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Travaglio e l’articolo “Lei non sa chi ero io”. E su uno straordinario Crozza antirenzista

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Il giornalista è stimolato dalla scadenza. Scrive peggio se ha tempo. (Karl Kraus)

toto-lei-non-sa-chi-sono-io_tOttimo come al solito l’articolo di Marco Travaglio titolato “Lei non sa chi ero io”, e dedicato a smontare parola per parola l’ennesima intervista concordata rilasciata da Matteo Renzi a uno dei suoi giornali di riferimento: “Repubblica” di Carlo De Benedetti. In realtà in questa occasione il direttore de Il Fatto Quotidiano è andato persino oltre, portando avanti un’analisi di tipo matematico sulla solita sequela di bugie che sgorgano come zampilli multicolori e cangianti dalla bocca grande dell’ex Premier.

Fin qui nulla di nuovo, ma la domanda s’impone: perché? Cioè perché continuare a dargli tutta questa visibilità? Perché riportare le percentuali farlocche che avrebbe il PD nel gradimento dei lettori (il 25%? Ma quando mai?!), e che in realtà esistono solo nello wishiful thinking dei boiardi di quell’ex grande partito che si sono tarpati la carriera negli ultimi tre anni di funesta attività politica, e nelle menti interessate dei “professionisti” di settore che si prestano ad assecondarli codesti desideri? Perché riportare nero su bianco esternazioni che, se vere, rientrerebbero nella categoria dei veri e propri deliri come è il caso dell’espressione “Il candidato Premier sono io”?. Come fa, un signore che è stato mandato a casa solo mercé la sollevazione di una intera nazione (peraltro di una nazione poco abituata a simili iniziative civili e politiche), che è stato messo sul suo scranno solo dalla sua furbizia e sostenuto solo dai suoi compagnucci di merende, a pensare di poter ritornare alla guida di quello stesso Paese? Deliri, appunto!

Ne deriva che nonostante il taglio pregevole degli interventi del direttore de Il Fatto Quotidiano, in un contesto comunque ancora malato rispetto all’emergenza informazionale epocale creata dal renzismo in Italia, meglio sarebbe non avere più notizia delle brame politiche anelanti di questo signore. Meglio sarebbe concentrarsi su ciò che resta del Caso Consip, almeno per documentare come riusciranno a nasconderlo sotto il tappeto completamente, e soprattutto concentrarsi sul futuro… magari dando una mano ai ragazzi del M5S specie giù in Sicilia tra venti giorni: di fatto solo unendo di nuovo la nazione come si è riusciti a fare meno di un anno fa si riuscirà a cambiarla, per sempre. Tutti noi in questo senso abbiamo responsabilità sostanziali… e sarebbe opportuno che Travaglio si spendesse per un appello ai blogger d’Italia, perché tutti insieme siamo una forza unica, per certi versi imbattibile dai giornaletti di partito come racconta, per esempio, il drastico calo nelle loro vendite.

In ultimo non si può che rivolgere un pensiero allo straordinario Maurizio Crozza che pochi giorni fa ha ripresentato in tv il suo “ducetto” in tutto il suo splendore e lo ha usato da punch-ball come sa fare solo lui: finché in Italia avremmo artisti del calibro di Maurizio Crozza si potrà coltivare speranza. Finanche nel panorama giornalistico-politico tristo e desolante come mai avremmo pensato di testimoniare durante la nostra vita di figli fortunati di generazioni moderne più fortunate.

Rina Brundu

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2 Comments on Travaglio e l’articolo “Lei non sa chi ero io”. E su uno straordinario Crozza antirenzista

  1. Gentilmente e’possibile pubblicare questo articolo su Onda Lucana come RSS?

  2. Certo, nessun problema, anche per i futuri….
    La comunicazione riguardava solo un post passato relativo a una situazione particolare….
    grazie

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