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Rosebud, Dublin, Ireland – Year 7º. Breaking News

Mali di stagione e mali cronici di un paese troppo “paziente”

AFORISMI MEMORABILI – QUOTES TO REMEMBER


Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti.
(Jacques Séguéla)

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No, niente appello! Qui non si tratta di riformare una sentenza, ma un costume. (…) Accetto la condanna come accetterei un pugno in faccia: non mi interessa dimostrare che mi è stata data ingiustamente.

Giovannino Guareschi (lo disse dopo la sentenza di condanna ricevuta per l’accusa di diffamazione mossagli da Alcide De Gasperi)

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Diario dai giorni del golpe bianco (paperback) di Rina Brundu .

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PERLE DI ROSEBUD – IL TEOREMA RENZI-TAVECCHIO-VENTURA

Resistere, resistere, amico mio, con un popolo di pecore la vittoria del lupo non potrà che essere questione di tempo.

(Clicca qui per leggere tutto l’articolo)

Umberto Scopa

rupit-2693759_960_720L’Italia è il paese europeo dove si vive più a lungo. Ad alzare le statistiche della longevità media pesa molto la veneranda età, soprattutto mentale, dei nostri parlamentari. 
Eterni come un Higlander, meno in forma però di un Higlander, i nostri versano in uno stato comatoso vegetativo irreversibile. Peraltro sono destinati a rimanervi finchè gli italiani non gli vorranno staccare dal sedere la pietosa e onerosa poltrona che li alimenta.
Ma non succederà, non ancora, anche perché l’attaccamento alla vita dei nostri onorevoli pazienti è commovente. Basti dire che in un raro inopinato moto di lucidità intellettuale hanno prodotto una nuova stupefacente pillola, detta Rosatellum, che avrà l’effetto di prorogare l’accanimento terapeutico, auto assegnandosi le poltrone anche per la prossima legislatura.
A parte questo slancio illusorio la nostra classe politica vive congelata in una perdurante serena rincoglionita senilità. E dire che è convinta di essere in piena salute mentale, anche perché nessuno osa smentire questa pietosa bugia. Così si approssima già ai venturi pulpiti elettorali. I nostri condottieri, esperti come sono dei fastidiosi disturbi della vecchiaia, si presentano fin d’ora con la promessa di dispensare ai loro giovani elettori proprio i migliori rimedi contro la vecchiaia. Rimedi farmacologici miracolosi che i nostri generosi legiferanti mai hanno goduto sulla loro pelle e ora per connaturata generosità elargiscono al popolo meno fortunato. Il primo rimedio contro la vecchiaia è appunto quello di continuare a lavorare fino allo sfinimento senza mai intravedere l’agognata pensione, che la pensione si sa, nuoce alla salute; del resto lo dicono sempre le statistiche che ogni anno tra i decessi il numero di pensionati è altissimo (ma per fortuna destinato a calare).
Un altro rimedio miracoloso consiste nell’allungare indefinitamente i tempi di attesa per le ecografie, radiografie, ed altri accertamenti medici della sanità pubblica, oltre i dieci anni. Come è noto le “pene” dei pazienti dopo dieci anni cadono in prescrizione e i mali sono sanati.
Senza dire poi che la sanità pubblica dispensasse un’ecografia “pronta consegna” può finire che per l’emozione le coronarie del fortunato non reggano. In una puntata del noto programma tv “L’eredità”, a corto di gettoni d’oro, un paziente ha vinto una colonscopia immediata e per l’emozione non ha retto, sicchè dovendone beneficiare in vita, saranno gli eredi in sede di successione ereditaria a subentrare nella fortunata eredità.
Per i nostri onorevoli invece la salute non conosce attese, ma non è un privilegio, tutt’altro. Le attenzioni mediche cui sono soggetti senza tregua assomigliano molto alla persecuzione. Basta un colpo di tosse che uno staff di medici interviene con la prontezza del team Ferrari quando cambia una gomma ..ok non esageriamo, facciamo Mercedes. Insomma un vero incubo. Renzi ha dovuto piegarsi malvolentieri alle pressioni dei medici che volevano fargli prendere almeno cinque chili in più e solo perché il suo corpo potesse meglio contenere il suo ego XL.
Berlusconi, invece, non si rassegna; pensare che per sfuggire all’attenzione dei medici, fra i quali si è infiltrato un team di psichiatri, manda in giro al suo posto una riproduzione plastificata del Joker, con un nastro preregistrato di barzellette che impedisce a chiunque di svelare che non si tratta di lui. Intanto lui fa palestra e trascorre la vecchiaia a contare le ville che possiede, i dipendenti che non ha licenziato, i ponti sullo stretto che non ha costruito, i reati che si sono prescritti, i capelli che ha pagato meno di un parlamentare jolly che comprò in tempi per lui più felici, e infine i suoi anni, da dividere in colonna per l’età che aveva Ruby quando lui l’ha salvata dalle avide mani di questo mondo infame. Tra questi ameni passatempi attende il decorso della tornata elettorale che ci fornirà il nome dell’ennesimo fortunato premier che avrà il privilegio di non governare per un’altra legislatura questo paese malato.

Umberto Scopa

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