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Media e regime (28) – Il Caso del Flop di Fazio.

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Il giornalista è stimolato dalla scadenza. Scrive peggio se ha tempo. (Karl Kraus)

media e regime (25)Si legge che i programmi del multimilionario (con i nostri soldi) intrattenitore RAI Fabio Fazio non arrivino ai 4 milioni di telespettatori, neppure quando trasferiti su Rai1, e che vengano continuamente superati da trasmissioni canterine di varia e avariata natura. Non so se quanto si sente corrisponda al vero (anche se i dati auditel di ieri – in calce – sembrerebbero confermare questa ipotesi), certo è che almeno da un punto di vista educativo e formativo non si può che essere contenti della situazione. Il nuovo status quo non può che significare che anche il cittadino medio italiano cresce, comincia a guardarsi intorno, e magari sera dopo sera sta imparando a costruirsi il suo personale palinsesto, finanche a sostituire a questi orrendi programmi di un nostro passato televisivo da dimenticare, con documentari di approfondimento. Del resto su Youtube non c’è che da scegliere: dall’astronomia alle scienze naturali, dai filmati arguti a tantissimi film, anche rari, davvero validi.

Non ho mai nascosto il mio pensiero: ritengo che Fazio sia una brava persona ma assolutamente sopravvalutato rispetto all’in-più che sa portare nei suoi programmi (specie all’in-più che occorrerebbe portare in questi tempi digitali davvero demanding da un punto di vista intellettivo), e che sia attualmente in balia di una vena creativa che ora come ora fa equazione con il nulla cosmico. Dunque il dubbio, legittimo, resta: come ha potuto la RAI, e chi per lei, anche nel quartiere politico, permettere che si firmassero contratti francamente incomprensibili ed esagerati finanziariamente come quelli conclusi con questo intrattenitore nostrano? Purtroppo credo che la risposta a questa domanda non sia troppo complicata: il fazismo bollito é diretta conseguenza del renzismo bollito; ultima manifestazione insultante – per i nostri neuroni – della RAI peggiore di sempre. Una RAI così orrenda, così brutta, che quando (speriamo presto, magari già il prossimo marzo), si riuscirà a cambiarne la dirigenza, forse non ci sarà più azienda da salvare.

Di sicuro c’é solo il fatto che la RAI post-renzista ci consegnerà un mondo anche televisivo diverso. A ben guardare anche questo non è un male; ciò che è più discutibile è che tanta mala gestione, tanta incapacità creativa, tanta connivenza con la peggiore politica degli ultimi 70 anni, abbia gettato un’ombra avvilente anche sulle oneste attività intrattenitive dei tanti che hanno animato la RAI nelle decadi passate. Questo è in definitiva il peccato capitale per cui questi personaggi, codesti signori, non potranno essere perdonati mai. E il signor Renzi e il ministro Franceschini con loro.

Rina Brundu

PRIME TIME domenica 15 ottobre 2017

  • Che Tempo che Fa, quarta puntata (live), ha registrato 3.762.000 telespettatori, share 14.9%.
  • NCISha registrato 1.689.000 telespettatori, share 6.51%. Bull 1.438.000, 6.09%.
  • Il film Una promessa ha registrato un netto di 927.000 telespettatori, share 3.77%.
  • L’isola di Pietro, quarta puntata (live), ha registrato un netto di 3.973.000 telespettatori, share 16.6%.
  • Le Iene Show, terza puntata, ha registrato nella presentazione 1.788.000, share 6.88% e nel programma 1.972.000 telespettatori, share 10.64%.
  • Concerto per l’Europaha registrato un netto di 278.000 telespettatori, share 1.13%.
  • Il film Era mio padre ha registrato 372.000 telespettatori, share 1.63%.
  • MasterChef Italia 6, in replica, è stato visto da 936.000 telespettatori, share 4.2%.
  • Il filmLeggenda di un amore: Cinderella ha registrato 569.000 telespettatori, share 2.4%.

Dati tratti dal blog TV

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