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Rosebud, Dublin, Ireland – Year 7º. Breaking News

Sulla continua crescita di Rosebud. E sull’arte del blogging.

AFORISMI MEMORABILI – QUOTES TO REMEMBER


Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti.
(Jacques Séguéla)

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No, niente appello! Qui non si tratta di riformare una sentenza, ma un costume. (…) Accetto la condanna come accetterei un pugno in faccia: non mi interessa dimostrare che mi è stata data ingiustamente.

Giovannino Guareschi (lo disse dopo la sentenza di condanna ricevuta per l’accusa di diffamazione mossagli da Alcide De Gasperi)

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Diario dai giorni del golpe bianco (paperback) di Rina Brundu .

Per l’E-Book clicca qui.

blogging-15968_960_720Una cosa che mi ha meravigliato moltissimo da fine agosto ad oggi è la crescita sostanziale di Rosebud, non me l’aspettavo. Non me l’aspettavo perché quest’anno – che ho sempre chiamato l’anno sabbatico del sito – avrò pubblicato la metà dei post pubblicati l’anno scorso, ho proceduto a togliere centinaia di post di autori che non ci sono più (tra qui e la fine dell’anno ne toglierò forse altri cento, fermo restando che per autori che hanno pubblicato una sola volta non toglierò il post se non in presenza di una precisa richiesta), inclusi articoli molto letti, ho tolto link e sto terminando un lavoro di ripulitura che dovrà permettere al sito di vivere dal 2018 in poi con un altro passo.

Ho notato che alcuni autori vanno e altri ritornano, la vita di un blog è insomma come quella di un bar molto affollato, gli avventori entrano ed escono, alcuni lo frequentano per qualche settimana, altri diventano nel tempo lo zoccolo duro e non si schiodano. Li ringrazio, come ringrazio tutti coloro che hanno continuato a leggermi in questi venti anni, e particolarmente in questi ultimi anni in cui mi sono voluta dedicare ad altra “espressione” dell’anima. Anche gli “attacchi” subiti negli ultimi tempi, dopo ulteriore investigazione, sembrerebbero più che altro espressione di incoscienza e naiveté digitale che di determinazione a zittirci, fermo restando che su questi aspetti ancora non posso fornire aggiornamenti perché stiamo valutando l’azione legale data la visibilità che abbiamo, nonché la necessità di proteggere il lavoro dei professionisti di Ipazia. Personalmente, me ne sono sempre sbattuta perché ritengo che la scrittura, specie la scrittura dell’anima di cui mi sono sempre occupata, nasca e viva di necessità che riguardano per lo più lo spirito e non la pagina patinata, ma vero è che avendo dei siti che ospitano i lavori dei tanti debbo per forza lasciare ad altri il prendere la miglior decisione.

Detto questo, essendo state le mie prime pubblicazioni tutte nel solco dell’editoria tradizionale, sia per quanto riguarda i libri che per quanto riguarda i giornali, mi preme lanciare una freccia a favore del blogging. Di fatto la potenza di questo tipo di attività è straordinaria (me ne accorgo sempre di più col tempo che passa), e mentre non è azzardato scrivere che siamo in presenza di una vera e propria nuova arte, agli autori che intendono far conoscere i loro lavori suggerisco proprio di occuparsi anche di blogging. In realtà, io penso pure che si dovrebbe comunque partire da premesse opposte, ovvero che si dovrebbe partire ascoltando il sentire dell’anima  e solo dopo muovere verso la scrittura, anche digitale. Naturalmente, tutto è lecito quando queste attività si portano avanti con il nostro tempo, con i nostri soldi e vivono delle visite di coloro che ci seguono.

La maggior dignità del blogging resta però, a mio avviso, nell’incredibile opportunità che dà a un autore che si vuole “impegnato” di mostrare questo suo “impegno” sia civile che politico. Come dire che al tempo di Internet non ci sono più scusanti: il nostro “impegno” lo raccontano i nostri post di denuncia, gli argomenti di cui trattiamo e di cui ci interessiamo, anche i “nemici” mediatici che riusciamo a costruirci. Per me, questo è tutto ciò che fa la differenza tra uno spirito-che-scrive e un essere che si occupa d’altro. Insomma, per coltivare l’arte del blogging non si può fare senza l’impegno, il coraggio di raccontare le nostre idee urbi et orbi firmandoci sempre con il nostro nome e il nostro cognome, facendo affidamento sempre e soltanto sul nostro spirito libero. Il resto è grammatica. Sconcia. E nelle occasioni peggiori desiderio di visibilità in stile morti di fama: la tomba dell’anima.

Rina Brundu

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info@ipaziabooks.com

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