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Rosebud, Dublin, Ireland – Year 7º. Breaking News

Diario dai giorni del golpe bianco – Sostegno a Piercamillo Davigo!

AFORISMI MEMORABILI – QUOTES TO REMEMBER


Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti.
(Jacques Séguéla)

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No, niente appello! Qui non si tratta di riformare una sentenza, ma un costume. (…) Accetto la condanna come accetterei un pugno in faccia: non mi interessa dimostrare che mi è stata data ingiustamente.

Giovannino Guareschi (lo disse dopo la sentenza di condanna ricevuta per l’accusa di diffamazione mossagli da Alcide De Gasperi)

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Diario dai giorni del golpe bianco (paperback) di Rina Brundu .

Per l’E-Book clicca qui.

PERLE DI ROSEBUD – LISTA AGGIORNATA DEI DERETANI INAMOVIBILI

Resistere, resistere, amico mio, con un popolo di pecore la vittoria del lupo non potrà che essere questione di tempo.

(Clicca qui per conoscere tutti i deretani di cui sopra)

PERLE POLITICHE – SENILITÀ, OKAY, MA SE DOVESSI DIVENTARE RENZISTA…

…portarmi dal veterinario e sopprimermi subito, please!

(Clicca qui per leggere tutto)

Rina Brundu

ipazia diario (7)Si apprende che dopo Woodcock il renzismo abbia nel mirino Piercamillo Davigo. Quando leggo notizie così io non ho bisogno neppure di muovere oltre il titolo del pezzo: tutto il sostegno a Piercamillo Davigo che tenne una condotta mirabile anche durante i momenti peggiori del governo Renzi, come peraltro la “guida definitiva al renzismo” ci ricorda molto bene.

Enjoy! (anche perché se sperate di trovarle da altre parti queste memorie scomode, vi sbagliate di grosso!).

Rina Brundu

 

23 Aprile 2016

Ennio Flaiano, mirabile!

In tutta onestà non penso che Matteo Renzi nel suo ultimo discorso in Parlamento, discorso tutto teso a scongiurare la sfiducia proposta dalle opposizioni, abbia lanciato un attacco contro la magistratura italiana. Al contrario, penso che abbia usato la magistratura italiana per raggiungere il suo target: ottenere la fiducia dalle varie (e avariate) anime che alla stregua di una armata brancaleone formato politica da dimenticare, compongono la sua maggioranza. Per la precisione il discorso di Renzi era una sorta di discorso diretto ai core-clients del suo business, agli indagati a qualsiasi titolo: seguitemi e non vi deluderò, datemi la fiducia e per tutto il tempo in cui resterò in sella io sarete al sicuro.

Anche per questi motivi viene molto difficile dissentire da quanto detto da Piercamillo Davigo Presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati, durante la sua lectio magistralis all’Università di Pisa: “La classe dirigente che delinque fa più danni dei delinquenti di strada”.

Parole sante! Parole sante che qualunque cittadino onesto dovrebbe sottoscrivere. Di contro fanno orrore i numerosi interventi di Tizio e di Caio pronti a ricordare che non bisognerebbe gettare benzina sul fuoco. Come? Bisognerebbe lasciare che continuino a delinquere?

“I politici non hanno smesso di rubare; hanno smesso di vergognarsi” ha sentenziato ancora Davigo, con ogni ragione. Secondo me la politica al tempo del renzismo non solo non ha mai smesso di rubare, non solo ha  smesso di vergognarsi, ma adesso pretende pure di mettere il bavaglio a qualsiasi voce dissenziente. Certo, in altri luoghi il suo ruolo inviterebbe a maggiore cautela, ma è indubbio che le parole di questo servitore dello Stato dovrebbero essere accolte da tutti come un’esternazione rinfrescante, dissetante in un contesto nazionale di democrazia avvilita e incancrenita.

O meglio, nel contesto di una Italia renzista in cui tutto ciò di cui si ha certezza è che in fondo alla luce vi sia un tunnel che pare intenzionato a inghiottirci per sempre. Un tunnel dal quale forse non ne usciremo più. Una condotta spastica e disorientante, o per ricordare il grande Ennio Flaiano: “Lamenta la corruzione della vita romana, cita sdegnato qualche caso. Sì, d’accordo, è stato così per secoli e secoli, ma ora stiamo esagerando: vizio e putredine. Vien voglia di andarsene, ma dove? Facendosi triste: “Ah – conclude – potersi ritirare in campagna, soli, con un chilo di cocaina, lontani da queste sozzure”.

Tratto da: Diario dai giorni del golpe bianco

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