si innesca ogni volta che una situazione di emergenza si verifichi. Forse sono entrambe le cose: forse impari a sopravvivere perché all’interno di te si sviluppa un meccanismo di consapevolezza che si accende nel momento del bisogno. Quel che è certo è che non tutti siamo programmati per sopravvivere: C’è chi impazzisce, chi muore per abuso di droga, chi picchia la propria donna, chi abusa verbalmente del proprio uomo, chi diventa un fuorilegge, una prostituta, un barbone, un alcolizzato. Non ha importanza, quello che fotte è che si smette di avere fiducia verso la possibilità che un lieto fine esiste, che un momento migliore arriverà e che è solo questione di tempo. E che l’unica cosa che ti è chiesta di provare a te stesso – e magari anche a qualche schiera di dei che stanno ad osservare da qualche parte – è che sei in grado di aspettare con i piedi per terra, la schiena retta e gli occhi fissi davanti a te. Lì, fermo e irremovibile ci sei tu, pronto ad accogliere qualunque cosa possa rendere questa pioggia più calda e a lasciare senza esitazioni chiunque la renda pesante come granelli di grandine. Perché l’unica cosa che conta è che davanti a te c’è il sole e che lo sai ogni giorno sempre di più.
A volte è davvero solo questione di tempo.
E il tempo è gentile con coloro che sanno aspettare, è portatore di verità. Come diceva Pasolini “La verità è violenta”: Bisogna essere forti per saperla accogliere.
Io ho scoperto la mia, e sono qui per raccontarla nel mio nome e nel nome di coloro che hanno paura ad ammetterla. So cosa significa vivere nella vergogna di rivelare cosa ci è successo in passato. Si può essere sopravvissuti ma intimamente riservati. Io, che sono anche coraggiosa, oggi parlo a nome di chiunque è stato abusato quando ancora non poteva proteggersi. Perché sono convinta che la verità non debba mai essere taciuta; perché è un atto d’amore verso l’essere umano che è stato depredato della sua libertà e spensieratezza indidivuale; perché chi è stato calpestato può sempre rialzarsi e ribellarsi al male che gli è stato inflitto; perché non è mai tardi per fare i conti col mondo e spezzare le catene del mal di vivere.

Ho vissuto per 22 anni nascondendo a me stessa un enorme segreto da cui avevo scelto di non scappare solo 3 anni fa, ossia quando ho iniziato a sentire che c’era qualcosa di rotto in me. In quel momento il mio compito evolutivo era capire cosa si fosse rotto, e ci è voluto tempo e pazienza. Ma alla fine, dopo strazianti momenti in cui ero vicina a mandare tutto a puttane e rinunciare di sapere, dopo aver toccato il principio della depressione, dopo aver sperimentato cosa significa non riuscire ad addormentarsi senza un motivo apparente, dopo aver capito che farsi le canne fa male (la droga è un capitolo che richiede uno spazio a parte), ho guardato negli occhi il mostro che pizzicava morbosamente la carne delle mie interiora.
La nostra società ha bisogno di ricordare che cose come violenza, abusi sessuali e maltrattamenti sui minori succedono in maniera regolare in ogni parte del mondo. E io ne sto parlando con la speranza che questo schizzo di parole che stai leggendo possa proteggere un bambino dalle grinfie della malattia mentale di un adulto che non ha più speranza ma solo colpe da espiare. Io attraverso queste parole ti invito a essere un genitore attento e protettivo; non è affatto detto che tuo/a figlio/a diventi un sopravvissuto, potrebbe non farcela. Dopotutto le eccezioni sono tali perché non appartengono alla maggioranza.
E la maggioranza spesso non ce la fa.

Dietro a ogni sopravvissuto ci sono sempre colpe che non gli appartengono per cui è stato obbligato a pagare un enorme prezzo. Per questo il sopravvissuto è una persona forte, nessuno gli ha mai dato una coperta con cui proteggersi e ha dovuto imparare a farlo da solo.
Il sopravvissuto è una persona che cammina con passo deciso, egli scruta anziché guardare: I suoi occhi sono profondi quanto l’infinito. Di solito è un solitario, un po’ per scelta e un po’ perché le persone sono esitanti ad avvicinarlo. Egli, con la sua grandezza, spesso mette a disagio chi lo circonda; Emana un qualcosa di mistico che sfugge alla facile comprensione.
Intimidisce senza neanche accorgersene o volerlo. Il punto è che è stato obbligato ad andare un po’ più oltre, pagando con il prezzo della sua spensieratezza. E forse non tornerà mai più, questa spensieratezza, ma ora il sopravvissuto può capire molto del mondo che lo circonda solo guardando, e per questo motivo non ha bisogno di risposte o di conferme.
Il sopravvissuto sa ridere e godere di cose che per i più sono superflue e senza significato, ed è anche per questo che spesso si trova a essere solo.
Il  sopravvissuto ha toccato il fondo e sa che ad attenderlo ci saranno altre sfide, ma anche momenti in cui arriverà sul picco della montagna a godersi il sole, l’aria fresca e il panorama.
Così, per sempre.

Questa lettera è per tutti i sopravvissuti del mondo che sanno ridere, sognare, cantare, amare e godere più forte di chiunque altro.

Con tutto l’amore che posso.

Elena Ludovisi

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