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Rosebud, Dublin, Ireland – Year 7º. Breaking News

Quando il Nobel diventa un’opinione, ma 350 milioni di lettori non sono tutti coglioni…. Sul perché sarebbe stato più onesto premiare King.

AFORISMI MEMORABILI – QUOTES TO REMEMBER


Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti.
(Jacques Séguéla)

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No, niente appello! Qui non si tratta di riformare una sentenza, ma un costume. (…) Accetto la condanna come accetterei un pugno in faccia: non mi interessa dimostrare che mi è stata data ingiustamente.

Giovannino Guareschi (lo disse dopo la sentenza di condanna ricevuta per l’accusa di diffamazione mossagli da Alcide De Gasperi)

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Diario dai giorni del golpe bianco (paperback) di Rina Brundu .

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Rina Brundu

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Source: Nobelprize.org

Si sa, il Nobel per la Letteratura, la Letteratura in sé, è una mera opinione e lo diventerà ancora di più in futuro. La Letteratura non è una scienza come la Fisica, non ha nulla di esatto o di perfetto, né a livello contenutistico né a livello estetico: c’è sempre un’altra possibilità e nulla ci dice che in un momento più ispirato un dato autore non avrebbe potuto fare di meglio (o qualcun altro al suo posto). Quest’anno, dopo i casini dell’anno scorso (anche se io concordo con la celebrazione di un artista irriverente come Dylan), il premio è stato assegnato al nippo-britannico Kazuo Ishiguro, con la seguente motivazione: “perché, in romanzi fortemente emotivi, ha scoperto l’abisso sotto un illusorio senso  di connessione con il mondo”.

Sarà! Ma siamo davvero sicuri che servisse Ishiguro per farci comprendere questo status quo dei tempi digitali, o che lo stesso lo abbiamo compreso grazie a questo autore? Io ho i miei dubbi, ma vero è che ho sentito poche critiche a questa decisione. Perché? Perché secondo me sono ben pochi coloro che, con esclusione del suo primo romanzo, hanno letto Ishiguro. Mi sbaglio? Penso proprio di no, ed eventualmente le classifiche nelle vendite potrebbero fare testo. Aggiungo anche che io ho letto Ishiguro in originale e francamente i grandi proclami, se fossi nei panni dei giurati dell’Accademia, li lascerei da parte, specie perché oggi i lettori di libri sono molto accorti e non hanno bisogno di fuffa per capire che cosa stanno leggendo.

Ma allora chi dovrebbe essere premiato con questo particolarissimo Nobel, dato che la grande letteratura è morta ed è stata sepolta con Gabriel Garcia Marquez, l’ultimo dei suoi giganti? Secondo me il premio va dato solamente a due categorie di autori: a) coloro che usano la scrittura per denunciare le molte oscenità del mondo contemporaneo, e dunque per aiutarli in queste loro battaglie (parlo quindi dei tanti blogger arrestati in Russia, in Turchia, nel Medio Oriente; parlo dei poeti e degli scrittori che soffrono l’inferno nelle prigioni della Siria e dei paesi canaglia della nostra età digitale, etc etc); b) coloro che hanno dimostrato nel tempo di essere scrittori capaci, letti, che hanno saputo regalare momenti immaginifici ai lettori di tutto il mondo, perché questo in fondo fa la vera scrittura, regala sogni, visioni, incubi, riflessioni.

Sul fatto che oggidì esistano pochi scrittori che possano vantarsi di avere regalato momenti onirici più o meno ispirati a intere generazioni credo che non ci sia nulla da discutere… così come credo che non ci sia nulla da discutere sul fatto che 350 milioni di copie (tante sono le copie vendute dei romanzi di Stephen King) non possono essere state tutte vendute a dei coglioni. Sulla questione del Nobel a King avevo già scritto in passato e mi piace farlo ancora perché  questo autore lo merita. Lo merita per come si pone e per avere vissuto tutte le fasi che dovrebbe vivere un vero scrittore: il rifiuto iniziale, la malattia, la crescita sostanziale, fino alla creazione di veri e propri capolavori che hanno trasformato il suo gusto gotico in una sorta di gotico sublime dell’età moderna che è diventato un genere in sé. Francamente non mi va neppure di citare la recente celebrazione che King ha ottenuto nelle università, soprattutto grazie alle sue attività di saggista (pensiamo solo al suo “On Writing” che è diventato nel tempo una sorta di bibbia per ogni editor davvero valido e per ogni autore che ha coscienza di cosa sia la scrittura professionistica), perché citando queste opere più impegnate si rischia di sminuire la qualità della sua stratosferica produzione come romanziere (che ha fatto passi da gigante dai tempi di “Carrie”, 1974) e come sceneggiatore.

Insomma, se non ci sono dubbi sul fatto che la letteratura sia in fondo un’opinione, diventa invece molto difficile negare che oggigiorno King sia lo scrittore (di tipo epico) per antonomasia, quello che come nessun altro ha influenzato i sogni di intere generazioni, nel bene e nel male, e ha creato mondi a metà strada tra il gusto gotico ottocentesco e le ragioni orwelliane e distopiche che connotano la contemporaneità, come nessun altro è riuscito a fare, men che meno Ishiguro.

Detto questo, di recente mi sono pure informata sul come verrebbero assegnati i Nobel per la Letteratura in quel di Svezia, così come sono venuta a sapere della determinazione a non premiare un americano…. Certo, meglio fare come si fa con il cinema, laddove tra Venezia e Cannes si premiano le porcherie europee che non guardano neppure i parenti stretti di questi registi, e si sputa sulle trame sceneggiaturali di veri e propri geni della scrittura moderna come gli Aaron Sorkin e compagnia: del resto, con la storia passata dell’Accademia di cosa ci si dovrebbe stupire? Sic!

Rina Brundu

PS Grazie a tutti coloro che stanno frequentando questo Rosebud oggettivamente bellissimo e rinato: alla fine sembra che gli attacchi abbiano avuto l’effetto opposto a quello voluto. Certo è che stiamo lavorando per migliorare ancora e per rendere il sito una vetrina degna anche di tutti i lavori che pubblicheremo con Ipazia. Io penso insomma che il futuro sarà benigno, ora più che mai!

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info@ipaziabooks.com

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