Advertisements
Rosebud, Dublin, Ireland – Year 7º. Breaking News

Cinema – Il Caimano di Nanni Moretti, dalla sindrome del KMN all’apologia del didascalismo e del provincialismo mediatico

AFORISMI MEMORABILI – QUOTES TO REMEMBER


Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti.
(Jacques Séguéla)

—————————-

No, niente appello! Qui non si tratta di riformare una sentenza, ma un costume. (…) Accetto la condanna come accetterei un pugno in faccia: non mi interessa dimostrare che mi è stata data ingiustamente.

Giovannino Guareschi (lo disse dopo la sentenza di condanna ricevuta per l’accusa di diffamazione mossagli da Alcide De Gasperi)

—————————-

Diario dai giorni del golpe bianco (paperback) di Rina Brundu .

Per l’E-Book clicca qui.

PERLE DI ROSEBUD – IL TEOREMA RENZI-TAVECCHIO-VENTURA

Resistere, resistere, amico mio, con un popolo di pecore la vittoria del lupo non potrà che essere questione di tempo.

(Clicca qui per leggere tutto l’articolo)

Rina Brundu

MV5BMjgyODIxMTMxMV5BMl5BanBnXkFtZTcwMzM3MzYwNA@@._V1_Una-tantum oggi ho deciso di fare qualcosa di sinistra, soprattutto perché sono tempi in cui la parola sembra diventata una bestemmia. Ho letto che La7 avrebbe trasmesso il film IL CAIMANO, un film del 2006 diretto da Nanni Moretti, interpretato da Silvio Orlando, e ho deciso di forzarmi a vederlo. Scrivo “forzarmi” perché non amo il cinema italiano e fosse per me potrebbe essere pure tutto affogato nel fiume Lete, con esclusione naturalmente dei capolavori di Sergio Leone, di alcuni momenti ispirati dell’immenso Totò e ben poco altro dalla Magnani in giù.

Ho deciso però di forzarmi a guardarlo e di forzarmi a una critica costruttiva… ma come si fa, dico io, come si fa a mantenere l’intendimento di una critica costruttiva quando il film in questione è preceduto da una sorta di stacchetto metaforicamente didascalico, con tematica fitness, in cui si vide il regista stesso (manco fosse Hitchcock!), intento a masturbarsi intellettualmente con una sorta di sparring partner ad hoc? Dopo solo un minuto di quella brodaglia ridicola la sindrome del KMN (ie Kill Me Now), si è impossessata di me con la forza dell’argento vivo che ti cola direttamente dentro le vene… e non lo so che cos’è che m’abbia impedito di cambiare canale immediatamente. Di fatto in questi tempi in cui di norma una qualsiasi produzione ha tre minuti max per raccontarsi e dirsi credibile, dunque di impedire il cambio di canale, considero la mia avventura di oggi una delle più coraggiose nel campo del cinema “posticcio”, artefatto, e post-sessanttottino italico.

Questo è tanto più vero quando si va a guardare dentro la “qualità” del tessuto sceneggiaturale che è mediocre in maniera imbarazzante. Soprattutto manca completamente una vena geniale e una vena estetica apprezzabile. Ci sono momenti poi, che paradossalmente sono proprio quelli in cui appare il personaggio Berlusconi, in cui il discorso potrebbe pure reggere senza diventare una diretta istigazione al suicidio, ma quei momenti sono rari, subito soffocati dentro una sovrastruttura didascalica, invadente, da scambi ovvi, prolissi, logorroici, mancanti di strategie retoriche vincenti, connotati da un tratto provincialistico importante che ti fa davvero interrogare: ma chi cazzo finanzia questa sorta di produzioni? A che scopo? L’unica possibilità – non è una affermazione ma una mia speculazione – è che siano finanziate con denaro pubblico e se questo fosse il caso non ci sarebbe da andarne fieri.

Inoltre, dove sarebbe la critica decisa al berlusconismo? Col berlusconismo e con i suoi peccati veri e presunti si potrebbero fare intere serie, ma per farle servono gli scriptwriters alla Sorkin, serve il coraggio per l’investigazione, in questo caso per esempio anche dentro i tanti processi subiti da Berlusconi e nel merito della sua carriera politica. Se vuoi dire davvero qualcosa di nuovo e incriminante su di lui quel qualcosa deve essere “nuovo” e “incriminante”: a che prò costruire un filmetto senza arte ne parte che si risolve in un boomerang e in una sorta di video promozionale per il personaggio che vorrebbero mettere alla berlina?

So much per la mia critica costruttiva…. ma francamente mi sto trattenendo perché il film è troppo scadente per i nostri tempi digitali… l’unica luce, con tutta la buona volontà, è la recitazione di Silvio Orlando. Questo attore con un copione decente potrebbe avere ancora tanto da raccontare sulla nostra italianità, fermo restando che è ormai troppo tardi… questa sorta di tempi cinematografici diluviani annoiano il neurone e sono facile vittima della già citata Sindrome del KMN. Purtroppo l’Italia del berlusconismo prima, dell’anti-berlusconismo poi e del renzismo (ovvero del caimanetto) dopo, hanno ucciso l’arte e la capacità di denuncia nel nostro Paese. Fortuna che i vari Leone, Comencini, Rossellini sono passati a miglior vita… prima di vedere i film di Moretti, s’intende! Sic!

Rina Brundu

il-caimanetto

Advertisements

info@ipaziabooks.com

%d bloggers like this: