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Un grande Bersani, indiano Navajo, bastona l’asse Renzi-Boschi-Verdini… anche sulle elezioni in Sicilia.

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

axe-160092_960_720Io vedo vicende personali intrecciate con le dinamiche di una nomina di rilievo. Lo capisce anche un bambino che in questo momento non è il caso che la Boschi partecipi alla proposta di elezione del governatore della Banca Italia. Qui si fa finta di non stare con le banche e si rischia di stare con le banche peggiori. L’ho sempre detto: troppe cose in troppi chilometri prese e portate a Roma… tutto qua… per il resto c’è la magistratura e i controllori.

Non va bene, lo hanno anche detto due terzi dei lettori PD, ma la gente che ci molla è la migliore. Senza quella gente perdiamo noi, ci vuole più umiltà. Io penso che il PD a guida renziana abbia pensato che un populismo a bassa intensità poteva assorbire un po’ di destra, no, la destra è bene in piedi.  Non bisogna essere un indiano Navaho per capire che Renzi è entrato al governo con Bersani e ne vuole uscire con Verdini… Ma se noi, anche in Sicilia, ci ammucchiassimo con Alfano, la gente ci voterebbe? Ammucchiarsi non porta a nulla.

DiMartedì, Pier Luigi Bersani, 24 ottobre 2017

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