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Ricordando il 4 dicembre 2016 – PATRIOTI ITALIANI (29) – Vincenzo Padula, presbitero, poeta e patriota italo-calabrese.

AFORISMI MEMORABILI – QUOTES TO REMEMBER


Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti.
(Jacques Séguéla)

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No, niente appello! Qui non si tratta di riformare una sentenza, ma un costume. (…) Accetto la condanna come accetterei un pugno in faccia: non mi interessa dimostrare che mi è stata data ingiustamente.

Giovannino Guareschi (lo disse dopo la sentenza di condanna ricevuta per l’accusa di diffamazione mossagli da Alcide De Gasperi)

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Diario dai giorni del golpe bianco (paperback) di Rina Brundu .

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V._PadulaIl primo anniversario del 4 dicembre 2016, ovvero della nostra moderna festa dell’indipendenza, si avvicina a grandi passi. Come celebrarlo al meglio se non continuando a ricordare, almeno fino a quel dì, i tanti patrioti italiani che non riuscimmo a menzionare l’anno scorso?

Certo, magari non riusciremo a celebrarne uno al giorno come si fece nel 2016, ma cercheremo di ricordarne quanti più possibile….

Il resto al 2018!

Enjoy!

Vincenzo Padula

Vincenzo Padula (1819 – 1893), presbitero, poeta e patriota italiano.

Incipit di alcune opere

Antonello capobrigante calabrese: dramma in cinque atti

CORINA, SBARRA CHE DORME, E POI DON PEPPE

Corina — (Parlando ai compagni, che rispondono da dietro la scena) Dunque a che ne siamo col castrato? Lo avete scojato?
Una voce — Sí.
Corina — Sventrato, e lavato bene?
Una voce — Sí.
Corina — Condito con sale, saime, aglio, pepe, lauro, e rimesso e cucito dentro la propria pelle?
Una voce — Sí.

Il Monastero di Sambucina: novella calabrese

O agresti solitudini, o pinete,
O monti della Sila cosentina,
Che l’estrema reliquia possedete
Del Monastero della Sambucina,
Col rumor della caccia altri le quete
Ombre vostre profani, e l’eco alpina;
Giovine io sono di piú mite ingegno,
Amo le Muse, e a meditar qui vegno.

L’orco

O fanciulle, o fanciulle, o stregherelle,
perché io son vecchio, e voi perché sì belle?
Quando ero giovinetto, e aveva i denti,
bizzarro l’occhio e cupo,
le belle ragazze — fuggìano quai pazze
e gridavan furenti:
«O mamma, o mamma, chè passa il lupo».

Persone in Calabria

Ero un garzone su’ tredici anni, col capo pieno zeppo di grammatica, tanto che la parea mi scoppiasse dagli occhi, e col vezzo di sollecitare ogni giorno con un rasoio intaccato i teneri bordoni delle gote, perché si cangiassero in una bella barba, sogno di tutte le mie notti, quando uscii dal seminario per passare in seno della famiglia i due mesi delle vacanze. E lí mentre vivevo festeggiato dai miei e gonfio di vento per sapere con chiara e sicura voce, tanto che sembravo un campanello, recitare d’un fiato tutte le regole del Portoreale, aspettavo un’occasione di far mostra del mio vasto sapere.

Tratto dalla pagina wikipedica italiana

PS E grazie a tutti coloro che frequentano Rosebud anche dai luoghi “alti” della politica: vuoi vedere che siamo diventati più credibili della redazione scalfariana e fontaniana?… Non che occorra sforzarsi troppo per ottenere il risultato, ma…

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Referendum per la Riforma Costituzionale: il 4 dicembre vota NO – Scarica il GIF di Rosebud e diffondilo…

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