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Rosebud, Dublin, Ireland – Year 7º. Breaking News

Diario dai giorni del golpe bianco – Giornalismo e credibilità (2). Viva “Il Fatto Quotidiano”! E qualche perla dalla stampa italiana ai tempi del renzismo…

AFORISMI MEMORABILI – QUOTES TO REMEMBER


Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti.
(Jacques Séguéla)

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No, niente appello! Qui non si tratta di riformare una sentenza, ma un costume. (…) Accetto la condanna come accetterei un pugno in faccia: non mi interessa dimostrare che mi è stata data ingiustamente.

Giovannino Guareschi (lo disse dopo la sentenza di condanna ricevuta per l’accusa di diffamazione mossagli da Alcide De Gasperi)

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Diario dai giorni del golpe bianco (paperback) di Rina Brundu .

Per l’E-Book clicca qui.

PERLE DI ROSEBUD – LISTA AGGIORNATA DEI DERETANI INAMOVIBILI

Resistere, resistere, amico mio, con un popolo di pecore la vittoria del lupo non potrà che essere questione di tempo.

(Clicca qui per conoscere tutti i deretani di cui sopra)

PERLE POLITICHE – SENILITÀ, OKAY, MA SE DOVESSI DIVENTARE RENZISTA…

…portarmi dal veterinario e sopprimermi subito, please!

(Clicca qui per leggere tutto)

Rina Brundu

ipazia diario (8)Il-fatto-quotidiano-facebookOnestamente non leggerei mai un quotidiano su Facebook, manco sotto tortura, ma la notizia che il giornale di Travaglio sarebbe diventato l’11simo giornale al mondo (il primo in italia) più letto su quel social network, non posso non celebrarla su questo sito. Ed è una notizia che non mi meraviglia… che mi aspettavo. Da persona che dai tempi peggiori del renzismo ha smesso definitivamente di leggere qualsiasi giornale, giornaletto o rivista italiana (con esclusione de “Il Fatto” e di “Dagospia”), e da mesi e mesi non guarda più la Rai (con esclusione di Rai4), non posso che provare soddisfazione nello scoprire che sempre più italiani ne hanno le balle piene delle fake news dei giornaloni e dei telegiornali Rai e preferiscono scegliere  a chi dare credibilità.

E, visto che ci siamo, come non ricordare qui – stralciandolo dalla “guida definitiva al renzismo” più cool di sempre (di cui presto uscirà la versione definitiva in italiano che verrà circolata in molti luoghi che contano), qualche perla dal peggior periodo in cui il peggior giornalismo che si sia mai visto sul globo terracqueo celebrava i fasti del duce di Rignano da par suo e da par loro?…

Come scritto qui di seguito: inchiavabili anche facendosi prestare i coglioni altrui! sic!

Enjoy!

Rina Brundu

 

30 Agosto 2016

Questa è la volta buona: ci fotteranno veramente!

Nonostante da tempo non legga più i giornali italiani, con la sola esclusione de Il Fatto Quotidiano, in questi giorni mi sono presa la briga di fare una analisi delle notizie riportate nelle loro prime pagine durante il periodo del terremoto, con particolare attenzione alle informazioni proposte dal Corriere della Sera. Dovendo raccontare il mio pensiero, la mia opinione, in perfetta tranquillità e onestà d’intelletto, non esisterei a dire che per la causa renzista un terremoto al giorno potrebbe togliere l’avversario politico di torno. Non a caso si è dovuto leggere tutto e il contrario di tutto, in un’escalation agiografica lenta ma inesorabile della figura di un leader politico che, a leggere giornali come quello diretto da Luciano Fontana, si sarebbe speso come nessuno per il bene ultimo della sua amatissima patria. Ecco dunque l’eroico Matteo Renzi nelle zone terremotate intento ad abbracciare un vigile del fuoco stanco (dopo due anni di completa assenza dai luoghi del dolore, gli spin doctors  gli hanno probabilmente fatto notare che era il momento giusto per una passerella più difficile delle altre, salvo dimenticare il consiglio di cambiarsi d’abito e mettersi una tuta), ed eccolo poi mentre afferma, in perfetto stile Wille-zur-macht riadattata ai tempi disastrosi: “L’emergenza terremoto è stata gestita al meglio”.

Sarà. Qui da noi per decidere ciò servirebbe una autorità indipendente che certifichi e che, per ovvie ragioni, non può essere il salotto vespiano serale da dove peraltro si è già levato un unico coro di sentito d’omaggio: “Questa è la volta buona”. E tanto hanno fatto e tanto hanno detto che quasi quasi hanno convinto pure me. Comincio a crederlo anche io: questa potrebbe essere la volta buona, ci fotteranno veramente!

Purtroppo, a dispetto del pur encomiabile impegno di questi sudditi mediatici adoranti, la mia lettura del disastro terremoto è stata molto diversa. A preoccuparmi sono state soprattutto le notizie che non ho potuto leggere… ma che sono a loro  modo  terribili. Per esempio, non ho potuto ascoltare la voce informata degli addetti ai lavori, non ho sentito la voce degli oppositori politici, non ho sentito informativa di un serio piano di ricostruzione, il suo dettaglio tecnico, non ho sentito alcuna ammissione di responsabilità politica e civile, non c’è stato nessun annuncio di una inchiesta interna, tesa a ricercare le responsabilità e i mandanti amministrativi di tale epocale fallimento (che, se pur venisse aperta, si concluderebbe probabilmente con l’invio di un avviso di garanzia alla crosta terrestre in concorso con la falda tettonica).

Io ho potuto testimoniare solo la consueta, usata, disdicevole politica renzista: l’attendismo, l’occasione mediatica da strumentalizzare per i propri fini fregandosene del dolore e della difficoltà altrui, la gestione dell’operatività emergenziale come fosse la programmazione dell’ennesimo viaggio cult a Machu Picchu, e in ultimo la ridicola speranza che tanto darsi-da-fare induca più di uno a elemosinargli il SI che gli salverebbe il sedere non-eletto sullo scranno.

C’era un tempo in cui Montanelli diceva che avrebbe sostenuto il meno-peggio-politico turandosi il naso, ma questi non sono quei tempi. Questi sono giorni in cui, parafrasando l’ineguagliabile e pragmatico Sheldon Cooper, il quale riferendosi a una ragazza che giudicava non adatta a lui, ebbe a dire “I wouldn’t coitus her with your genitals” (“Non la chiaverei neppure prestandomi i tuoi gioielli”), si potrebbe tranquillamente concludere che non si riuscirebbe a trovare il coraggio per sostenere il governo Renzini neppure facendosi imprestare i coglioni altrui: i cosiddetti li ha triturati tutti quanti!

Tratto da: Diario dai giorni del golpe bianco

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