Advertisements
Rosebud, Dublin, Ireland – Year 7º. Breaking News

Il cammino dei perplessi (8) – Da Berlusconi a Renzi, quando il leader non sa che è ora di passare la mano. E sulla Gruber determinata a far rinascere il renzismo.

AFORISMI MEMORABILI – QUOTES TO REMEMBER


Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti.
(Jacques Séguéla)

—————————-

No, niente appello! Qui non si tratta di riformare una sentenza, ma un costume. (…) Accetto la condanna come accetterei un pugno in faccia: non mi interessa dimostrare che mi è stata data ingiustamente.

Giovannino Guareschi (lo disse dopo la sentenza di condanna ricevuta per l’accusa di diffamazione mossagli da Alcide De Gasperi)

—————————-

Diario dai giorni del golpe bianco (paperback) di Rina Brundu .

Per l’E-Book clicca qui.

PERLE DI ROSEBUD – IL TEOREMA RENZI-TAVECCHIO-VENTURA

Resistere, resistere, amico mio, con un popolo di pecore la vittoria del lupo non potrà che essere questione di tempo.

(Clicca qui per leggere tutto l’articolo)

Rina Brundu

clouds-2709662_960_720“Gruber, mi chiede perché Berlusconi è così longevo politicamente? Semplice, perché è bravo!”, così parlò l’onorevole Renato Brunetta pochi giorni fa a “Otto e mezzo” (La7).  Dalla Gruber del resto le “perle” non mancano mai, la conduttrice pare determinatissima anche a resuscitare il “renzismo” e oggi si è dovuto sentire che l’intervistata di ieri di Matteo Renzi nel programma di Giovanni Floris sarebbe stata un successo: sic!

È inutile, in Italia non riusciremo a cambiare mai, meno che meno a cambiare il giornalismo ansioso di portare il consueto omaggio al ras o al rasetto di turno. Un’altra dimostrazione del nefasto status-quo è il silenzio riverente che ha accompagnato il video trasmesso da Silvio Berlusconi dopo la sciagurata vittoria del centro-destra in Sicilia. Da persona che non è mai stata anti-berlusconica per partito preso, non ho difficoltà a dire che non avevo mai visto in vita mia un Berlusconi più brutto di quello che si mostrava in quel video. E non parlo tanto dell’aspetto fisico ormai esempio plastico di come il tempo si faccia sberleffo della vanagloria umana e se ne sbatta le palle dei miliardi accumulati, quanto piuttosto della percezione della sua vera-essenza che è sovente l’argomento che mi interessa di più. Di fatto anche per Berlusconi si avvicina il momento del redde-rationem e, diversamente da ciò che si ingegneranno a fargli credere i leccaculo di cui si è sempre circondato, quel redde-rationem troverà nel suo fallimento politico totale, la ciliegina sulla torta.

Proprio così: Berlusconi politicamente parlando è un fallito. Berlusconi è stato un imperatore che vinto dalla sua bramosia di potere, dal suo ego gigante, in quasi un quarto di secolo in cui è stato sulla scena politica non ha saputo né crescere una classe dirigente valida né trovarsi un erede degno, men che meno capire quando era arrivato il momento di passare la mano. Questa è la verità nuda e cruda, indipendentemente da ciò che racconteranno le montagne di inchiostro che verranno versate per celebrarne le epiche gesta. Tirato ancor di più per il colletto, il discorso diventa, almeno per quanto mi riguarda, ancor più affascinante. In verità se io potessi scegliere di essere in un qualsiasi luogo in un qualsiasi momento, vorrei esserci nel momento in cui questo personaggio “will be going into the light”, come si direbbe da queste parti, ovvero quando passerà dall’altra parte e in quel momento non gli basteranno uno stuolo di avvocati per difenderne le ragioni. Quell’appuntamento è stato già fissato per tutti noi naturalmente, ma io credo che in questo caso lo spettacolo sarebbe particolarmente degno di essere guardato dall’inizio alla fine.

Pena! A bene pensarci è proprio così, il Berlusconi di oggi mi fa pena… sotto molteplici punti di vista, ma dubito che né lui né i leccaculo che da sempre lo circondano riuscirebbero a capire questo discorso, neppure una parte dello stesso a dire il vero. E una grande pena mi ha fatto il Matteo Renzi di ieri sera che, se tanto ci dà tanto, oggi avrà bevuto ogni parola di “conforto” gruberiana e magari nella sua improbabile rinascita politica ci crederà un poco di più. Si convincerà una volta di più che potrà riprendersi l’ambito ruolo di “prima donna” sul palcoscenico politico-mediatico nazionale, che potrà rioccupare il disiato scranno come prima e più di prima. Che poi questo avvenga a dispetto di un intero popolo che non lo può vedere neppure in ombra, che vuoi che sia? Quelli che il golpe bianco ce l’hanno nell’anima, insomma, e il posto fisso a carico del contribuene nel cuore! Sic!

Rina Brundu

Advertisements

info@ipaziabooks.com

%d bloggers like this: