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Rosebud, Dublin, Ireland – Year 7º. Breaking News

Giornalismo italiano – Emergenza epocale? E su una straordinaria “pugnalata” di Sheldon Cooper al professionismo d’antan.

AFORISMI MEMORABILI – QUOTES TO REMEMBER


Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti.
(Jacques Séguéla)

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No, niente appello! Qui non si tratta di riformare una sentenza, ma un costume. (…) Accetto la condanna come accetterei un pugno in faccia: non mi interessa dimostrare che mi è stata data ingiustamente.

Giovannino Guareschi (lo disse dopo la sentenza di condanna ricevuta per l’accusa di diffamazione mossagli da Alcide De Gasperi)

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Diario dai giorni del golpe bianco (paperback) di Rina Brundu .

Per l’E-Book clicca qui.

PERLE DI ROSEBUD – LISTA AGGIORNATA DEI DERETANI INAMOVIBILI

Resistere, resistere, amico mio, con un popolo di pecore la vittoria del lupo non potrà che essere questione di tempo.

(Clicca qui per conoscere tutti i deretani di cui sopra)

PERLE POLITICHE – SENILITÀ, OKAY, MA SE DOVESSI DIVENTARE RENZISTA…

…portarmi dal veterinario e sopprimermi subito, please!

(Clicca qui per leggere tutto)

Rina Brundu

sheldon-story+fb_647_052117013711Tra le tante “perle” più recenti val la pena citare: a) Lilli Gruber che nel suo programma quotidiano quasi non sta più nella pelle dopo il “boom” (si fa per dire) dell’incontro scontro televisivo Floris-Renzi e che ha avuto bisogno di Scanzi per farle capire che molti avevano guardato quella particolare intervista solo per irridere il ducetto (io stessa mi sono sintonizzata su La7 e non guardavo un programma dove c’era Renzi da tre anni: confesso candidamente che i miei motivi non erano tutti onorevoli, anzi!); b) Alessandro Sallusti che nel corso dell’incontro-scontro su citato ha d’incanto perso tutta la sua proverbiale arguzia e vivacizzante coglioneria per apparire alla stregua del bambinello impacciato, a momenti spaventato, davanti ad un duce di Rignano evidentemente stracotto; c) Vittorio Feltri che si sputtana tutta una carriera (sarà difficile dimenticare il titolo che ricordava la necessità di sparare a Renzi per togliercelo dalle palle!), istigando all’omicidio dal suo giornale “Libero” e tentando scaltramente di far passare la “puttanata” mediatica reale come genialata che per comprendere la quale occorrerebbe un IQ mozartiano o giù di lì (sic!). d) Che dire poi di tutto il mondo mediatico italico (con esclusione dei giornalisti de Il Fatto Quotidiano) che nei giorni scorsi si è prodotto in un’apologia berlusconica e della mafia che ha vinto in Sicilia, pur di non dare a Cesare quel che è di Cesare e riconoscere con grande onestà intellettuale il lavoro straordinario che stanno facendo i ragazzi di Grillo per ripulire una società insozzata e infangata fino alla radice?

Beh meglio non dire nulla… basti solo commentare che per un momento – sempre durante il programma di Floris – abbiamo amato il conservatore e ultramoderato Massimo Franco che, si notava, dopo tre anni di mesta osservanza e idealizzazione stava finalmente per scoppiare davanti alla saccenteria e villania del duce di cui sopra. C’è dunque uno stato di emergenza nel giornalismo italiano che va oltre l’usata pratica di leccare il deretano al padrone di turno? Io penso proprio di sì perché gli esempi su riportati non hanno nulla a che vedere con una interferenza editoriale, quanto piuttosto con una sostanza di fondo che evidentemente denuncia limiti importanti quando il giornalismo analogico (perché questo è il professionismo che ho descritto nell’incipit) si confronta con le necessità del giornalismo digitale. Dove si vuole andare se un Feltri probabilmente ottantenne svolge il suo lavoro tentando di mettersi in competizione con i giovinastri che su Facebook ne combinano di cotte e di crude? E dove si vuole andare se la capacità di cogitazione e di interpretazione fenomenologica politica e mediatica di una Gruber qualsiasi è quella sputtanata dall’episodio su descritto?

Non si può andare da nessuna parte naturalmente, e ripensando al destino prossimo dei giornali d’antan mi torna in mente solo un’altra meravigliosa citazione dalla straordinaria sitcom The Big Bang Theory, nella quale il geniale Sheldon Cooper (per davvero però, mica come Feltri!), impegnato a prendersi cura di un vagabondo dice a Penny: “Ricordatevi che in mattinata si aspetta che gli consegnate il giornale: sembrerebbe che li stampino ancora!”. Eh già sembrerebbe che li stampino ancora ma prima tutto l’opinionismo passa in mano ai blogger e tutta la notizia tout-court passa in mano ad agenzie di elaborazione serie, meglio sarà! Il giornalismo tradizionale è morto e francamente, adesso lo possiamo dire, non ne sentiamo la minima mancanza!

Rina Brundu

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