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Rosebud, Dublin, Ireland – Year 7º. Breaking News

Dio c’é ed è antirenzista (4) – PAESTUM. Dalla prima lettera di Intesa San Paolo…

AFORISMI MEMORABILI – QUOTES TO REMEMBER


Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti.
(Jacques Séguéla)

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No, niente appello! Qui non si tratta di riformare una sentenza, ma un costume. (…) Accetto la condanna come accetterei un pugno in faccia: non mi interessa dimostrare che mi è stata data ingiustamente.

Giovannino Guareschi (lo disse dopo la sentenza di condanna ricevuta per l’accusa di diffamazione mossagli da Alcide De Gasperi)

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Diario dai giorni del golpe bianco (paperback) di Rina Brundu .

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PERLE DI ROSEBUD – LISTA AGGIORNATA DEI DERETANI INAMOVIBILI

Resistere, resistere, amico mio, con un popolo di pecore la vittoria del lupo non potrà che essere questione di tempo.

(Clicca qui per conoscere tutti i deretani di cui sopra)

PERLE POLITICHE – SENILITÀ, OKAY, MA SE DOVESSI DIVENTARE RENZISTA…

…portarmi dal veterinario e sopprimermi subito, please!

(Clicca qui per leggere tutto)

Rina Brundu

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Paestum, in un bellissimo dipinto del 1898

Se il nostro fosse un paese normale, un paese che anziché censurarla favorisse la satira, la creatività, le produzioni teatrali, televisive, cinematografiche “ingombranti” e di denuncia del Sistema, il recente episodio che ha visto per protagonista Matteo Renzi nella basilica di Paestum balzerebbe direttamente al primo posto nella classifica dei momenti politici più imbarazzanti di ogni tempo e da incorniciare e ridicolizzare come si conviene.

Tale è la carica satirica di questo momento che non si sa bene come commentarlo: a mio avviso è senz’altro la perla tra le perle partorite dal renzismo, un qualcosa di così spettacolare che si può star sicuri non sarebbe mai passato nella mente di alcun sceneggiatore, neppure dei geni americani che sfornano serie televisive indimenticabili come fossero biscotti. “Dalla prima lettera di Intesa San Paolo” ha cominciato il sempre mirabile Crozza-Renzi, ieri sera “io vi dico che prima che il gallo canti tre volte…” ma poi anche questo straordinario comico ha dovuto tirare i remi in barca sull’argomento: qualunque cosa avesse detto non avrebbe mai superato la qualità estetica del fatto in sé.

L’artista Renzi! Questa non l’avevamo mai messa in conto. A sentire le lamentele della CEI, neppure i vescovi italiani, e men che meno il parroco di Paestum, avevano tenuto in conto la possibilità che l’ex Premier, impossibilitato dalle proteste a fare conferenza in altri luoghi che non siano la redazione de IL FOGLIO, si rifugiasse in Chiesa per le sue prediche. Al tempo della mia infanzia, quando giocoforza frequentavamo la parrocchia che era pure l’unico luogo di aggregazione in quei paesini della Sardegna interna, il nostro parroco sarebbe andato su tutte le furie se qualcuno avesse osato tanto. Per dirne una, l’unica occasione in cui era consentito portare la bandiera italiana in Chiesa era il giorno della festa dei morti in guerra, che mi pare cadesse il 4 di novembre a quei tempi… Era un segno di rispetto, naturalmente, per quei tanti che  avevano dato la vita in prima linea per il loro paese e la nostra libertà, ma la politica si fermava lì: la Chiesa non era terreno di battaglia politica per don Vinante e non lo sarebbe diventata mai! Altri tempi, appunto, altri leader e pure altri parroci…

“Siamo l’unico paese al mondo che sta facendo tre tunnel” aveva dichiarato il 16 aprile 2016 il nostro scaltro Premier Matteo Renzi, dimenticando purtroppo che uno di quelli, il San Gottardo, è in Svizzera… da quel tempo in poi la megalomania sembrerebbe essere peggiorata e il duce di Rignano deve avere pensato che era meglio conferire direttamente dal pulpito che di norma spetta a Dio Padre Onnipotente! Sic! Fortuna che ora come allora l’epocale gaffe è andata per lo più censurata dalla Stampa di regime. Di fatto siamo pure l’unico paese industrializzato al mondo ad essere inserito tra gli Stati mediatici canaglia dalla Freedomhouse.org… questo Renzi non lo fece notare… ma di tanto in tanto vale la pena ricordarlo. Così come vale la pena ricordare la profonda emergenza democratica che finanche il caso PAESTUM sputtana urbi et orbi. Insomma, si ride per non piangere e questa volta non è una frase fatta. Ri-Sic!

Rina Brundu

comizioinchiesa

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