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Rosebud, Dublin, Ireland – Year 7º. Breaking News

Il cammino dei perplessi (9) – Dopo i complimenti renzisti, il centro destra festeggia la vittoria: arresti, calci e pugni ai giornalisti. E una domanda a Salvini.

AFORISMI MEMORABILI – QUOTES TO REMEMBER


Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti.
(Jacques Séguéla)

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No, niente appello! Qui non si tratta di riformare una sentenza, ma un costume. (…) Accetto la condanna come accetterei un pugno in faccia: non mi interessa dimostrare che mi è stata data ingiustamente.

Giovannino Guareschi (lo disse dopo la sentenza di condanna ricevuta per l’accusa di diffamazione mossagli da Alcide De Gasperi)

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Diario dai giorni del golpe bianco (paperback) di Rina Brundu .

Per l’E-Book clicca qui.

PERLE DI ROSEBUD – LISTA AGGIORNATA DEI DERETANI INAMOVIBILI

Resistere, resistere, amico mio, con un popolo di pecore la vittoria del lupo non potrà che essere questione di tempo.

(Clicca qui per conoscere tutti i deretani di cui sopra)

PERLE POLITICHE – SENILITÀ, OKAY, MA SE DOVESSI DIVENTARE RENZISTA…

…portarmi dal veterinario e sopprimermi subito, please!

(Clicca qui per leggere tutto)

Rina Brundu

arrestocalci“Meglio secondi con i voti degli onesti che primi con i voti della mafia” ha detto domenica scorsa Luigi Di Maio a conclusione della campagna M5S in Sicilia. Dire che il tempo è stato galantuomo nei confronti dei pentastellati è usare un eufemismo: tempo tre giorni e i “vincitori” sono costretti a continuare il “party” nelle patrie galere. A dire il vero però la vergogna più grande in questa particolare situazione non è della mafia ma della Sicilia che non è andata a votare e di tutti gli altri che, dal Nord al Sud della penisola, con le loro farneticazioni, le loro scritture vergognose, sovente pubblicate su giornali-di-grido, la mafia l’hanno sponsorizzata. Queste persone oggi non dovrebbero provare solo un senso di profonda vergogna, ma dovrebbero anche guardarsi le mani insozzate di sangue, proprio come le descriverebbe Lady Macbeth, e riflettere.

La domanda a Salvini è invece logica e consequenziale: ma non si vergogna?

Sic!

Rina Brundu

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