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Giornalismo italiano e la corsa a salvare il salvabile – Bene il Giannini contra-Rambo-Renzi a “L’Espresso” e Cerno a “La Repubblica”, ma…

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

newspaper-412452_960_720Leggevo sul giornale di Travaglio che Massimo Giannini sostituirà Tommaso Cerno alla direzione de “L’Espresso”; Cerno, dal canto suo, dovrebbe dare una mano a Calabresi nella gestione di “Repubblica”. La prima notizia mi stupisce la seconda un po’ meno.

Mi stupisce infatti che il CDA del Gruppo di De Benedetti si sia deciso a un passo così importante: offrire la dirigenza a un giornalista capace come Giannini, il quale, durante il renzismo più svergognato, ha saputo tenere testa alla spavalderia del Duce di Rignano attirandosene gli strali (e perdendo la conduzione di “Ballarò” (Rai3) come logica conseguenza). Dell’epopea gianninica durante il governo più nefasto partorito dalla storia repubblicana, ricordiamo tutto, incluso il mitico “Io sono ancora qui, Rambo mi pare un po’ acciaccato” pronunciato a “L’aria che tira” (La7) il 14 dicembre 2016 nell’aftermath del disastroso – per il renzismo – Referendum costituzionale. Questa specifica decisione del CDA (e immagino del patron De Benedetti, dato che in molte occasioni mediatiche costui ha dato ad intendere di essere molto “vicino” alle sue Redazioni), potrebbe voler dire che è avvenuta una qualche conversione di tipo etico finanche in quel gruppo editoriale e finalmente si è optato per una decisione difficile ma storica: basta, premiamo il merito! Come dicevo… questa notizia mi stupisce.

commentoDi converso, la faccenda della condirezione Cerno-Calabresi, a mio modo di vedere vuole solo dire che il disastro economico è alle porte e dunque bisogna ricominciare a fare affari, magari proponendo una specie di giornalismo valido per i lettori più accorti di queste generazioni: addio insomma i tempi epici in cui anche i giornalisti di De Benedetti potevano scrivere tutto ciò che volevano. Non ho fatto in tempo a finire queste considerazioni che in calce all’articolo che raccontava questi “avvicendamenti” ho trovato il commento inserito qui sopra in questo post… Un monito ad andarci cauti? Molto probabile, fermo restando che… i tempi cambiati implicano che il cambio di rotta dovrà essere per forza vero, pena il fallimento editoriale… di fatto, neppure i lettori dell’attuale “Repubblica” sono (tutti) coglioni e qualche segno di stanchezza devono averlo mostrato…. condirettori avvisati….

L’unico dubbio editoriale rimasto (con esclusione delle oscenità in casa RAI) è dunque quello eterno, quello di sempre: ma quand’è che il CDA del “Corriere della Sera” prenderà gli stessi provvedimenti? A nessuna frega nulla del botto che farà quel quotidiano? Per quanto ne so Ferruccio De Bortoli non sta dirigendo alcun giornale e offrirgli di nuovo la direzione del Corsera sarebbe un onore per lui e un sospiro di sollievo per noi: non di solo pane vive l’uomo (e la donna), ma anche di una qualche scrittura che ogni due righe su quattro non sia una puttanata elogiativa del supposto carisma del capetto di turno!

Rina Brundu

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