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Rosebud, Dublin, Ireland – Year 7º. Breaking News

Filosofia dell’anima – Daphne Caruana Galizia eroina dell’informazione 2.0. Ancora sulla censura e sulla differenza tra giornalismo e blogging di denuncia.

AFORISMI MEMORABILI – QUOTES TO REMEMBER


Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti.
(Jacques Séguéla)

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No, niente appello! Qui non si tratta di riformare una sentenza, ma un costume. (…) Accetto la condanna come accetterei un pugno in faccia: non mi interessa dimostrare che mi è stata data ingiustamente.

Giovannino Guareschi (lo disse dopo la sentenza di condanna ricevuta per l’accusa di diffamazione mossagli da Alcide De Gasperi)

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Diario dai giorni del golpe bianco (paperback) di Rina Brundu .

Per l’E-Book clicca qui.

PERLE DI ROSEBUD – LISTA AGGIORNATA DEI DERETANI INAMOVIBILI

Resistere, resistere, amico mio, con un popolo di pecore la vittoria del lupo non potrà che essere questione di tempo.

(Clicca qui per conoscere tutti i deretani di cui sopra)

PERLE POLITICHE – SENILITÀ, OKAY, MA SE DOVESSI DIVENTARE RENZISTA…

…portarmi dal veterinario e sopprimermi subito, please!

(Clicca qui per leggere tutto)

Rina Brundu

daphneCi sono malfattori dovunque.

La situazione è disperata.

Daphne Caruana Galizia, l’ultima frase sull’ultimo suo post.

Oggi il premier maltese – quello stesso che era stato fatto oggetto dalle inchieste di Daphne Caruana Galizia, la giornalista e blogger assassinata pochi giorni fa – avrebbe fatto un appello, offrendo anche una ricompensa – a chiunque abbia informazioni sulla morte della donna. Il premier avrebbe chiesto a codesti improbabili detrattori delle male pratiche amministrative che si facciano avanti: belle parole. In dato modo anche insultanti perché – vista la sua posizione – forse avrebbe fatto meglio a farsi da parte e a lasciare che altri nel governo e nelle forze di polizia si occupassero dell’inchiesta. Così facendo trasmette solo l’impressione che stia cercando di ripulirsi la coscienza.

Scrivo queste poche righe perché linkerò questo post e l’immagine di Daphne a tutte le pagine del sito: voglio dare il mio piccolo contributo affinché questa coraggiosissima e ammirabile blogger non venga dimenticata. Galizia, lo temo, sarà infatti un’altra di quelle tante eroine della libera informazione 2.0., che moriranno di nuovo nella memoria dei più, presto, molto presto. Verranno uccise mediaticamente perché scomode, perché senza padrini importanti, perché davvero capaci di fare giornalismo e blogging di denuncia. Quest’ultimo per tanti versi è molto più difficile del fare giornalismo. Di fatto il giornalista appartiene a una casta e dunque, prima o poi, ci sarà sempre qualcuno che spenderà una buona parola per lui o per lei… Simili comportamenti li vediamo spessissimo in Italia, dove si tende a creare miti che poi raramente riescono a sopravvivere alle responsabilità civili e politiche di cui vengono caricati.

Il blogger di denuncia è invece un mastino solitario, uno che non si occupa di salotti trendy ma l’impegno d’intelletto lo vive e lo paga sulla pelle. È uno che non avrà mai nessuno a difenderlo, soggetto agli attacchi più infami, sovente perpetrati nell’impunità da malfattori nascosti dietro un nick, dalla feccia dell’umanità… Eppure, proprio per questo il blogger di denuncia sarà la vera figura che già ora, ma soprattutto fra venti o trenta anni, bisognerà seguire se si vorrà almeno leggere una virgola di verità non piegata all’interesse di bottega.

Nel mio piccolo credo di avere già sperimentato in pieno molte delle nefandezze di cui si può essere vittima, ma garantisco che nessuna di queste mi ha mai indotto a fare un passo indietro, anzi! Neppure il perdere la nostra vita può essere una minaccia valida, o una questione che ci deve indurre a discostarci dal percorrere un cammino di profonda onestà intellettuale: noi infatti possiamo tirare le cuoia, ma ci sarà sempre un altro che continuerà il nostro lavoro. Questo è vero in ogni campo ed è in fondo la ragione ultima che ci spinge a coltivare speranza. Non ne esistono altre.

Rina Brundu

PS – Profitto per segnalare che lentamente stiamo facendo diversi cambiamenti a Rosebud. Oggi abbiamo inserito uno “warning” su chi sarebbe opportuno non lo frequentasse. Questo non è un modo per tenere lontane delle persone ma per assicurarci che, almeno tra queste pagine, noi si possa essere noi stessi. E mi sto adoperando per minimizzare le possibilità di censura italica, in ogni modo, dopo l’orripilante caso Wikipedia Italia (su cui darò un aggiornamento nel giusto tempo), ma non solo. Il nostro Paese di oggi è poco diverso dalla Malta che descrive la Galizia, se non peggiore… ma io continuo a coltivare speranza e resto convinta che le nuove generazioni reclamino un’altra Italia. Ed è in fondo per quest’altra Italia che Rosebud continuerà ad esistere come voce diversa… Ed è per quest’altra Italia che cercherò di conservare dove sarà necessario, irraggiungibile alle grinfie dei giannizzeri e boiardi di Sistema, tutto il meglio che abbiamo prodotto, e lo farò sempre senza ricorrere né a padrini né a padroni editoriali, né al denaro pubblico…  È importante farlo perché, proprio come dimostra la Galizia, oggi ci siamo domani no, ma è pure importante perché di noi resti un’idea di cosa siamo stati e delle campagne che non abbiamo sposato: NOT IN MY NAME!

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info@ipaziabooks.com

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