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Il cammino dei perplessi (7) – Finite le seghe mentali sinistriche. Su un bruttissimo Berlusconi e sul colpo di genio e di leadership di Di Maio che bastona la sguattera del Guatemala: prove tecniche di governo!

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

images2Una giornata da incorniciare: seconda solamente al mitico 4 dicembre 2016! Due tocchi d’artista dei Cinquestelle sono a mio avviso i momenti topici che non ce la faranno dimenticare mai. Il primo colpo di genio l’ha avuto Luigi Di Maio quando ha platealmente scaricato Matteo Renzi trattandolo alla stregua della sguattera del Guatemala e ponendo finalmente fine alle interminabili seghe mentali sinistriche, umiliandolo e mandandolo all’angolo senza troppi complimenti, ignorandolo per tutto il tempo, mai nominandolo: un momento mitico che non pensavamo mai di riuscire a vivere, che ha fatto giustizia di tre anni di leccaculismo mediatico incondizionato, che ha riconsegnato dignità all’Italia e a tutti gli italiani. Subito dopo lo stesso Cancelleri, fresco di secondo posto, alle regionali siciliane, ha attaccato e chiarito che non avrebbe chiamato Musumeci per congratularsi perché nel caso avrebbe dovuto chiamare anche i “degni” compari che lo hanno aiutato a vincere.

Sono due momenti questi che rivelano non solo una crescita sostanziale del movimento fondato da Beppe Grillo, ma soprattutto una capacità di leadership matura, straordinaria, kennediana nella sua sostanza ideale. Paradossalmente questi due veri e propri colpi di genio, che naturalmente andranno ignorati dalla Stampa di regime già impegnata a rileggersi “Il Padrino” di Mario Puzo per meglio ricordare come portare omaggio, hanno fatto passare anche in secondo piano la vergogna provato per la riconsegna dell’isola alle cosche. Domanda: ma Salvini e la Meloni non si vergognano? Da questo punto di vista ha fatto anche impressione questo Berlusconi anziano, bruttissimo, determinato a difendere l’indifendibile e sempre più certo – sembrerebbe – che per lui il redde-rationem non arriverà mai. A mio avviso arriverà presto invece e sarà di quelli non negoziabili.

Di contro, per quanto riguarda i giovani grillini è soprattutto la maniera come hanno reagito alla “sconfitta” che li fa diventare finalmente leader credibili della nazione. La vittoria morale è la loro, così come è anche la nostra e di tutta quell’Italia onesta che da oggi in poi potrà coltivare speranza. Il giorno in cui Luigi Di Maio sarà Presidente del Consiglio solo allora sapremo che l’Italia è cambiata per davvero e lo avrà fatto grazie alla costanza e alla determinazione dei suoi figli migliori. Viva l’Italia libera dalla mafia e dal renzismo!

Rina Brundu

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