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Rosebud, Dublin, Ireland – Year 7º. Breaking News

Media e regime (29) – Il Caso Weinstein. Asia Argento, who? E dal “tenero” incontro Marina Ripa di Meana – Scalfari timorato di Dio alla sputtanata di “Variety”.

AFORISMI MEMORABILI – QUOTES TO REMEMBER


Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti.
(Jacques Séguéla)

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No, niente appello! Qui non si tratta di riformare una sentenza, ma un costume. (…) Accetto la condanna come accetterei un pugno in faccia: non mi interessa dimostrare che mi è stata data ingiustamente.

Giovannino Guareschi (lo disse dopo la sentenza di condanna ricevuta per l’accusa di diffamazione mossagli da Alcide De Gasperi)

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Diario dai giorni del golpe bianco (paperback) di Rina Brundu .

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PERLE DI ROSEBUD – LISTA AGGIORNATA DEI DERETANI INAMOVIBILI

Resistere, resistere, amico mio, con un popolo di pecore la vittoria del lupo non potrà che essere questione di tempo.

(Clicca qui per conoscere tutti i deretani di cui sopra)

PERLE POLITICHE – SENILITÀ, OKAY, MA SE DOVESSI DIVENTARE RENZISTA…

…portarmi dal veterinario e sopprimermi subito, please!

(Clicca qui per leggere tutto)

Rina Brundu

media e regime (26)Conosci Asia Argento? Who?! Chi?! La persona a cui ho chiesto qui a Dublino è un esperto di cinema e ci sono più dvd nella sua casa che nella maggior parte dei negozi che li vendono. La risposta naturalmente non mi ha sorpreso. Neppure io, che sento sempre parlare di questa ragazza sui giornali italiani, e che se non mi sbaglio è figlia di un regista italiano che si occupava di horror, o simil tale, saprei nominare uno solo dei film a cui avrebbe partecipato: mea culpa, naturalmente, fermo restando che a queste latitudini Asia Argento è più sconosciuta dei pianeti del sistema Trappist che invece catturano molto l’attenzione.

Leggo però che codesta attrice italiana – che dopo l’esplosione del Caso Weinstein avrebbe pure denunciato le “avances” di questo deus ex-machina hollywoodiano – dopo avere realizzato che l’Italia sarebbe invivibile a causa del berlusconismo (dove è stata negli ultimi tre anni?), vorrebbe lasciare il nostro Paese per mete estere altrimenti non identificate. Di contro, la rivista “Dagospia” mi informa pure di come il regista Michael Caton-Jones “ha raccontato che il motivo per cui fu licenziato dal film ‘B.Monkey’ del 1998 non erano le divergenze creative, come fu detto all’epoca, ma il fatto che Harvey Weinstein non ritenesse l’attrice protagonista “scopabile”. Il ruolo così passò da Sophie Okonedo ad Asia Argento”. Dobbiamo dedurne che l’Argento sia stata scopata? Nel qual caso perché non ha denunciato subito? Io odio gli eroi o le eroine a posteriori, ma non appena potrò acquisterò un qualche DVD con i film di Sophie Okonedo… perché la sua “inscopabilità” da parte di Weinstein è sicuramente medaglia al merito che dovrebbe portare con orgoglio sul petto.

Che a ben guardare ciò che mi ha colpito di più nel pezzo che relazionava su queste varie e avariate manifestazioni delle peggiori arti dello spirito umano, è stato questo passo: “Il regista (nda Caton-Jones che perse il lavoro causa la sua idea di voler assumere l’inscopabile Sophie Okonedo) andò a calmarsi in stanza, al ritorno nella camera di Weinstein, ‘Variety’ già telefonava per sapere perché non si sarebbe più occupato lui del film: «Ero furioso…dissi alla rivista che non sceglievo il cast a seconda dell’erezione di Weinstein. Risposero con una risata». Qui, bisogna dirlo, il giornalismo italiano tutto dovrebbe celebrare con lo champagne all’insegna del celeberrimo motto “mal comune mezzo gaudio”. Una sputtanata tremenda per le riviste patinate d’oltreoceano, fermo restando che chi crede ancora alla loro supposta superiorità etica dovrebbe essere ricoverato d’urgenza.

E così, mentre tutto il mondo politico-mediatico viene pubblicamente umiliato e svergognato dal Caso Weinstein – dalla Hillary Clinton sovvenzionata dall’ex produttore ma decisa a portare a galla gli scandali sessuali che riguarderebbero Trump (che coraggio!), fino alle nostre stellette di seconda categoria -, ecco che avviene pure l’impensabile: un secondo colpo-di-culo per il giornalismo italiano! Chi l’avrebbe mai detto?! Si apprende infatti dalla sempre loquace (ma almeno onesta) Marina Ripa Di Meana che “in realtà eravamo quasi tutte pronte a darla anche al gatto, come si dice a Roma, pur di raggiungere lo scopo”; e dunque, in una serata da salotto letterario “elegante” e to-remember “mi ricordai che spesso Scalfari aveva detto che «ero la donna più bella del mondo, che era folgorato dalla mia simpatia». Allora mi accostai vicina vicina a lui sul divano della mia casa di via Borgognona e con un bel po’ di presunzione tentai di sedurlo seduta stante. Dopo qualche «ammoina», gli dissi: «Perché invece di mettere di mezzo avvocati e querele, non mi dedichi la copertina del Venerdì ?». Lui però rimase imperturbabile, si ritrasse garbatamente con il suo famoso aplomb, non si lasciò sedurre e non mi fece nessuna copertina del Venerdì . Poi la faccenda passò nelle mani degli avvocati”.

Avvocati? A che servono? Io credo alla versione scalfariana sulla parola: da che mondo è mondo non riesco a ricordare un altro “giornalista” italico più timorato di Dio e della religione di Eugenio Scalfari che si racconta laico se non mi sbaglio. Purtroppo questo è pure un altro dei problemi che hanno contribuito a fare di costui il padre di tutto il giornalismo politicamente e religiosamente schierato del globo terracqueo, ma quella è un’altra storia, più seria, e in questo contesto sbarazzino annoierebbe. Sic!

Rina Brundu

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