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Rosebud, Dublin, Ireland – Year 7º. Breaking News

Dio c’é ed è antirenzista (3) – Il caso Piero Grasso. Sull’isolamento di un leader e sul delirio mistico.

AFORISMI MEMORABILI – QUOTES TO REMEMBER


Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti.
(Jacques Séguéla)

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No, niente appello! Qui non si tratta di riformare una sentenza, ma un costume. (…) Accetto la condanna come accetterei un pugno in faccia: non mi interessa dimostrare che mi è stata data ingiustamente.

Giovannino Guareschi (lo disse dopo la sentenza di condanna ricevuta per l’accusa di diffamazione mossagli da Alcide De Gasperi)

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Diario dai giorni del golpe bianco (paperback) di Rina Brundu .

Per l’E-Book clicca qui.

PERLE DI ROSEBUD – LISTA AGGIORNATA DEI DERETANI INAMOVIBILI

Resistere, resistere, amico mio, con un popolo di pecore la vittoria del lupo non potrà che essere questione di tempo.

(Clicca qui per conoscere tutti i deretani di cui sopra)

PERLE POLITICHE – SENILITÀ, OKAY, MA SE DOVESSI DIVENTARE RENZISTA…

…portarmi dal veterinario e sopprimermi subito, please!

(Clicca qui per leggere tutto)

Rina Brundu

man-2850159_960_720L’unico problema (per lui) è che Piero Grasso ha sbagliato i tempi: dal PD si sarebbe dovuto dimettere molto prima e non a fine legislatura, non dopo l’approvazione di una legge elettorale ingiuriosa di ogni sano principio democratico. L’impressione che consegnano queste dimissioni dell’ultim’ora del Presidente del Senato è che egli si stia allenando nel classico salto dal carro che affonda. Da questo punto di vista non si capiscono neppure le chiacchiere che vorrebbero Grasso quale candidato Premier di Articolo1-MDP: davvero non ne hanno uno più giovane e magari contestatore della prima ora?

Vero è però che l’abbandono della zattera piddina da parte di una figura così prominente come quella di Grasso, racconta più di ogni altra dichiarazione formale il clima che si deve respirare attualmente tra le fila del nipote dell’ex glorioso partito che fu di Gramsci: so much per i sondaggi taroccati rifilati alla Stampa e dalla Stampa nell’usata convinzione di riuscire a fare il popolino fesso e contento! E chissà quanti strattonamenti da parte delle usate Serracchiani, Orfini, Franceschini e compagnia: troppo tardi ormai, fermo restando che riesce davvero difficile capire l’ingenuità che, in questi tre anni terribili per il PD e per il Paese, ha caratterizzato la loro azione politica, nonché quella che è sempre apparsa una loro ferma determinazione ad andare a fondo e a mandare in malora la carriera.

A dispetto delle dichiarazioni di facciata, che Renzi sia isolato e in balìa di se stesso lo dimostrano soprattutto le sue azioni scriteriate che nelle ultime ora hanno raggiunto vette ridicole mai raggiunte prima (e non era facile): il discorso dal pulpito della basilica di Paestum che avrebbe fatto ieri, con in prima fila il governatore campano De Luca, insieme a quello che sembrerebbe un membro dell’Arma dei Carabinieri (come se l’Arma non sia stata offesa abbastanza dal renzismo!), è un momento politico, ma anche umano, così imbarazzante che non si sa come commentarlo. Cioè non si sa cosa aggiungere senza sentirci un po’ vigliacchi alla maniera del tiratore scelto che spara contro la Croce Rossa.

Dal luglio 2014 batto e ribatto su quanto questo signorotto toscano, arrivista come nessuno prima di lui, fosse inadatto ad occupare il ruolo governativo che si era scaltramente ricavato con la connivenza di chi avrebbe dovuto meglio vigilare sia politicamente, che istituzionalmente e da un punto di vista mediatico, ma francamente neppure io avevo mai pensato che Matteo Renzi e la sua corte di nani e ballerine potessero arrivare a questo punto, potessero veleggiare così in basso. Sull’importanza delle prossime elezioni siciliane, e successivamente delle prossime Elezioni Politiche, per mettere fine a questa pagliacciata politica, a questa avventura scalcinata e immonda a spese del contribuente tartassato ed esasperato, non si potrà mai dire e scrivere abbastanza.

Dopo… dopo meglio sarebbe che cadesse il silenzio e magari si facesse qualcosa per curare l’evidente delirio mistico: quando si arriva in quelle zone di frontiera lì, si sa, si potrebbe già essere sul punto del non ritorno e meglio sarebbe muovere dalla politica alla medicina che, volendolo, potrebbe dare una mano d’aiuto importante.

Rina Brundu

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